Odg su primavera referendaria

Approvato al seminario di Bellaria

ASSEMBLEA DELEGATI SINDACATO ALTRA COSA – OPPOSIZIONE CGIL

Odg su primavera referendaria

Bellaria 18-19 marzo 2016

Dal prossimo mese partirà una densa ed articolata primavera referendaria nel nostro paese.
In primo luogo
il prossimo 17 aprile si voterà in tutta Italia il referendum contro le trivelle. Diversamente da altri, sin dal primo giorno abbiamo partecipato a questa battaglia contro lo Sblocca Italia, il predominio degli interessi delle grandi multinazionali petrolifere ed estrattive, la difesa del suolo e di uno sviluppo economico ambientalmente sostenibile. Per questo, in queste poche settimane di campagna elettorale, ci impegneremo al massimo per il successo del referendum: per il raggiungimento del quorum, per la vittoria del SI’. Anche contro la scelta governativa di anticipare il più possibile il voto per far fallire la consultazione, anche contro quei settori della CGIL che, complici degli interessi del proprio capitale di riferimento, si stanno impegnando per il fallimento di questa referendum.
In secondo luogo, entro poche settimane il Comitato per il No alle modifiche della Costituzione inizierà la raccolta popolare delle firme, per sostenere con più forza il contrasto alla svolta istituzionale autoritaria del governo Renzi. La proposta governativa consegna al partito di maggioranza (con l’Italicum anche di una minima maggioranza relativa) il pieno controllo del processo legislativo, del Parlamento e quindi dell’insieme delle cariche costituzionali. Questo referendum assume quindi il profilo di un plebiscito bonapartista, attraverso cui Renzi vuole legittimare l’iniziativa antipopolare di questi anni (Jab Act, Buona Scuola, tagli dei servizi) e quindi rilanciare la sua politica padronale. Per questo, come Area sindacale, intendiamo aderire formalmente ai
Costituendi comitati per il NO, ed avviare quindi una campagna nei posti di lavoro, contribuendo a fermare questa svolta istituzionale autoritaria promossa dal governo.
Infine, il 9 e 10 aprile partirà la raccolta firme per i referendum contro la cosiddetta Buona Scuola. A dar vita a questa iniziativa, un fronte ampio e variegato: la FLC CGIL, i Cobas Scuola, la GILDA, Unicobas, CUB Scuola, SGB, vari Coordinamenti e associazioni precari, l’Unione degli Studenti, Link e diversi collettivi studenteschi, coordinamenti e associazioni in difesa della scuola pubblica. E anche noi, come area congressuale
Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL. Dei referendum che, pur con alcuni limiti, colpiscono i principali nodi della controriforma renziana: i super poteri dei dirigenti scolastici e la competizione tra scuole omogenee, il potenziamento dei finanziamenti privati alla scuola anche per differenziare tra loro i diversi istituti scolastici, la costruzione di una diversificazione stipendiale e di una competizione tra docenti attraverso la valutazione, la focalizzazione della scuola al mercato del lavoro ed al servizio delle imprese. Parallelamente, questi referendum saranno accompagnati da un articolato insieme di quesiti sociali: sulle trivellazioni, sui beni comuni, sugli inceneritori, oltre a quelli in preparazione sul Job Act (da parte della CGIL e forse anche da altri soggetti). Parteciperemo a questa articolata primavera referendaria, con l’obbiettivo di costruire un fronte unitario contro il governo e le sue politiche neoliberiste.
Anche se tutti questi quesiti referendari scontano un limite significativo: si avviano cioè oggi, quando le organizzazioni sindacali si sono ritirati dalle piazze e quindi si sono svuotati i movimenti sociali, chiudendo con un autunno gelido l’insieme delle lotte sviluppate nello scorso anno. Certo, la resistenza non si è dissolta. E’ continuata carsicamente nei posti di lavoro, nelle scuole e nei territori. Ma in questo clima di dismissione, il rischio di andare incontro a ulteriori sconfitte è presente. Per questo il primo obbiettivo è quello di riprendere i conflitto contro il governo e le sue politiche: accompagnare la raccolta firma con la ripresa dello stato di agitazione, la costruzione di un reale conflitto sociale, una nuova stagione di sciopero settoriali e generali. Per questi obbiettivi, per questo doppio passo dell’iniziativa, ci impegneremo nella raccolta firme e in tutte le occasioni di lotta e di resistenz
a.

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