Roma. In difesa del diritto di manifestare.

La questura di Roma compie un atto proditorio e vieta la fruizione di un diritto costituzionale: il diritto di manifestazione.
Il corteo promosso da USB per lo sciopero dei dipendenti pubblici del 20 novembre prossimo è stato vietato senza nessuna motivazione giuridicamente valida, visto che non esiste un problema di ordine pubblico di alcun tipo.
Dopo la vicenda della chiusura per qualche ora del Colosseo, evento falsificato e strumentalizzato in modo becero, ieri il Parlamento ha approvato definitivamente il decreto legge che punta ad impedire anche il diritto di assemblea.
Il governo Renzi, nella sua furia distruttiva di tutti i baluardi democratici, ha messo in discussione i diritti che ancora resistevano in Italia, ed ora che vuole conquistare anche il pieno dominio su Roma deve spazzare via a qualunque costo qualsiasi tentativo di opposizione.
E senza opposizione un governo si chiama regime.
Il cerchio si stringe e il tentativo autoritario è sempre più evidente, in particolare a Roma in previsione del Giubileo.
Noi non accetteremo mai questa condizione di pesante restringimento della democrazia.Anche per questo, in linea con la nostra campagna nazionale per le difesa del diritto di sciopero, comunichiamo che organizzeremo assemblee pubbliche, manifestazioni e presidi per difendere i diritti indisponibili dei lavoratori, o parteciperemo ad eventi simili organizzati da altri.
L’atto di forza della questura romana prende spunto da un accordo firmato nel 2009 anche dai sindacati confederali.
Chiediamo che tutti i sindacati firmatari di quell’accordo, a partire dalla Cgil di Roma e del Lazio, ritirino la firma da quell’accordo (se ancora vigente), chiedano l’annullamento della decisione della questura e dichiarano che simili atti di forza sono inaccettabili per le forze democratiche.
Chiediamo che nessuno firmi moratorie contro il diritto di sciopero e per limitare i cortei a Roma durante il Giubileo e dopo.

Giulio De Angelis
portavoce regionale del coordinamento regionale Roma e Lazio de
Il sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil
Roma, 6 novembre 2015

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