Piattaforma Fiom. Dichiarazione di voto

Dichiarazione di voto di Eliana Como per il sindacatoaltracosa in Fiom

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Dichiarazione di voto
Assemblea nazionale Fiom – Cervia 23/24 ottobre 2015

Dichiariamo il nostro voto contrario e la nostra intenzione di organizzare  l’opposizione all’approvazione della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale che la Fiom definirà oggi con il voto dell’assemblea nazionale dei delegati e delle delegate. La ragione è che anziché costruire una battaglia in difesa del contratto nazionale, del suo valore universale e solidaristico, la Fiom aderisce pienamente ai contenuti del Testo Unico del 10 gennaio 2014, dall’esigibilità degli accordi che direttamente lede l’esercizio pieno del diritto di sciopero, allo svuotamento del contratto nazionale rinviando intere materie alla contrattazione aziendale di ricatto e restituzione. Inoltre con l’adesione al sistema della sanità integrativa , prima negato e combattuto, la Fiom  viene meno alla necessaria battaglia in difesa della sanità pubblica, del suo carattere universale. Non condividiamo infine la disponibilità a concordare clausole di raffreddamento del conflitto e a restituire alla negoziazione l’elemento perequativo oggi dentro il contratto nazionale.  In sintesi siamo davanti ad una piattaforma che cerca di ricavarsi uno spazio  nelle compatibilità date, ben sapendo che proprio con la  conclusione contrattuale dei chimici si è palesata quale sia la condizione che il padronato pone per il rinnovo di contratti e per la definizione di un nuovo modello contrattuale: la restituzione di salario e diritti e la resa sostanziale alla cancellazione del contratto nazionale. Una strada per noi inaccettabile. Riteniamo infine inadeguate e contraddittorie le decisioni che la segreteria nazionale propone davanti alla durezza delle  politiche di  governo, del padronato e a favore della ricostruzione di un sistema di diritti del mondo del lavoro. Una manifestazione  nazionale che non si pone direttamente il tema della costruzione dell’opposizione sociale, della sua continuità, del rapporto con la politica contrattuale e con la centralità del conflitto nei luoghi di lavoro direttamente sulla condizione dei lavoratori, rischia di non produrre alcun risultato concreto e di generare ulteriore passività,  rassegnazione e disillusione. Ancora di più dopo l’incomprensibile e colpevole assenza di qualsiasi iniziativa di contrasto al Jobs Act da parte della Cgil e di tutte le sue categorie  dopo lo sciopero generale del 12 dicembre scorso. Solo con la ripresa generalizzata della mobilitazione si può dare speranza  ad un mondo del lavoro che chiede rappresentanza, coerenza, democrazia. Una campagna referendaria per abrogare le leggi vergogna contro il lavoro del governo Renzi e’ utile e necessaria ma solo se è parte di questa ripresa generalizzata delle lotte e dell’opposizione sociale. Solo se viene sostenuta con determinazione e radicalità dalla Fiom insieme a un vasto fronte politico e sociale.

 

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