Agenzie Fiscali. “Contratto subito?” E quello avremo, ma…..

pubblichiamo un contributo personale di Alex Casella RSU FP IL SINDACATO E' UN'ALTRA COSA

Sarà un contratto capestro!! – Confermata la cancellazione del comparto Agenzie Fiscali e le conseguenti perdite di salario.

Forse qualcuno ricorderà l’assemblea di fine anno scorso al parlamentino di C.so Bolzano (min. Tesoro) in cui avevo cercato di denunciare, in solitaria, la scandalosa accettazione, da parte delle sigle sindacali (e senza aver ricevuto nessun mandato dai lavoratori), della soppressione del comparto delle agenzie fiscali e della perdita certa di salario a cui andremo incontro per il livellamento dei trattamenti economici.
Ricordo, per la cronaca, che la soppressione è l’ovvia conseguenza dalla riduzione dei comparti da 11 a 4 per la legge Brunetta, assunta da tutti come legge divina e pertanto immutabile, come le tavole di Mosè.
Mah… non sappiamo…. ne stanno discutendo…. è solo una ipotesi…. sei un catastrofista… dicevano i sapientoni quando in realtà i giochi erano già fatti da tempo.
Ora che c’è la firma ufficiale  viene fuori (ma che strano???) che nel nuovo compartone dove siamo finiti (chiamato pomposamente “poteri nazionali”) i trattamenti economici risultano differenti e c’è (ma chi lo avrebbe mai immaginato???) la necessità di livellare le retribuzioni!!
E come le livelliamo? Al rialzo? Ma neanche per idea! Renzi sarebbe incenerito all’istante dalla dittatura UE e farebbe la fine di Berlusconi nel 2011!!
Allora le livelliamo al ribasso? Bontà loro anche questo lo escludono (per ora) perché perfino i sindacati più addormentati e i lavoratori più ignavi si mobiliterebbero…. e allora?
Le livelliamo un po’ per volta, di rinnovo contrattuale in rinnovo contrattuale . Dunque, come prevede l’articolo allegato, i famosi 5 euro di aumento (e quelli sono, altrimenti Renzi farebbe la fine di cui sopra), sarebbero dati solo ai ministeriali, che oggi hanno il trattamento più basso, e così avverrebbe nei futuri rinnovi finchè non saremo da loro raggiunti.
In epoca di deflazione permanente e di stagnazione secolare questo vuol dire che noi, per almeno 20 o 30 anni, non percepiremo più alcun aumento nominale del salario anche rinnovando i contratti!
Rinnovi dei contratti a zero euro  dunque, ma i progressivi e devastanti peggioramenti sulla parte normativa ovviamente restano!

Dunque, anche in questo caso, la strategia sindacale si è rivelata totalmente fallimentare e infelice perfino nello slogan scelto: “contratto subito”….”firmi qui subito” sono i contratti capestro che si firmano in strada!!
In questa partita assurda (compreso lo squadrismo mediatico a cui siamo sottoposti 24/24 & 7/7),  l’unica cosa che stava dalla nostra parte era la deflazione e dunque il tempo! L’unica cosa che davvero non ci manca è il tempo!
Noi oggi non abbiamo fretta di chiudere una qualunque porcheria di contratto perché c’è l’inflazione galoppante che ci sta erodendo il reddito.
In regime di deflazione possiamo resistere indefinitamente mantenendo almeno lo status quo, che di sti tempi sarebbe già tantissimo.
E’ il governo che ha fretta  di rinnovare i contratti per rifilarci le fregature sulla parte normativa e per meglio applicare la riforma dalla PA imposta dalla TROIKA, in modo da per poter poi scodinzolare dinanzi alla Commissione Europea sostenendo di aver “fatto i compiti a casa” e poter dunque reclamare il biscottino premio (qualche decimo di “flessibilità” da utilizzare per comprarsi i voti).
Dunque, una strategia sindacale seria, avrebbe dovuto comprendere il preventivo rigetto totale della Brunetta come condizione irrinunciabile per far partire la trattativa sul rinnovo contrattuale. Punto! Altrimenti il contratto non si rinnovasine-die e non siamo certo noi quelli che devono avere fretta!
E’ un ragionamento troppo complicato per la gerarchia sindacale? E allora non ci resta che rassegnarci al “contratto (capestro) subito” così lo zerbino della Merkel potrà pure utilizzare questa cosa come trofeo per le prossime elezioni assieme ai dati (taroccati) sul jobs act.
Ma non finisce qui. Come anche l’articolo specifica, l’intenzione non è certo di fermarsi ai 4 comparti, quella è solo una fase intermedia (tecnica della “rana bollita”) verso il comparto unico, verso il “dipendente della Repubblica” (con ulteriori livellamenti verso il basso, questa volta anche dei diritti oltre che del salario).
Questa cosa altro non è che l’equivalente, applicata al settore pubblico, del sostanziale svuotamento dei Contratti Nazionali di Lavoro  già in corso nel settore privato, come già prescritto nella famosa “lettera della BCE del 2011” e continuamente ribadito dalla Commissione Europea e ultimamente anche rilanciato in svariati “pizzini” da parte della stampa asservita.
E perché rinunciare ai CCNL e demandare tutto verso i contratti “di secondo livello – o aziendali”? Ce lo spiega Draghi in modo esemplare: “perché è meglio contrattare su tagli salariali piuttosto che su dei licenziamenti”!! Purtroppo mai nessuno avrà il coraggio di raccontarvi questa scomoda verità in un’ assemblea.
“nell’era dell’inganno globale, dire la verità è un atto rivoluzionario” – (George Orwell, “1984”)

Da Alex Casella RSU  FP IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA

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