Report della riunione area a Trieste

Report riunone sindacatoaltracosa Trieste, 4 giugno 2016

Il Coordinamento territoriale dell’area d’opposizione in CGIL “Il sindacato è un’altra cosa” ha organizzato una riunione a Trieste il 18 maggio.
Durante la riunione si è parlato dei recenti sviluppi che hanno coinvolto l’area a  livello nazionale, in particolare della revoca del distacco sindacale al coordinatore dell’area, Sergio Bellavita, e della conseguente decisione di Bellavita di uscire dalla CGIL assieme alle compagne Maria Pia Zanni e Stefania Fantauzzi.
Durante il dibattito molti compagni hanno sottolineato che tali sviluppi autoritari indicano che non c’è ormai più differenza tra la linea della CGIL e quella della FIOM. Il licenziamento di Bellavita è un atto grave, un attacco senza precedenti all’autonomia dell’area.
Tutti i presenti hanno visto il “licenziamento in tronco” del rappresentante dell’area come la risposta dello stato maggiore dell’organizzazione all’aver reso nota la scomoda vicenda dei 14 delegati FCA di Melfi e Termoli.
Questi compagni, rei di aver organizzato scioperi contro gli straordinari comandati di sabato nelle loro fabbriche, sono stati dichiarati incompatibili dagli organismi della CGIL a ricoprire qualsiasi incarico sindacale, compreso quello di RSU o RLS.
Nella discussione si è voluto ricordare come la FIOM e Landini in particolare, volendo far finire le lotte e gli scioperi organizzati da questi delegati perché gli straordinari erano stati stabiliti da un accordo con la FCA firmato anche dalla FIOM, nelle loro pratiche repressive hanno usato coerentemente le regole del Testo Unico sulla Rappresentanza.
Piombato in pieno congresso CGIL, quell’accordo  tracciava le linee fondamentali per la distruzione definitiva del sindacato che lotta. Per attuare questo piano si dava un potere smisurato alle organizzazioni firmatarie svilendo così il  ruolo delle RSU e arrivando a prevedere penali per i non allineati, cosa che si sta puntualmente verificando e non solo in FCA.
A suo tempo tale accordo era stato criticato aspramente oltre che dalla nostra area anche dai “landiniani” (che infatti avevano presentato una pletora di emendamenti al documento di maggioranza, emendamenti che si sono rivelati poi completamente inutili).
La repressione del dissenso da parte dell’organizzazione sindacale è diventata perciò, coerentemente al Testo Unico, pratica diffusa e generale.
L’uscita dalla CGIL dei compagni Sergio Bellavita, Maria Pia Zanni e Stefania Fantauzzi, è stata resa nota il 12 maggio, durante la riunione del assemblea nazionale dell’area, riunione a cui nessuno dei presenti ha però partecipato. Dai resoconti della discussione emerge come l’intero caso sia stato quasi ignorato, come dato già per metabolizzato, derubricando così il tema di come intraprendere un’azione di lotta contro la CGIL per questi gravissimi atti autoritari. Incredibilmente, si è preferito parlare del dopo, dando ampio spazio ai posizionamenti, di non facile lettura, già volti a definire il tema si come affrontare il prossimo congresso. D’altra parte, se la scelta di uscire dall’organizzazione nei mesi successivi al congresso avrebbe avuto un senso logico, e sarebbe stata una presa d’atto conseguente alla firma del Testo Unico sulla rappresentanza – e  la scelta di Cremaschi va letta così – oggi l’uscita dei tre compagni ed chi li seguirà, seppur lecita, appare tardiva, più un’amara ammissione delle sconfitte subite all’interno della CGIL che un progetto definito per continuare a lottare. Seguiremo con attenzione l’evoluzione della strada intrapresa da questi compagni, riservandoci ulteriori valutazioni.

Durante la riunione del coordinamento territoriale sono state espresse da molti compagni delle valutazioni su un’eventuale uscita dalla CGIL. Dagli elementi emersi è comunque risultata una chiara indicazione dei presenti volta a rimanere all’interno dell’organizzazione. Questi i punti sollevati, in ordine sparso:
– uscire senza un progetto definito rappresenta un salto nel buio, non ci sono le condizioni per costruire in tempi rapidi una forza sindacale efficace sul territorio;
– rimane comunque l’assoluta indisponibilità e il non interesse ad operare in un contesto in cui la lotta di classe non viene più considerata come strumento di cambiamento;
– il territorio della provincia di Trieste è l’unico, a livello nazionale, ad aver vinto un congresso di categoria e ad avere la Segreteria FIOM in rappresentanza dell’area di opposizione. Confortati dal tesseramento crescente e da una maggiore autonomia politica determinata dall’ aumento di risorse economiche, a livello provinciale, è stata condizionata la gestione, anche politica, della CGIL.

Il Coordinamento territoriale dell’area d’opposizione in CGIL “Il sindacato è un’altra cosa” sarà sempre a fianco dei lavoratori e di chiunque in questo duro periodo scelga di rischiare per realizzare gli interessi della classe lavoratrice, anche a costo della separazione con parte della propria storia sindacale. Nessuna lotta è in grado, non solo di vincere, ma nemmeno di scompaginare i giochi dell’avversario se non è nelle condizioni di incutere timore, di dimostrare concretamente che c’è un prezzo da pagare, che è piuttosto salato.

“ll sindacato è un’altra cosa” – Coordinamento di Trieste

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: