Direttivo nazionale FLC. Ordine del giorno

Proposta di ordine del giorno conclusivo del DN Flc Cgil del 28-29/4/2016. Respinto con 3 voti a favore, 38 contrari e 6 astenuti

Il direttivo nazionale Flc Cgil rileva le crescenti difficoltà del contrasto all’applicazione degli aspetti peggiori della legge 107 nelle scuole. Il Miur ha dato indicazioni ai Ds che corrispondono alla linea più aggressiva dell’Anp di distribuire il bonus secondo criteri arbitrari e non contrattando con le Rsu. In questo modo si colpisce la libertà d’insegnamento e si immagina un corpo docente asservito ai diktat dei dirigenti, del governo e delle imprese private con cui le scuole intesseranno relazioni. Già da questo anno scolastico, senza neanche aspettare l’albo nazionale previsto dalla legge,  sono stati avviati progetti di alternanza scuola lavoro in tutte le scuole superiori che nella maggior parte dei casi costituiscono solo un regalo di ore di lavoro minorile al sistema delle imprese.
La firma del contratto sulla mobilità ha costituito un tassello ulteriore di applicazione della legge 107, con la perdita della titolarità sulla scuola per gran parte dei docenti neoassunti e l’apertura, attraverso la creazione degli ambiti, alla chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici. La consultazione degli iscritti su questo punto  che era stata chiesta dal direttivo non è stata pienamente attuata nei territori, già impegnati nell’inutile consultazione sulla Carta dei diritti e i referendum e ora rischiamo di perdere il consenso di tante/i giovani lavoratrici e lavoratori che si trovano ingiustamente discriminati nei loro diritti e si ritroveranno nelle prossime settimane a dover affrontare nuovamente una dislocazione obbligatoria di massa su tutto il territorio nazionale.
Il concorso in atto per il reclutamento dei nuovi docenti (precari) si sta svolgendo con modalità che si potrebbero definire farsesche, se non fossero tragiche per i lavoratori coinvolti. Intanto a dispetto della retorica di Renzi, molti sono ancora oggi i lavoratori a tempo determinato nelle scuole, docenti e Ata che hanno già maturato il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato avendo lavorato più di 36 mesi, o che comunque hanno maturato con l’esperienza e la formazione una professionalità che va riconosciuta ripristinando le graduatorie permanenti e il doppio canale di reclutamento.
Il personale ATA continua a versare in una situazione di ipersfruttamento e precarietà, mettendo a rischio la sicurezza nelle scuole e la stessa possibilità della continuazione delle attività didattiche.
Nei prossimi giorni si terranno nelle scuole le prove Invalsi, che nel quadro della riforma del sistema di valutazione e della l. 107 dispiegano il loro potenziale nefasto di discriminazione degli istituti scolastici, di introduzione di principi didattici estranei alla formazione di coscienze critiche. Diamo indicazione alle lavoratrici ed ai lavoratori di boicottare in ogni modo le prove, partecipando agli scioperi già indetti per il 4, 5 e 12 maggio prossimi, parlando con le famiglie e gli studenti, che hanno da parte loro già messo in campo azioni per il boicottaggio, per coinvolgerli nella lotta contro l’Invalsi.
L’iniziativa referendaria per l’abrogazione della legge 107 che la Flc sta promuovendo con altre organizzazioni, va rafforzata rilanciando la mobilitazione nelle scuole per il contrasto alla legge 107 e per il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Una inversione di tendenza rispetto a quanto non è stato fatto in questo anno scolastico. Il boicottaggio delle prove Invalsi è la prima iniziativa in questo senso.

Lo sciopero del 23 maggio (il primo e unico sciopero in questo a. s. sostenuto dalla nostra organizzazione) arriva in ritardo e rischia di essere poco efficace. Per costruire questo sciopero in modo che non sia solo un posizionamento testimoniale della nostra organizzazione è necessario estendere lo sciopero a università e ricerca e fardi promotori della sua estensione a tutte/i le lavoratrici e i lavoratori pubblici, per aprire una battaglia per il rinnovo del contratto che punti a recuperare tutto il maltolto sugli stipendi e a ridsre dignità al lavoro pubblico. Non è pensabile alla fine dell’anno scolastico fare sciopero solo nella scuola.
La ricerca peraltro sta subendo un attacco pesantissimo alla libertà dei ricercatori con l’aumento del potere delle amministrazioni, agli stipendi e alle condizioni di lavoro che vengono ulteriormente precarizzate.
Infine il direttivo Flc esprime preoccupazione per la compressione del pluralismo interno che viene operata nella Cgil, nei confronti di delegati che esprimono livelli di conflitto più avanzato, come negli stabilimenti Fca di Termoli e Melfi, e nei confronti del portavoce dell’area congressuale “Il Sindacato è un’altra cosa”, a cui è stato revocato il distacco per non essersi allineato alla maggioranza della sua categoria. Il direttivo chiede alla segreteria di farsi promotrice, insieme alle altre categorie che hanno espresso preoccupazioni simili, di un’iniziativa presso la segreteria confederale per ripristinare le condizioni di pluralismo e democrazia interna che rendano possibile lo svolgimento pienamente democratico del prossimo congresso della Cgil.

Giancarlo Benazzi
Francesco Locantore
Luca Scacchi

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