Contrattazione: la proposta di Cgil Cisl Uil

Unità di vertice sulle macerie dei diritti del lavoro

Pubblichiamo il testo della proposta di nuovo modello contrattuale che Cgil Cisl Uil hanno elaborato unitariamente. Gia’ dalla lettura della premessa si comprende che tale proposta mette al centro l’impresa e l’economia del capitale.  Il peso della contrattazione è sostanzialmente tutto spostato sul livello aziendale ( unico livello su cui si chiede al governo la decontribuzione e la detassazione) sposando così pienamente la linea storica della Cisl ed in coerenza con gli accordi interconfederali degli ultimi anni. Al contratto nazionale, svuotato di ogni portato rivendicativo reale sul salario e sulla condizione lavorativa, si affida persino un carattereprescrittivo rispetto alla funzione ed al ruolo della contrattazione di secondo livello. Il sistema salariale e’ affidato alla contrattazione sui due livelli, con la tutela e il “rafforzamento”del potere d’acquisto dei salari. Rafforzamento non vuol dire necessariamente aumento dei salari, come è infatti del tutto evidente da una attenta lettura il potere d’acquisto viene inteso come una risultante complessiva della contrattazione ( minimi, welfare contrattuale, premi variabili). Colpisce la proposta del consolidamento nel corso della vigenza contrattuale. Cioè il fatto che il salario viene, in quell’ipotesi, erogato solo ex post rispetto agli indicatori ed agli obbiettivi e’ che nel corso della vigenza del contratto nazionale  ( portata a 4 anni) che si consolida il salario sui minimi, cosa non indifferente… Occorre  considerare che questa è solo una proposta sindacale, peraltro non votata ne discussa da nessun direttivo delle tre organizzazioni. Le rivendicazioni più “popolari” sono destinate a saltare immediatamente nel rapporto con il padronato, mentre il portato della cosiddetta innovazione (partecipazione, peso della contrattazione sul secondo livello, apertura sulla gestione dei licenziamenti collettivi, bilateralità, welfare contrattuale, flessibilità) verranno incassati e peggiorati nella trattativa, qualora partisse. Il giudizio è pertanto profondamente negativo. Con questa proposta Cgil Cisl Uil sanciscono una ritrovata unità di vertice sulle macerie di un sistema di diritti e tutele, di un sistema sociale scardinato grazie anche alla passività quando non alla complicità del sindacalismo confederale. Il modello delineato dalle segreterie di Cgil Cisl Uil e’ profondamente corporativo, fondato cioè sull’idea che lavoratore e padrone sono alleati per i risultati d’impresa e che senza questi non ci sia nulla per il lavoro. L’antagonismo sociale, proprio in una stagione terribile per i lavoratori e’ mandato in soffitta. La contrattazione non è il risultato di due punti di vista e interessi diversi, rappresenta solo il punto di vista dell’impresa. Cgil Cisl UIL chiedono che il testo unico del 10 gennaio 2014 diventi legge dello stato, limitando così le libertà sindacali e il pieno diritto di sciopero. Quella che viene venduta come la grande conquista della Cgil, l’erga omnes, va letta per quello che è: la risposta del sindacalismo confederale alla progressiva perdita di potere e insediamento sindacale. Solo prime valutazioni a caldo sulla proposta, ma davvero sembra proprio un’unità  amara per i lavoratori.

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