Poste. Considerazioni sull’ipotesi di accordo

Nota di un delegato RSU SLC sindacatoaltracosa

I TAGLI
Ritengo che quest’accordo sul recapito rappresenti essenzialmente uno strumento funzionale all’azienda per poter operare massicci tagli di personale. Altre problematiche gestionali come flessibilità operativa, titolarità di zona   corroborano questo strumento.
Partendo da tale premessa mi sono chiesto in che modo e soprattutto quanto personale l’azienda voglia tagliare.
Una parziale risposta è contenuta in poche righe a pagina 6 dell’accordo e a pagina 39 dell’allegato RC.
L’accordo così recita :
”Nel dettaglio gli assetti, gli orari di lavoro,le modalità per il calcolo delle saturazioni delle attività, delle rispettive articolazioni vengono descritti dall’allegato RC alla presente intesa.”
Nell’allegato RC è riportata la seguente frase:
MODALITA’ PER IL CALCOLO DELLA SATURAZIONE DELLE ATTIVITA’.
RECAPITO UNIVERSALE: ALGORITMO PER IL CALCOLO DELLA PRESTAZIONE DEL PORTALETTERE CON INDICE DI FREQUENZA CARATTERIZZATO PER SINGOLO CENTRO DI DISTRIBUZIONE ATTRAVERSO INSERIMENTO DEI VOLUMI RELATIVI AL CD STESSO ALL’INTERNO DEL c.d. INDICE DI AFFOLLAMENTO.
In buona sostanza per  il calcolo delle zone si applicano gli stessi parametri applicati nella precedente ristrutturazione, con l’indice d’affollamento che conosce solo l’azienda e che può manipolare a suo piacimento.
Ho cercato anche di capire quale fosse l’entità del taglio complessivo analizzando i dati relativi ai tagli che si faranno in Emilia e Sicilia. Ma, non essendo contemplati  i tagli da effettuare nei CD  con zone a gg alterni regolate, ho considerato tali dati  insufficientemente utilizzabili. Sarebbe interessante avere il numero delle zone ante e post ristrutturazione.
Per contro ho potuto incrociare e analizzare i dati relativi ai 19 CD interessati all’implementazione del modello di recapito a giorni alterni regolati. In questi CD sono presenti zone di recapito a gg alterni regolate e non regolate con linee plus.
Esaminiamo i dati relativi alle regioni  interessate: Piemonte,Lombardia ,Veneto e Friuli.
Il totale delle zone universali attuali  in questi CD è di 503 di cui 223 che servono comuni a giorni alterni regolati. I tagli riportati nell’allegato RR sono i seguenti:
zone regolate 84 su 223 pari al 38%
zone non regolate con linee plus  49 su 280 pari 18%.
Se le stesse percentuali di tagli dovessero essere estese a tutto il Paese avremmo i seguenti tagli complessivi :
le zone attuali che servono comuni regolati a gg alterni interessate sono 7800 e il 38% corrisponde a circa 3000 zone;
zone attuali extraurbane non regolate con linee plus sono18000 circa  e il 18% corrisponde a 3250 zone;
Se per il recapito metropolitano si tagliasse in egual misura del recapito extraurbano non regolato, il 18%, avremo un taglio di circa 550 zone su 3000.
E’ RAGIONEVOLE QUINDI IPOTIZZARE UN TAGLIO  COMPLESSIVO DI CIRCA 7000 ZONE.

TAGLI SCORTA
Diminuisce di 2 punti da 112% a 110% e diversamente dagli altri accordi è costituita da personale a tempo determinato e indeterminato. La percentuale è provinciale  e
non correlata alle varie articolazioni. Inoltre,i lavoratori  vengono assegnati in determinati  CD e l’assegnazione è stabilita dalle RAM. Una successiva diversa assegnazione va discussa nei tavoli sindacali territoriali.
Sembrerebbe paradossale  tagliare prima 7000 zone e poi far ricorso  ai CTD. Ma in una logica di tagli, ciò potrebbe essere plausibile. Nell’accordo non è specificata la percentuale di CTD e/o tempi indeterminati. Per cui in linea teorica, i ctd potrebbero
essere anche il 90%. La differenza tra avere una scorta formata da CTD o da tempi indeterminati non è cosa da poco conto. I tempi indeterminati fanno parte dell’organico, la loro allocazione è determinata in sede di concorso di zona e quindi ben individuabili,  i CTD invece sono precari per definizione , mancano di esperienza professionale e la loro allocazione è incerta. Con la legge precedente che regolava l’assunzione dei CTD tali assunzioni sarebbero state sicuramente illegittime, con la nuova legge emanata con questo governo, non so. Inoltre, c’è da dire che storicamente in Poste la scorta è  stata sempre latitante e i CTD  assunti col contagocce e Il combinato disposto della regolamentazione appena citata e di quella sulla flessibilità operativa fa sì che la scorta sia più virtuale che reale.
Annovererei,quindi, tra i tagli anche il 12% delle zone post ristrutturazione.
IL 12% di 23500 ZONE CORRISPONDE A C.A.2800 TAGLI DI ORGANICO.
A TALI CIFRE BISOGNA POI AGGIUNGERE I TAGLI DEI CMP, ALI,STAFF , QUADRI , E CHE  AL MOMENTO NON SI HANNO   DATI DISPONIBILI.

LA TITOLARITA’ DI ZONA
E’ utile più all’azienda che al lavoratore. Il lavoratore adibito sempre alla stessa zona rende la sua prestazione qualitativamente e quantitativamente migliore.

MODALITA’ DI SOSTITUZIONE DEGLI ADDETTI AL RECAPITO
Attualmente la sostituzione del personale in ferie è a totale carico della scorta e di CTD. Con il nuovo accordo si fa ricorso ai CTD solo per tre settimane di ferie all’anno due estive e una invernale, per le restanti due settimane viene impiegata la scorta e in subordine si fa ricorso alla flessibilità operativa.
Le modalità di sostituzione in caso di scorta non disponibile sono di tre tipi:
1)per il recapito extraurbano non regolato rimane sostanzialmente quello attuale caratterizzato dallo svolgimento della  flessibilità all’interno dell’area territoriale ma, con la la compartecipazione del ptl linea plus.
2)per il recapito extra urbano regolato la flessibilità viene effettuata su una zona fissa dell’area territoriale(l’ex zona baricentrica)
3) per il recapito metropolitano non è stato ancora definito alcunché a riguardo. I tavoli tecnici stabiliranno in futuro quali saranno le modalità di sostituzione in questo segmento del recapito.

LA FLESSIBILITA’ OPERATIVA
E’ “stabilito” un limite di 12 ore mensili e 120 annuali, ma attenzione, le parti si incontreranno nel mese di ottobre p.v. per valutare l’adeguamento di suddetti limiti e contestualmente,”particolare attenzione sarà posta all’esame delle modalità, tecnicamente sostenibili, per definire il numero massimo delle quote,della zona frazionata,da assegnare a ogni singolo portalettere,tenuto a svolgere la flessibilità operativa,”(pag.13 dell’accordo).In estrema sintesi: non è definito qual è il limite  di ore annuali,mensili o giornaliere di  di flessibilità.
In più, il pagamento della flessibilità è vincolato all’espletamento, da parte del portalettere” della sua attività ordinaria,il sostanziale azzeramento delle attività del corriere frazionato e,dello stesso,la totale lavorazione della posta j+1, della posta internazionale e dei pacchi.” (pag 12 accordo)
Se prima l’abbinamento lo si considerava  un cottimo mascherato ora lo si può considerare manifesto.

RINNOVO INFRASTRUTTURE, TECNOLOGIE E FLOTTA.
L’esigenza del rinnovo e igienizzazione dei locali, dell’adeguamento  della flotta aziendale è dettata da problemi inerenti alla sicurezza sul lavoro.
Il proficuo lavoro di  RRLLS e OOSS  hanno indotto alcune  ASL  a verificare lo stato dei locali e il superamento dei limiti di guida effettiva dei veicoli (2 ore i motomezzi e 3 e 1/2 le auto).Ciò ha comportato multe e prescrizioni  per l’azienda.
Per quanto riguarda invece il rinnovo delle tecnologie( PC, nuovi palmari), in tempi di  jobs act,il rischio che tali tecnologie, con nuove funzionalità, possano essere usate per il controllo a distanza dei lavoratori non è infondato. Inoltre, i controlli potranno essere usati per eventuali provvedimenti disciplinari.

CONSIDERAZIONI FINALI
A mio parere quest’accordo è figlio della scelta del governo di quotare in borsa la società. In una logica capitalistica, il tagliare un ramo secco come i servizi postali, è normale. I lavoratori  non avranno alcun vantaggio da quest’accordo, semmai dovranno fare ancora sacrifici( carichi di lavoro, mobilità coatta ecc.).
Infine ,trovo deprecabile la genuflessione sindacale di tutte le OOSS firmatarie dell’accordo verso l’azienda. Forse qualcuno ne trarrà vantaggi personali, in termini di carriera o di acquisizione di posizioni di potere, magari conquistando qualche poltrona in consigli di amministrazione.
Visto lo scenario che abbiamo di fronte ritengo doveroso contrastare quest’accordo e organizzare la resistenza dei lavoratori. Sarà una lotta di lunga durata.

Ottobre 2015

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