Eat the rich! L’ora di riprendersi la torta!

 

Sergio Bellavita.

Una Ong inglese ha stilato un rapporto sulla distribuzione della ricchezza nel pianeta. Lo ha chiamato: “Un’economia per l’1%”, un titolo che restituisce con grande efficacia la crescita della diseguaglianze in questi anni. Negli ultimi 12 mesi la ricchezza in capo ai 62 miliardari in vetta alle classifiche dei ricchi è cresciuta di oltre 500 miliardi di dollari, pari cioè alla ricchezza prodotta in un anno da un paese come la Svezia La loro ricchezza complessiva è arrivata a 1760 miliardi di dollari, come la ricchezza dell’India per capirci. Parliamo di un processo che conosce un’accelerazione impressionante. Sei anni addietro la stessa ricchezza era distribuita tra 388 super ricchi. Lor signori non fanno prigionieri… Un processo quindi di spoliazione e concentrazione incredibile ( qualcuno si ricorda di Marx?). Di spoliazione perché si continua a falcidiare salari, diritti, stato sociale per la gran parte dell’umanità. Di concentrazione perché il capitalismo senza più vincoli sociali è perennemente in guerra per la supremazia e il profitto, ed è una guerra che cancella e conquista il capitale che non riesce a tenere il passo. Se nel pianeta l’1% possiede più del restante 99% messo insieme, nel nostro piccolo paese non va assolutamente meglio. L’1% possiede circa il 24% della ricchezza generale, quasi un quarto della torta della ricchezza è in mano a pochissimi super ricchi. La crisi evidentemente non vale per tutti. In questi anni di sacrifici imposti in nome dell’austerità e della primazia delle merci ci hanno obbligato a restituire un pezzo alla volta il frutto delle conquiste di decenni e più di lotte. I poveri sono sempre più poveri ed i ricchi sono sempre più ricchi. Ora che l’anticapitalismo conosce la sua più grave crisi di sempre la battaglia tuttavia appare davvero a senso unico. Lo scontro è solo sull’intensità della rapina dei e per i ricchi. Paradisi fiscali, attacco ai diritti sociali, cancellazione della contrattazione e delle libertà sindacali, liquidazione del welfare universale. Il processo ha le stesse caratteristiche ovunque, anche se in forme e intensità assai diverse, perché la guerra è globale. In questo scenario buona parte della sinistra sociale e politica, anche radicale, ha accettato le compatibilità. Sono i numeri a rendere inequivocabile questa resa senza condizioni. E’ scesa nel campo di battaglia del capitale con la speranza, quando non l’ipocrisia, che “ dentro” c’è uno spazio per attenuare le ferite in attesa di tempi migliori. Si sa tuttavia che i tempi migliori non crescono sugli alberi e non arriveranno come le stagioni ad alternarsi ( in realtà anche le stagioni non appaiono più scontate), senza scelte e pratiche nette e radicali. Lo testimonia il fatto che coloro che da sinistra, anche dall’estrema sinistra, pensavano che la durezza dell’attacco alle classi popolari avrebbe inevitabilmente indotto una risposta forte e organizzata hanno clamorosamente sbagliato. La ragioni sono molteplici e andrebbero analizzate con grande rigore e soprattutto senza nessuna ansia di difesa di organizzazione. Il processo è di progressiva, e sembra inarrestabile, consunzione dell’insediamento sociale e politico ereditato dal novecento. La retorica e la propaganda sono armi spuntate rispetto alla realtà quando si non ha la forza di cambiarla. I poveri, si sa, non hanno pazienza, non possono permettersela e il vuoto in politica non esiste. Se non si riprende con forza e determinazione la lotta contro il capitale, contro opportunismi e complicità che gli consentono di dominare indisturbato, ci penserà qualcun altro a occuparlo quello spazio vuoto, drammaticamente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: