SPI. Report seminario nazionale sindacatoaltracosa

Seminario nazionale tenutosi a Verona il 7 ottobre

Si è tenuto ieri il seminario dell’area ” sindacato un’altra cosa – opposizione
Cgil” dello spi presso la camera del lavoro di Verona.
La riunione si è aperta con una breve introduzione che, prima di tutto ha voluto
ricordare la figura del compagno Gianfranco Coccoli recentemente scomparso
dopo una lunga malattia e del suo fattivo è determinante contributo politico e
sindacale che ha dato all’area sin dalla sua nascita ed a tutta la Cgil.
Alla presenza del portavoce nazionale dell’area Sergio Bellavita, l’introduzione
ha svolto una analisi della attuale fase politica e sociale denunciando
l’immobilismo totale della nostra organizzazione a fronte del perdurare
dell’attacco di governo e padroni che punta direttamente a cancellare il diritto di
sciopero e la contrattazione.
Nello specifico delle questioni che riguardano il sindacato pensionati si è
discusso della questione che riguarda la sentenza della corte costituzionale
aggirata dal decreto del governo che ha legalizzato colossale furto sulle pensioni
superiori ai 1405 euro lordi mensili e della nostra scelta di avanzare ricorsi legali
per rivendicare l’integrale riconoscimento della mancata perequazione.
La scelta dello spi nazionale di avviare una trattativa con il governo e
contestualmente non operare alcun ricorso contro la decisione del governo è
stata da tutti contestata.
La decisione di avviare una causa pilota a Venezia e unitariamente in Piemonte,
seppur tardiva, è considerata positiva perché rafforza il lavoro fatto dai compagni
e compagne dell’area in diversi territori che hanno organizzato i ricorsi in piena
solitudine e si preparano alle cause.
Forte preoccupazione è stata espressa per i venti di guerra che soffiano
impetuosi sull’Ucraina e sul medioriente, in particolare Siria e Iraq, che rischiano
di vedere il nostro paese nuovamente in prima linea in un intervento militare in
palese violazione dell’art.11 della costituzione. Bisogna quindi sviluppare una
forte campagna contro la guerra e tutti i paesi che la sostengono, chiedendo
esplicitamente la fine di tutte le missioni militari italiane all’estero.
Le ultime decisioni della conferenza organizzativa sono state assunte con un atto
autoritario e senza alcun confronto con le opinioni espresse dalla nostra area e
da quella di Democrazia e Lavoro.
Gli interventi dei compagni hanno denunciato il rischio che la Cgil diventi a breve
un sindacato dei servizi sia per per gli effetti dell’accordo del 10 gennaio, sia in
conseguenza del fatto di aver deciso gli accorpamenti di categorie sulla base
della sostenibilità economica, non per la necessaria riunificazione contrattuale e
sui bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici, oltre ché per adeguare la propria
organizzazione alla portata dello scontro che ci viene portato da padroni e
governo.
Siamo convinti che il sindacato debba vivere solo con i soldi che le iscritte e gli
iscritti versano in virtù della loro adesione all’organizzazione, del consenso che si
riesce a costruire.
Non è accettabile che ci sia un processo di incremento delle entrate da enti
bilaterali e quote di servizio in sostituzione di quelle perse per il calo degli iscritti.
Democrazia, indipendenza sono i valori su cui ricostruire un modello sindacale
alternativo a quello Marchionne – per far contare nelle decisioni i lavoratori che
liberamente si iscrivono e sostengono il sindacato.
Saremo anche odiati ma, sentiamo di essere ascoltati perché
riprendere autorevolezza è un problema di tutti.
Di quelle persone che, si rendono conto che la politica del Governo Renzi, con il
pilota automatico della BCE, mette al centro solo l’impresa ed i suoi interessi,
mentre cancella i diritti e mortifica chi vive del lavoro e combatte contro le
deroghe alle leggi consentite dai contratti nonostante il ricatto continuo e la
speranza di impedire il peggio.
Dalla denuncia bisogna passare all’iniziativa per uscire dall’immobilismo che
avvantaggia solo gli avversari e rischia di non scalfire la campagna di stampa e
non solo, contro i pensionati colpevoli perché considerati “ricchi” mentre i giovani
sono disoccupati, mentre prosegue lo smantellamento di diritti fondamentali
come la pensione, la sanità, con le tasse elevate e la rimozione del problema di
chi come gli “incapienti” non può difendersi dalla politica di austerità imposta
dall’Europa burocratica e attenta solo agli interessi delle banche e della grande
impresa.
Tagli e compatibilità in nome del pareggio di bilancio e del famigerato equilibrio
che ha messo sul lastrico tante persone.
Anche per questo seguiremo con attenzione gli esperimenti di mutualismo in
corso in alcuni territori per valutarne i risultati e la possibilità di sperimentare
queste nuove forme di solidarietà contro la povertà.
È necessario riprendere l’iniziativa.
Per queste ragioni si è deciso, in continuità con la decisione dell’area del luglio
scorso, di avviare la sperimentazione dell’intersindacale con le organizzazioni
sindacali di base, associazioni e aree sindacali per la difesa del sistema pubblico
previdenziale, per il suo miglioramento nella tutela dei diritti dei cittadini
pensionati proponendo un patto di unità d’azione per coordinare meglio le azioni
di lotta e l’iniziativa unitaria.
Un patto di unità d’azione che mantenga integra la propria autonomia
organizzativa e politica per chi aderisce, per preparare una piattaforma comune
sui temi della previdenza e della difesa delle pensioni, un patto aperto a tutte le
forze sociali e sindacali che ne condividono obbiettivi e programma. Tale
decisione ha registrato un voto contrario e due astensioni.
Se la Cgil pensa solo all’unità con CISL e UIL nulla può impedire a noi di poter
sviluppare rapporti con tutte le altre organizzazioni che vogliono migliorare le
condizioni di pensionati/e e lavoratori.
Vogliamo ricostruire i rapporti di forza e parlare al Paese e rimettere in campo il
conflitto.
Infine tutti i presenti hanno convenuto sulla necessità, di migliorare il
coordinamento con maggiore velocità delle informazioni, di lavorare nei territori e
nelle leghe per migliorare la nostra presenza a partire dalla presenza
alla assemblea nazionale di tutta l’area in programma per il 13 novembre p.v.

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