Campania. Sulla legge di riordino del sistema idrico

sindacatoaltracoa Napoli e Campania

Difendiamo i beni comuni, Contro la privatizzazione dei servizi pubblici, la devastazione ambientale, il saccheggio dei territori, NO alle leggi truffaldine!!
La Legge Regionale di riordino del servizio idrico integrato appena licenziata dal Consiglio Regionale della Campania e voluta dal neo governatore De Luca e dalla sua Giunta, pena il commissariamento previsto dallo Sblocca Italia, si iscrive nel solco dei diversi interventi di legislazione nazionale che accentrano i poteri decisionali nelle mani di pochi.
Un atto in continuità con le politiche neo liberiste del governo Renzi, di esautorazione della volontà popolare e di saccheggio dei territori e delle risorse naturali.
Allo stesso modo vengono ignorati 27 milioni di cittadini, di cui 2,5 mln circa in Campania, che nel giugno 2011 con il voto referendario hanno voluto attestare una precisa volontà di difesa e salvaguardia dei servizi pubblici di interesse generale ritenendoli BENI COMUNI e come tali richiedendone una gestione pubblica e partecipata.
L’ambiguità della novella legge campana, fuori da ogni suggestione di facile quanto falsa lettura, si nutre del contesto più generale in cui andrà ad operare.
– SBLOCCA ITALIA, che individuando come STRATEGICI settori, produzioni ed interi pezzi di territorio secondo una logica militare ed emergenziale li sottrae alle istanze e ai bisogni delle comunità: inceneritori, TAV, rifiuti, Trivellazioni per il petrolio e anche l’Acqua.
– Interventi di STABILITA’ e di AUSTERITY, con pesanti tagli ai comuni, ai servizi, ai diritti e al salario di lavoratori e lavoratrici che operano nel servizio pubblico.
– DDL MADIA che incentiva le aggregazioni dei servizi pubblici a livello locale e favorisce la cessione delle attività ai privati.
Una prateria per ulteriori privatizzazioni e per la svendita di importanti servizi finora al riparo dalle logiche di profitto e del mercato.
Come per la bonifica di Bagnoli, l’insieme del testo di legge campano sul servizio idrico integrato risponde ad una visione politica ed economica dei rapporti sociali che fonda sull’espropriazione del potere decisionale delle comunità locali aprendo di fatto la strada a processi di privatizzazione.
Le stesse comunità locali poi finiranno per pagare anche il costo di funzionamento dell’unico soggetto di governo dell’ATO regionale, ovvero l’Ente Idrico Campano (EIC).

Nello specifico della legge:

• Non si tiene conto della orografia regionale, negando l’importanza dei bacini idrografici, che avrebbero consentito invece una gestione nel pieno rispetto della risorsa naturale;
• Il reale livello decisionale circa gli affidamenti degli ambiti (distrettuali) si concentra nel “Comitato esecutivo” vero organo dell’Ente idrico.
• Il ruolo dei Consigli di distretto, a composizione elettiva tra i sindaci dei comuni interessati, è ridotto sostanzialmente di natura meramente consultiva e di proposta.

Siamo insomma lontani dalle istanze di partecipazione consapevole dei cittadini ai processi decisionali che li riguardano e dal rispetto dell’esito referendario.
Infine, anche sul piano delle tutele del lavoro e del mantenimento dei livelli occupazionali attualmente esistenti, non riteniamo affatto che la nuova legge soddisfi tutte le garanzie a tutela degli occupati compresa la non applicazione ai nuovi rapporti di lavoro delle disposizioni introdotte dal Jobs Act.
Per tutte queste ragioni non condividiamo il giudizio positivo espresso dalle strutture confederali della CGIL Campania e da FIOM, FILCTEM , FP Regionali nel merito della nuova legge regionale di riordino del SII, ritenendo, tra l’altro, che esso tradisca l’impegno che la Confederazione tutta aveva dato alla causa referendaria.
Come area programmatica congressuale “Il sindacato è un’altra cosa-Opposizione in Cgil”, saremo in piazza Venerdì 27 a Bagnoli e Sabato 28/11/2015 a Napoli insieme ai movimenti ed alle associazioni
per la difesa del territorio, dei servizi pubblici, dei beni comuni
contro le logiche del mercato e del profitto
per il rispetto concreto del REFERENDUM del 2011.

IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA – OPPOSIZIONE CGIL NAPOLI E CAMPANIA

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