Il segretario della Filctem si schiera con le trivelle!
articolo di Eliana Como.
Il segretario nazionale dei chimici della Cgil si è schierato per il NO al referendum del 17 aprile, quindi a favore delle trivellazioni. Spiega che sarebbe un errore strategico – fatale addirittura! – se il nostro paese vietasse l’estrazione di idrocarburi. Tanto il Mediterraneo verrà martoriato dall’altra parte della costa adriatica da Croazia e Montenegro. Quindi noi, non possiamo starne fuori. Rischiamo di perdere posti di lavoro! Così dice in un intervento riportato ieri dai giornali (leggi).
La contraddizione tra posti di lavoro e rispetto dell’ambiente e della salute non è certo la prima volta che percorre in lungo e in largo la Cgil. L’idea di un modello di sviluppo che non rinunci a creare posti di lavoro senza inquinare per forza l’aria o perforare i mari alla ricerca di idrocarburi è ampiamente diffusa al nostro interno ma evidentemente ancora lontana dall’essere condivisa da tutti. Non è stato certo sufficiente averla scritta e annunciata con toni roboanti nel Piano del Lavoro di qualche anno fa, che pure il segretario della Filctem dovrebbe ricordare e all’epoca aver condiviso.
È che a parole siamo tutti bravi a dire che il rispetto della salute viene prima di ogni altra cosa, che lo sviluppo di fonti energetiche alternative a quelle fossili non è un miraggio e che un paese come l’Italia potrebbe considerare l’arte e la bellezza del suo territorio e dei suoi mari come una miniera d’oro da mettere a valore. A parole, non a fatti però!
Farebbe bene la Cgil nazionale a prendere posizione sulla nota uscita ieri e dare indicazione diversa sul referendum, come pure sta accadendo in alcune categorie e territori. Speriamo intanto che almeno gli iscritti alla Filctem non seguano il loro segretario e il 17 aprile vadano a votare SÌ al referendum, contro le trivelle e contro un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento ossessivo e sconsiderato dell’ambiente e del territorio. Soprattutto a favore del mare!

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