Roma. Corteo e manifestazione 19 marzo.

#Romanonsivende

Il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il bilancio presentati dal commissario Tronca, nominato reggente di Roma Capitale fino all’insediamento del prossimo sindaco, ha un indubbio merito: ha messo d’accordo tutti i movimenti sociali, i sindacati di base e i centri sociali di Roma per contrastarlo.
Con la scusa di essere un tecnico prestato alla politica, il commissario ha deciso o pianificato senza nessun confronto democratico – e senza interlocuzione – tagli e privatizzazioni, ha accelerato su decisioni prese precedentemente ma da attuare gradualmente per il loro forte impatto sociale, in sostanza ha agito più da proconsole che da amministratore cauto e rispettoso del suo ruolo limitato nel tempo.
La risposta non si è fatta attendere e le assemblee cittadine hanno deciso per il 19 marzo prossimo la mobilitazione #Romanonsivende, con corteo e manifestazione. Tutti gli attori sociali che fanno con fatica da scudo al degrado, al peggioramento delle condizioni di lavoro e perfino alla disperazione dei cittadini e dei lavoratori romani manifesteranno uniti per dire no alle decisioni autoritarie di Tronca, e per fare questo hanno anche dimostrato la capacità di ricercare l’unità d’azione più che la difesa del loro particolare. All’interno della mobilitazione si è subito creato un gruppo di lavoro che ha unificato le lotte dei dipendenti capitolini e delle aziende partecipate, come noi de Il sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil auspicavamo e proponevamo da tempo.
In tutto questo si nota in modo imbarazzante l’assenza di uno dei principali protagonisti delle battaglie sociali e sindacali: la Cgil.
Nonostante le sollecitazioni ricevute in modo sempre più pressante nelle ultime settimane dalla nostra Area, il sindacato più rappresentativo di Roma rimane silente, apparentemente incerto e indeciso, attento all’unità con Cisl e Uil e meno pronto a mettere in atto le azioni più opportune per rappresentare i reali bisogni de* cittadin*. Eppure quei bisogni sono ben chiari alla Cgil regionale, ma le ricette per tentare di soddisfarli trovano – come spesso accade – un forte ostacolo nei modi e nei tempi di attuazione: niente lotte, nessuna mobilitazione, nessuna reazione al muro di incomunicabilità eretto dallo stesso Tronca, neanche la disponibilità, data la straordinarietà del momento, ad aderire a mobilitazioni indette da altri. Tutte le dichiarazioni fatte lasciano intravedere qualcosa di molto lontano all’orizzonte, ma così si rischia lo stesso errore dello scorso anno, quando ci trovammo a manifestare a maggio contro le politiche economiche della giunta Marino approvate definitivamente due mesi prima.
È necessario contribuire ad animare la mobilitazione che c’è in questo momento in campo, per poi allargare gli orizzonti ed aprire una vertenza anche con la regione Lazio. Infatti l’amministrazione regionale ha competenze fondamentali sulle politiche di supporto al lavoro, di pianificazione industriale, della formazione, degli appalti; inoltre ha responsabilità dirette sui fondi europei e sulle controverse scelte in materia di sanità, con l’aggiunta di una tassazione tra le più alte d’Italia.
Solo così, pianificando un percorso condiviso ed esteso di lotte a vari livelli, sarà possibile iniziare ad invertire la rotta e proporre prospettive di miglioramento a cittadin*, lavorator* e pensionat* di Roma e del Lazio.

16 marzo 2015

Per Il sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil di Roma e del Lazio
Giulio De Angelis

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