Pensioni: Cgil-Cisl-Uil al tavolo del governo, in nome di chi?

Sergio Bellavita.

Ha dell’incredibile quanto accaduto in queste ore e può essere spiegato solo con il pesante calo di consenso del governo Renzi clamorosamente esploso nell’ultima tornata elettorale. Di soppiatto si è istituito un tavolo permanente di confronto sulle pensioni, non solo quindi sul tema del recupero della mancata perequazione dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito il diritto al recupero integrale di quanto sottratto dal governo Monti a milioni di pensionati, ma più in generale sul sistema previdenziale pubblico. Incredibile perché proprio nel momento di maggior fibrillazione di Renzi arriva puntuale il defibrillatore di Cgil Cisl Uil. Proprio ora che una ripresa della mobilitazione potrebbe seriamente mettere in discussione l’arrogante ducetto Fiorentino i tre segretari confederali, smaniosi di ottenere almeno il riconoscimento del tavolo, mettono da parte ogni rivendicazione semmai ci fosse stata, ogni velleitarismo e accorrono al tavolo desueto, inutile e dannoso, di una concertazione a saldi invariati, perché tutti e tre mai hanno messo in discussione i limiti di spesa. Incredibile perché nessuno ha autorizzato la Cgil a sedersi a quel tavolo né tanto meno ha mai discusso e definito collettivamente, dentro e fuori i gruppi dirigenti e con i lavoratori quale piattaforma sostenere nel rapporto con un governo che si appresta a tagliare nuovamente le pensioni. La Cgil deve convocare con urgenza un direttivo nazionale per definire una bozza di piattaforma rivendicativa sulle pensioni da sottoporre all’insieme del mondo del lavoro. Senza questo passaggio nessuno è autorizzato ad avviare un confronto ed a esprimere posizioni su una materia che riguarda la vita di decine di milioni di lavoratrici e di lavoratori. L’obbiettivo del governo è evidente. Il crescente ricorso alla decontribuzione di fette sempre più ampie del salario e la riduzione della base occupazionale sono parte di un disegno che vuole cancellare ciò che resta di quella che fu la previdenza pubblica. Il decreto legge che il governo ha emanato dopo la sentenza della corte è un imbroglio vero e proprio, l’aggiramento di un diritto. Cgil Cisl Uil non hanno detto poco o nulla su questa operazione vergognosa e hanno ottenuto un tavolo permanente di confronto. Ripetiamo: in nome di chi Cgil Cisl Uil si sono sedute al tavolo? Giù le mani dalle pensioni!!!

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