Metro. Un altro accordo restitutivo. Vota NO!

Firmato l’ennesimo accordo integrativo a ribasso nella grande distribuzione, il Cia Metro rappresenta cosa non dovrebbe fare un sindacato ed invece è stato fatto.
Percentuali domenicali ridotte, premio aziendale reso quasi irraggiungibile dalla Metro, togliendo i parametri variabili che potenzialmente pagavano (ricordiamo anche che il premio non sarà più detassato bensì tassato con aliquota piena).
Ma la cosa che un sindacato non dovrebbe fare è la prosecuzione della divisione dei lavoratori tra i vari formati dei punti vendita, a una ristretta cerchia di lavoratori, una “riserva indiana” di poche centinaia su 4000, sono stati lasciati dei bonus (maturati negli anni) e agli altri niente. Invece di estendere i diritti li manteniamo per una ristretta cerchia di lavoratori cadendo cosi nella trappola di Metro di dividere il fronte. Ad un certo punto la trattativa è stata imperniata tutta su questi emolumenti (bonus, vecchi premi, etc) sembrava che l’integrativo fosse “cosa loro”.
Naturalmente non è stata fatta nemmeno un’ora di sciopero per questo Cia, abbiamo inglobato lo sciopero del 19-12 sul CCNL anche per il Cia Metro, cosa che poteva anche funzionare se nei magazzini ci fosse stato un po di fermento sotto le festività natalizie.
Nelle videoconferenze preposte ci siamo sgolati come area, di fare almeno una sorta di guerriglia: assemblee nello stesso giorno (sabato) di tutti i magazzini d’Italia, volantinaggio ai clienti, blocco dell’organizzazione delle domeniche. Nulla di tutto questo è stato preso in considerazione, con le più disparate scuse, che non venivano dalla segreteria nazionale, bensì dalle Rsu! Questo da il segno di come i delegati Metro siano inadeguati allo scontro in atto e di come, nei magazzini si pensi di trattare con l’azienda, sperando nelle qualità dialettiche dei segretari nazionali!
Metro è un azienda che sta facendo profitti, non è in crisi, ed è questo che rende questa firma ancora più amara.
Per tanti anni i padroni ci hanno detto che era nei contratti integrativi e non nel nazionale che i lavoratori potevano guadagnare, se l’azienda va bene il lavoratore guadagna di più! Quante volte l’abbiamo sentita questa nenia? Siamo giunti al punto che se un’azienda fa profitti, questi non vengono redistribuiti ai lavoratori che hanno concorso a raggiungerli. E quando non li farà più cosa contratteremo?
Proponiamo all’azienda e ai sindacati di cambiare il nome di contratto integrativo in contratto restitutivo perché di integrazione non c’è proprio nulla.
L’indicazione di voto a tutti i lavoratori Metro è di votare un sonoro No a questo Cia!

 

Dal Giornalino dei compagni e delle compagne dell’area in Filcams. Leggi tutto

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