Roma. Servizi pubblici e dipendenti sotto attacco.

Unificare le vertenze per rompere l'isolamento.

Pubblichiamo l’ordine del giorno approvato dalla RSU di Roma Capitale il 11.01.2016, presentato da Armando Morgia in qualità di RSU, eletto nelle liste CGIL e appartenente all’area Il sindacato è un’altra cosa.

Con questo ordine del giorno la RSU, da un lato, denuncia il grave attacco che attraverso il Documento Unico di Programmazione, il blocco del contratto nazionale, il contratto unilaterale di Roma Capitale, la riforma della Pubblica Amministrazione, si sferra nei confronti dei servizi pubblici e verso i salari dei lavoratori di Roma Capitale e delle Aziende Partecipate, dall’altro auspica la necessità di una risposta che ricomponga le varie vertenze per riconquistare quei rapporti di forza necessari per rompere l’isolamento di ognuno.

Ordine del giorno

Il 2015 si è concluso con la previsione di un ulteriore taglio del fondo per salario accessorio ai dipendenti comunali di circa 30 milioni di euro per il 2016.
Un anno costato ai dipendenti capitolini almeno 8 milioni di euro di salario accessorio perso grazie agli interventi dell’ARAN, del Ministero delle Economie e Finanze e del contratto unilaterare.
Un 2015 segnato anche dal tentativo di licenziare le insegnanti precarie del settore scolastico, tentativo impedito solo grazie ad una reazione di massa delle insegnanti, oggi quel tentativo si fa di nuovo strada, con la previsione nel documento unico di programmazione, di privatizzazione del settore scolastico.
DUP che prevede inoltre la ristrutturazione di importanti siti archeologici e museali attraverso l’assegnazione a soggetti privati che ne potranno poi fare un uso privato dedito al profitto, come la cronaca di questi giorni sul Colosseo ci racconta.
Una nuova scure si sta aprendo con l’approvazione del decreto attuativo della riforma Madia della Pubblica Amministrazione che prevede lo smantellamento delle aziende partecipate quale strumento di erogazione del servizio pubblico, al quale il DUP sta dando ampia anticipazione con la privatizzazione di AMA e ATAC.
Un disegno chiaro che non riguarda solo Roma Capitale ma tutti i servizi pubblici, un attacco coordinato che agisce attraverso un chiaro e lucido disegno, che inizia con il taglio delle risorse agli enti locali, la decadenza dei servizi che questo comporta, accompagnato dal blocco del turn over, una campagna ideologica fatta da chi vuole disegnare i dipendenti pubblici come, fannulloni, assenteisti ed incapaci, stimolando la collettività a sostenere la privatizzazione del servizio.
Parallelamente le inchieste sulle multinazionali per reati di evasione fiscale, 150 milioni per Google, 450 milioni per Prada, 318 milioni per Apple, solo per citarne alcune, evidenziano non la scarsità di risorse, ma la concentrazione di queste in poche mani, le stesse mani che agiscono con la diffamazione contro i lavoratori e lavoratrici, portando alla morte il servizio pubblico quale diritto universalistico di ogni cittadino.
Un chiaro disegno che, nonostante il referendum del 2011, contro la privatizzazione dei servizi pubblici, si continua a perseguire.
Un’operazione che ha una sua logica, quella di trovare luoghi redditizi per gli investimento da parte dei grandi detentori di ricchezza, in un periodo di crisi economica dei settori tradizionali della produzione, una logica che apre ai grandi capitali la proprietà e la gestione dei servizi pubblici, quale strumento di ulteriore arricchimento, portando i cittadini a dividersi tra chi avrà la possibilità di accedere al servizio e chi ne resterà semplicemente privo.
Roma Capitale è un passaggio fondamentale di questo disegno, varcato il quale non si avranno più limiti, fino a far venir meno il senso di comunità basato su un principio di solidarietà che dovrebbe tenere insieme una comunità cittadina.
La vertenza che si apre con le assemblee in Campidoglio, con la proclamazione dello sciopero del 27 gennaio saranno passaggi importanti ma probabilmente non esaustivi per invertire questa tendenza.
Per questo la RSU di Roma Capitale fa appello per una campagna in difesa di tutti i servizi pubblici, anche alle rappresentanze sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende partecipate di Roma Capitale per difendere i nostri salari, i nostri diritti e i servizi pubblici, per una ricomposizione unica delle vertenze, anche attraverso assemblee.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: