Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Almaviva e della Gepin!

Difesa del lavoro e dei diritti, ad oltranza!

NO ai licenziamenti, No ad un Accordo al Ribasso!

Ancora chiusure di aziende e perdite di posti di lavoro a Napoli e provincia.
Ad essere colpita questa volta non è la grande industria in senso stretto, già decimata nel nostro territorio, ma il settore dei servizi all’imprese, energetiche, della telefonia, delle telecomunicazioni, le cui aziende committenti vantano spesso cospicue partecipazioni statali.
Accade così che Enel, Eni, TrenItalia, Vodafone, Poste ritirino commesse o ridimensionano le loro attività in outsourcing.
Non certo per reinternalizzare il lavoro e l’occupazione degli addetti ma per portarlo là dove il costo del lavoro dà margini di elevata redditività.
Non basta aver ricevuto da un Governo compiacente, sgravi, defiscalizzazioni ed ogni sorta di flessibilità oraria nella prestazione di lavoro, divenuta nel frattempo sempre più precaria; le grandi committenti lamentano posizioni di squilibrio nella competizione con le aziende straniere sicchè l’unica risposta diventa la compressione dei livelli salariali ed occupazionali.
E’ questo il settore dove si è maggiormente abbattuta la furia delle liberalizzazioni con largo utilizzo delle gare al massimo ribasso ed un massiccio ricorso al lavoro sottopagato, benchè a forte contenuto di scolarizzazione e di professionalizzazione.
Nonostante Almaviva a Napoli, che vive di una commessa Vodafone, non risente di picchi negativi di traffico o perdite di attività, l’azienda ha annunciato 400 esuberi su un totale di 3000 dichiarati su tutto il territorio nazionale.
Ad essi si aggiungono i 220 licenziamenti già comunicati dalla Gepin contact con la sostanziale chiusura della sede di Casavatore.
Un prezzo inaccettabile per un territorio che segna punte di disoccupazione intorno al 50% della forza lavoro e per un settore a prevalente occupazione giovanile con una forte presenza di donne.
Anche per questo, bisogna respingere con forza i licenziamenti in Almaviva come alla Gepin, facendo vivere l’unità e gli interessi di classe sulle divisioni e l’abbassamento delle condizioni di reddito e di lavoro.
Le pur giuste mobilitazioni sindacali di queste settimane, se non inserite in un contesto di rivendicazioni più generali che guardi il territorio di Napoli e del Mezzogiorno e sia di ricomposizione delle diverse vertenze e lotte, corrono il rischio di cogliere aspetti parziali e di rappresentare soluzioni temporanee.
Il 3 e 4 Maggio i Lavoratori di Almaviva Contact si esprimeranno attraverso un referendum sulla piattaforma presentata dall’azienda il 26 Aprile all’Unione degli Industriali: una piattaforma peggiorativa caratterizzata da un forte squilibrio ad uso ricattatorio dello strumento del contratto di solidarietà da sito a sito ed una accentuata flessibilità operativa di tale ammortizzatore sociale a tutto vantaggio dei margini di profitto aziendale.
A questo accordo Non ci stiamo!! Garanzie sul futuro occupazionale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, Nessun ricatto e peggioramento delle condizioni di lavoro!
Solo la lotta paga! VOTA NO!

IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA-OPPOSIZIONE CGIL NAPOLI E CAMPANIA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: