VOLANTINO PENSIONATI per la manifestazione unitaria

Distribuito in Piazza del Popolo il 19 maggio

BASTA!! BASTA ABBASSARE LA TESTA!!

Le risorse della previdenza sono delle lavoratrici e lavoratori, delle pensionate e dei pensionati che hanno versato i contributi e NON sono a disposizione dei Governi.
La sentenza n. 70 della Corte Costituzionale ha condannato lo Stato a restituire i soldi indebitamente sottratti dal Governo Monti ai pensionati e alle pensionate attraverso il blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici decisa dalla legge 214/2011. Allo scandalo degli esodati si aggiunge un’altra grave ingiustizia.
Il Governo Renzi, attraverso la legge n. 109/2015 ha di fatto annullato la decisione della Corte Costituzionale, riconoscendo l’adeguamento del 100% per le sole pensioni con importi sino a € 1441,59 (lorde mensili). Per tutte le altre pensioni l’adeguamento è stato fortemente ridotto se non annullato del tutto. L’adeguamento deve essere ripristinato fino alla soglia dei 5000 € lordi e per tutti gli anni dovuti, con l’adeguamento dell’assegno pensionistico corrente.
Questo tentativo di dividere la categoria, inventandosi modalità fantasiose di rimborso, manifesta sostanzialmente la volontà di non rispettare la sentenza dell’Alta Corte.

Il sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil considera tale decisione inaccettabile e chiede a tutte e tutti di reagire immediatamente a questo sopruso e rivendicare il pagamento del maltolto.

Basta balbettii. Le reazioni del Sindacato sono state finora inadeguate.

Abbiamo da tempo preparato con gli avvocati un testo per il ricorso individuale e/o collettivo che consenta di annullare questa decisione, attivando anche alcune cause-pilota contro la decisione del Governo con il fine di recuperare il maltolto. Al momento, alcuni tribunali stanno rivolgendosi alla Corte Costituzionale perché si pronunci nuovamente sui provvedimenti del Governo, in quanto essi non risultano aver recepito la decisione della stessa Corte. In molti altri casi sono state attivate cause presso l’Alta Corte Europea.

PENSIONATE E PENSIONATI

è indispensabile reagire con la lotta per impedire la manomissione dei principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
La pensione è
“una retribuzione differita” e non “soldi per un consumo differito” come vorrebbe il nuovo presidente dell’INPS; “deve essere proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto” in modo da “garantire una vita libera e dignitosa al lavoratore ed alla propria famiglia” (art. 36 della Costituzione).
Dopo più di vent’anni di riforme della previdenza (OTTO riforme) vogliono distruggere la pensione come diritto costituzionale e trasformarla in un affare appetibile per Banche e Assicurazioni.

Negli ultimi 15 anni le pensioni hanno perduto il 42% del loro valore rispetto al costo della vita e si è già verificato quel “rilevante scostamento” fra salari e pensioni per il quale la Corte ha più volte sollecitato “l’intervento correttivo del legislatore”.

DEVONO SMETTERLA DI USARE I CONTRIBUTI DELLE PENSIONI PER ALTRI SCOPI!!!

SIAMO STANCHI DI FARE DA BANCOMAT A TUTTI I GOVERNI!!!

Vogliono metterci contro i giovani rompendo il patto generazionale tra padri e figli, peggiorano la precarietà con il Jobs Act e i vouchers, e non fanno nulla per impedire la disoccupazione e la vergogna del lavoro gratuito; continuano a sponsorizzare i “fondi pensione” (che sono molto utilizzati per investimenti all’estero) e vogliono mantenere il calcolo contributivo che, con salari da fame, produrrà per i giovani pensioni da miseria.
Noi vogliamo l’unità di interessi con le giovani generazioni:
– La p
ensione deve essere pubblica
– Non è p
iù rinviabile la separazione tra assistenza e previdenza (chi non ha potuto versare i contributi è giusto che sia aiutato dalla fiscalità generale; sono i Comuni, adeguatamente finanziati dallo Stato, che devono aiutare i poveri o chi ha potuto versare poco)
No al lavoro gratuito e alla precarietà, 40 anni di lavoro bastano e avanzano, e sono anche troppi per chi svolge “lavori usuranti”
Bisogna tornare al calcolo con il sistema retributivo (Il calcolo retributivo delle pensioni pubbliche è pienamente sostenibile; al contrario, il calcolo contributivo è un gravissimo saccheggio dell’accantonamento pensionistico dei lavoratori.)
Tutti gli esodati devono essere garantiti
– Si deve ristabilire
un sistema automatico di recupero dell’inflazione per le pensioni che non superano i 5000 euro lordi
– Va abbassata la tassazione sulle pensioni, ora è tra le più alte d’Europa

Lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, non accettiamo che con la solita frase: “lo vuole l’Europa, ce lo chiede l’Europa” continuino a toglierci i nostri soldi per favorire la Banche e le Imprese come hanno fatto con il Jobs Act, in nome del mercato.
Dobbiamo reagire, promuoviamo discussioni, assemblee, ordini del giorno, manifestazioni in ogni angolo del Paese per impedire che si realizzi questo disegno criminoso che provoca solo danni ai pensionati ed alle nuove generazioni consegnate ai bisogni dell’impresa.

” Le battaglie che si perdono, sono quelle che non si fanno”

Ernesto che Guevara

19 mag 2016_volantino_pensionati

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