La sicurezza in ferrovia grida: ALLARME!

Comunicato Assemblea 29 giugno e Associazione dei familiari "Il Mondo che vorrei"

'Jazz', il nuovo treno di Trenitalia dedicato ai pendolari, presentato oggi alla Stazione Termini, Roma, 27 marzo 2014. ANSA / VINCENZO TERSIGNI - EIDON

Il 20 luglio scorso, una porta di salita del treno regionale 3171 (Jazz) Firenze-Arezzo, si è staccata ed è volata via mentre percorreva la galleria San Donato della “direttissima”.

I Jazz sono treni nuovi e percorrono le linee ferroviarie da pochissimi mesi!

Un incidente potenzialmente gravissimo: come in tantissimi altri casi; sarebbe stato sufficiente che una sola condizione si realizzasse diversamente o non si realizzasse, e le conseguenze sarebbero state drammatiche.

Siamo familiari delle Vittime, ferrovieri, cittadini di Viareggio, rappresentiamo una delle numerose stragi del nostro paese, una strage, come altre, ANNUNCIATA che ha provocato 32 Vittime, feriti gravi e gravissimi e tanta distruzione. Una strage annunciata perché, anche allora, i treni lanciarono l’“allarme” attraverso i tanti incidenti mancati nelle settimane che precedettero la strage del 29 giugno 2009. Ma non furono ascoltati.

Siamo titolati a dire, “la sicurezza grida: allarme! Lo scorso 29 giugno è stato il 6° anniversario del disastro ferroviario di Viareggio ed è l’esperienza accumulata in questi anni che ci dà questa titolarità. Sono gli incidenti che continuano ad accadere, sono i morti sui binari (nel periodo 2006-2014, periodo di Moretti come Ad, hanno perso la vita 54 lavoratori) che hanno (avrebbero) tanta voce per lanciare questo allarme.

Ma della sicurezza (che non c’è) non se ne deve parlare (e non solo in ferrovia) e per impedire di ascoltare anche la più alta delle voci (quella dei superstiti e dei familiari delle Vittime) lor signori si inventano, ogni volta, qualcosa di nuovo. Anche questo fa parte dell’esperienza di questi 6 anni. Lo ha fatto Napolitano, lo ha ribadito Mattarella (tanto per fare due esempi famosi): i familiari di Viareggio non li vogliono incontrare.

Come fa parte della nostra esperienza il fatto che occorra l’informazione e la denuncia, innanzi tutto. Ma non basta. Occorre ascoltare questo grido di allarme, occorre promuovere quanto necessario per la sicurezza collettiva, per evitare nuovi incidenti e disastri, a cominciare dal sostegno ai ferrovieri licenziati per essersi schierati in difesa della sicurezza del trasporto ferroviario. Noi continueremo ad opporci alle sentenze di quei giudici che, confermando i licenziamenti, come di Riccardo Antonini, pensano che queste siano le voci che possono facilmente mettere a tacere.

Dal 1° al 4 agosto si svolgono a Viareggio, nella Pineta di Levante (di fronte allo stadio dei Pini), i “Giorni della Memoria e della Solidarietà”.

Siamo impegnati affinché la nostra esperienza sia conosciuta e sia di insegnamento per quanti e quante vorranno ascoltarci.

I familiari delle Vittime, all’appello alla partecipazione, aggiungono l’invito a non temere in nessun modo l’incontro con chi è stato così duramente colpito, colpito negli affetti più cari. Temerlo significa solo ampliare quel silenzio che lor signori vogliono imporre a tutti i costi intorno a questa immane tragedia.

NO alla prescrizione per la strage ferroviaria di Viareggio!

26 luglio 2015

– Associazione “Il mondo che vorrei” (info@ilmondochevorreiviareggio.it)

– Assemblea 29 giugno (assemblea29giugno@gmail.com)

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