Via il governo dei padroni!

In Italia come in Francia: lavoro, sanità e pensioni!

Il sindacato confederale torna in piazza sul tema delle pensioni….di Sabato.
Una scelta a dir poco tardiva, parziale e con tratti di ambiguità nei contenuti rivendicativi, che ha il sapore dell’atto riparatore a quello sciopero insignificante di sole 3 ore nel lontano 2011, quando di fatto si consentì al governo Monti-Fornero non solo di varare la più pesante controriforma pensionistica, ma di modificare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Lo fa con lo stesso annuncio “Cambiare le pensioni per dare lavoro ai giovani” con cui nel 2011 la Fornero, in continuità con Sacconi e Tremonti, riuscì nell’opera di demolizione del sistema pensionistico pubblico.
Allora a propagandare quell’idea falsa ed ingannevole fu una massiccia campagna governativa che in modo bieco quanto strumentale gridava ad un vero e proprio scontro generazionale in atto.
In realtà fu subito chiaro il vero intendimento di quella riforma.
L’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni e oltre, i 40 anni di contribuzione per la pensione da lavoro che non bastano più, l’assegno pensionistico ridotto di fatto anche per effetto dell’applicazione dei nuovi coefficienti di trasformazione nel calcolo pensionistico, hanno significato lo smantellamento di una delle più vecchie garanzie dello stato sociale insieme alla cancellazione che ne è seguita del diritto alla salute, alla scuola pubblica, al lavoro, nella sua garanzia reale costituita dall’originaria formulazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Ancora oggi, mentre il governo Renzi, d’accordo con Confindustria e con i poteri forti, cancella definitivamente le conquiste del movimento operaio, la Cgil, impegnata insieme a Cisl e Uil in prove da “sindacato unico”, sceglie di fatto di rinunciare al conflitto.
L’introduzione del jobs act con il carico di precarietà a vita, l’aumento della disoccupazione fino alla teorizzazione e alla pratica del lavoro gratuito, la generalizzazione del sistema contributivo, consegnano alle nuove generazioni pensioni da fame, mentre anche nella crisi di questi anni sono aumentati i profitti, la rendita parassitaria e la speculazione finanziaria.
L’aggressione al sistema pensionistico pubblico e, più in generale, al sistema di protezione sociale e del welfare in nome della crisi e della necessità dell’austerità, spiana la strada alla speculazione del mercato e agli affari della previdenza privata e complementare.
In questo contesto c’è bisogno di un vero e profondo cambiamento costruito sull’unità degli interessi di classe tra le diverse generazioni.
Per cambiare davvero le pensioni e dare lavoro ai giovani, c’è la necessità di unificare le vertenze e le lotte, di costruire un vasto fronte di opposizione sociale che arrivi a bloccare il paese contro le politiche lacrime e sangue del governo Renzi e della troika.
Vogliamo un sistema pensionistico pubblico e pensioni dignitose, i vari fondi privati e contrattuali non possono essere il futuro;
La cancellazione delle controriforme pensionistiche e del lavoro, il ritorno al sistema retributivo per tutti.
Vogliamo una riforma che restituisca i diritti ai giovani e agli anziani, a chi lavora e a chi è già in pensione.

IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA-OPPOSIZIONE CGIL NAPOLI E CAMPANIA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: