Termolinsciopero!!!

Dal mese di novembre la fiat ha fatto ricorso a giorni di lavoro aggiuntivi, per nulla convenienti a noi lavoratori, anzi che evitano la nuova occupazione.

Lo ha fatto attraverso lo straordinario obbligatorio di sabato, ed ora inizia a ricorrere ai “turni di Melfi”, cioè al ciclo continuo.
Lo fa in aree in dismissione, dove chiede a noi giorni di lavoro in più, per compensare carenze organizzative e di investimenti, che determinano scarti ed inefficienze, perché le macchine sono vecchie, o manca personale.
Chiedono a noi, già sottoposti a ritmi disumani, di sopperire con ulteriore sacrificio alle loro mancanze!

Abbiamo chiesto puntualmente e ripetutamente degli incontri all’azienda, che, quando ha risposto, ci ha tenuto a specificare che da parte loro c’era una mera comunicazione di decisioni già prese e non trattabili, azzerando così la possibilità di condividere le nostre proposte alternative, volte decidere nell’interesse comune.

Quindi, fino ad ora, ed anche per oggi, abbiamo indetto su queste giornate scioperi a maggioranza di cinque RSA su otto della Fiom Fiat a Termoli.
L’adesione è stata crescente.

Il giorno 11 febbraio, l’assemblea dei lavoratori indetta dalla Fiom, si raduna in un corteo di 200 lavoratori e raggiunge gli uffici della dirigenza aziendale, scegliendo la nostra pratica dettata da una chiara linea politica, e mostrandosi compatta e coraggiosa!

Ne segue uno sciopero il sabato successivo, con una adesione media del 40%, con picchi in alcune Ute dell’80%.

A consuntivo di questi sacrifici obbligatori e disumani, i lavoratori subiscono anche l’amara sorpresa che, gli stipendi di chi lavora di più, sono inferiori rispetto a quelli che hanno aderito agli scioperi!

Apoteosi di questo vergognoso sistema di imposizione padronale, oggi, solo con un giorno di preavviso, la fiat comunica che in tante aree, si lavorerà anche di domenica a partire da domani!…

Nessuno parla di tutto questo, neppure un trafiletto da parte della Fiom Nazionale, e addirittura, quella molisana, prende le distanze da quel corteo, da quell’assemblea, dalla protesta crescente.

Questi sono segnali che non possono non essere tenuti in considerazione da quei sindacalisti, anche dentro la Fiom, che hanno utilizzato come alibi per il loro immobilismo, la scarsa partecipazione alle iniziative sindacali da parte dei lavoratori…
nessuno dà continuità allo sciopero di noi lavoratori termolesi, che la forza l’abbiamo trovata da soli contro tutti!

È altrettanto inammissibile che, anche di fronte ad una così evidente manifestazione di esasperazione, la dirigenza aziendale rimanga ancora sorda, e ci tratti da pazzi visionari senza seguito e senza rappresentatività… o che faccia passare i lavoratori che rivendicano i loro diritti come ingrati perché privilegiati rispetto alla crisi dilagante!..

Senza diritti il lavoro si chiama SCHIAVISMO!

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