Scuola. Riprendiamo la lotta, boicottiamo la legge 107

Ordine del giorno presentato al direttivo nazionale Flc Cgil del 23/9/2015

La scorsa primavera abbiamo partecipato ad un grande movimento, per la scuola pubblica e la libertà di insegnamento, contro la precarietà e i superpoteri ai dirigenti, per sconfiggere un modello di scuola competitivo che amplifica le differenze di classe. Un movimento contro il governo, il PD e le sue politiche.
Un grande movimento di lotta. Allo sciopero del 5 maggio hanno aderito più di seicentomila persone. Seguito da un boicottaggio di massa dell’Invalsi. E poi a giugno sono stati rimandati l’80% degli scrutini. Migliaia in primavera sono state le assemblee, i presidi ed i cortei.
L’unità di questa lotta è stata determinata da un fortissimo protagonismo di lavoratori e lavoratrici: dai volantini autoprodotti ai flash-mobs, passando per la propagazione di info, messaggi e parole d’ordine sui social ed in rete. Un grande movimento costruito su obbiettivi chiari e unificanti: stabilizzazione di tutti i precari aventi diritto; no alla chiamata diretta; contro la valutazione didattica e la differenziazione degli stipendi. Un movimento che ha riaperto una critica di massa all’autonomia scolastica.

La legge 107/15 è stata approvata, contro e sopra il mondo della scuola e le sue mobilitazioni. Anche per due limiti del movimento stesso. Siamo partiti tardi, nella tarda primavera. Questi tempi hanno pesato: hanno impedito il coinvolgimento degli studenti medi e hanno imposto una scadenza ravvicinata alle mobilitazioni (il governo ha potuto imporre il suo testo a scuole chiuse). Ci siamo trovati isolati. Pur in presenza di conflitti diffusi (crisi industriali, ecc), in primavera è stato l’unico movimento di massa contro il governo. Questo isolamento ha consentito a Renzi di poter tenere, forzare e approvare il DDL.

Questa lotta non è stata inutile. L’iniziativa del governo è stata intralciata, la stessa chiamata diretta potrà partire solo dal prossimo anno. Si è aperta una lotta che l’approvazione del ddl non chiude. Anche il concorsone di Berlinguer fu approvato, ma non fece molta strada. Più volte controriforme del passato sono state sterilizzate, bloccando aspetti della loro applicazione (tutor Moratti o portfolio). Diversi sono i decreti ancora da emanare, diverse sono le possibilità di abrogazione o intralcio della legge. Per questo, possiamo e dobbiamo contrastare questa controriforma nelle scuole e a livello nazionale. Non bisogna semplicemente risparmiare alla scuola gli effetti più deleteri della legge 107. Bisogna bloccarne la sua applicazione.
Non basta contrattare i “criteri” di merito. Non basta definirli sulle responsabilità, e non sulla qualità dell’insegnamento o i risultati degli alunni. Non è un compenso per attività aggiuntive. E’ un premio di merito, che entra nel curriculum e può esser evidenziato dalla scuola. La differenziazione tra docenti sarebbe ottenuta e quindi non si risparmierebbero gli effetti più deleteri, ma si coinvolgerebbero RSU e sindacati nell’attuazione della legge.
Non basta che il Pof sia stato riportato nel collegio dei docenti. Sotto l’attenta guida dei nuovi superdirigenti, questo piano diventa strumento per la differenziazione competitiva tra scuole, per la selezione delle chiamate, per l’omogeneizzazione dei docenti.
Non bastano le decine di migliaia di assunzioni, in corso e programmate. Oltre allo scandalo dei trasferimenti forzati, dovuti a procedure e algoritmi misteriosi, decine di migliaia rimangono gli aventi diritto esclusi dalla stabilizzazione e le posizioni vacanti nella scuola.
Non basta l’arrivo nei prossimi mesi dell’organico di potenziamento. Il divieto di nomina dei supplenti (per il primo giorno i docenti, per la prima settimana i collaboratori e per tutto l’anno per il personale di segreteria), colpisce la sicurezza e il diritto allo studio, in particolari nelle scuole dell’infanzia e nella primaria.

Per questo bisogna boicottare la l. 107 sino alla conclusione della lotta, ostacolarla con ogni mezzo disponibile:
con lo sciopero delle attività aggiuntive, eccetto che quelle per soggetti deboli/marginali
ostacolando i Comitati di valutazione (boicottare/ritardarne l’elezione, intralciarne i lavori)
promuovere diffide e ricorsi contro ogni azione che si giudichi illegittima
applicare rigorosamente i Regolamenti, a partire dal Collegio Docenti
La battaglia scuola per scuola è comunque destinata a far applicare la legge e inevitabilmente produrrà differenze tra le scuole e tra i docenti. Per questo dobbiamo riprendere subito il movimento nazionale.
Il direttivo nazionale dà mandato alla segreteria per organizzare una grande manifestazione nazionale a Roma il 24 ottobre e uno sciopero nazionale della scuola.

Invece di contrattare l’applicazione della legge, dobbiamo lottare su alcuni obiettivi immediati:
Sospensione immediata dei commi sul “merito”, ed in particolare della nomina del Comitato di Valutazione (portando i relativi fondi nel Fis/Mof);
Rimozione del blocco della nomina dei supplenti che hanno lavorato oltre 36 mesi;
Contrattazione nazionale dei criteri per l’attribuzione dell’organico con regole uguali per tutto il territorio e quindi nomine trasparenti.
Apertura immediata delle trattative per il rinnovo del CCNL, sulla base di una piattaforma discussa e votata nelle assemblee sui luoghi di lavoro, che parta dal recupero totale delle perdite stipendiali subite in tutti questi anni di blocco, per ridare dignità e diritti al lavoro nella scuola statale e contrastare il disegno autoritario e neoliberista del governo.

Per raggiungere questi obiettivi dobbiamo allargare la lotta. Come ha mostrato la primavera, non si vince solo nella scuola. La determinazione di questo governo autoritario può esser battuta solo da un movimento generale: bisogna isolare Renzi. Questo governo non attacca solo la scuola pubblica: blocca i contratti pubblici; ha imposto il Jobs Act (licenziamenti, demansionamenti e videosorveglianza); vuole scompaginare la contrattazione, per diminuire i salari e dare mano libera nell’organizzazione del lavoro (orari, ritmi, turni). Dalla scuola, contro la cattiva scuola, possiamo e dobbiamo costruire un fronte generale del lavoro contro il governo Renzi, sino allo sciopero generale intercategoriale. Per questo dal movimento della scuola deve partire un appello a tutte le lavotratrici e i lavoratori e a tutte le organizzazioni sindacali, per la costruzione di questo fronte generale di lotta.

Giancarlo Benazzi, Anna Della Ragione, Luca Scacchi e Francesco Locantore.
(Area OpposizioneCGIL nella FLC-ilsindacatoèunaltracosa)

Respinto  larga maggioranza, con 4 favorevoli e 2 astenuti

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