Danimarca: modello della vergogna!

Sergio Bellavita.

Il parlamento della Danimarca ha approvato una legge contro i migranti con l’obbiettivo di scoraggiare i nuovi ingressi. Tra i diversi provvedimenti c’e’ la vergognosa norma che consente la confisca di denaro e beni ai migranti richiedenti asilo che varcheranno i confini danesi. Sono esclusi dalla confisca, bontà loro, gli oggetti di “valore affettivo”. Il fatto che già la Svizzera e due regioni della Germania abbiano adottato provvedimenti del genere aumenta solo la gravità di quanto sta accadendo nella vecchia Europa in questo primo scorcio di millennio. La Danimarca e’ al 21mo posto nella classifica mondiale della ricchezza procapite con circa 50000 dollari all’anno, mentre il popolo siriano in guerra arriva a poco più di 2000 dollari. Il sistema sociale danese è ancora un’eccellenza in Europa, nonostante i tagli. Nel 2013 il World Happiness Report definì la Danimarca il paese più felice del mondo: “Percorrendo (in una soleggiata mattina di luglio) le strade di Copenaghen, si ha una sensazione insolita ma piacevole: vedere una società serena, in pace con se stessa. È tutto un susseguirsi di genitori a spasso con i biondi pargoli, giovani coppie, ciclisti (i veri padroni della città, assieme ai gabbiani). Uno dei paesi più egualitari al mondo, con un accesso al lavoro degli uomini e delle donne basato su competenze e merito”. Ricostruzione molto parziale certo ma lo stato Danese sembra prendersi cura bene dei suoi cittadini. Solo dei suoi, in tutta evidenza, con buona pace di chi ha idealizzato a sinistra quel modello. Per quale ragione allora la Danimarca confisca i beni della povera gente che si presenta ai suoi confini? Semplice. Quella ricchezza e quel diffuso benessere sono il frutto amaro delle grandi diseguaglianze su scala globale. Per ogni sincero democratico e benestante Danese ci sono decine di haitiani, siriani, africani che sopravvivono o tentano di farlo. Il governo danese, i suoi politici di destra e sinistra pensano ai loro cittadini, al loro paese e basta. Bisogna arrivare a rendere impossibile l’asilo, l’accoglienza. Muoiano nelle acque del Mar mediterraneo e se proprio riescono ad arrivare nei paesi ricchi del nord Europa allora saranno nuovamente depredati. Fine ingloriosa del sogno capitalista venduto a tutti nel mondo come panacea di ogni male. Il pianeta non potrà mai dare benessere a tutti con questo modello economico e sociale. La ricchezza dei pochi e’ fondata sullo sfruttamento e sulla miseria dei più. Diseguaglianze dentro ogni paese e tra paesi. Capitalismo amaro ma non per tutti come dimostra la Danimarca con quella dose di cinismo e ferocia che da sola vale una giornata della memoria. Aspettiamo che gli operai Danesi e i loro sindacati lottino contro i maltrattamenti e il razzismo di stato del governo Danese. Nel frattempo lavoriamo alla necessaria e sacrosanta lotta degli ultimi del pianeta contro l’uno per cento e complici.

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