Vertenza Caring Telecom: Slc-Cgil nuovamente bocciata!

Comunicato sindacatoaltracosa SLC

Si è concluso in questi giorni il percorso assembleare, promosso da Slc-Cgil, per fare il punto sulla
delicata situazione dell’area Caring Service di Telecom Italia.
Nei nostri precedenti comunicati, abbiamo evidenziato come, dopo la bocciatura da parte dei
lavoratori dell’ipotesi di accordo, colpevolmente sottoscritta anche dalla segreteria di Slc-Cgil, che
introduceva il controllo individuale a distanza della prestazione lavorativa, Telecom Italia, con la
solita arroganza che la contraddistingue, ignorando l’esito del referendum, dichiarava di voler
procedere alla societarizzazione dell’area Caring e alla costituzione di una nuova società ad hoc.
Da allora, non solo non è stato costruito nessun percorso di contrasto e di mobilitazione, ma le
OO.SS hanno provato in tutti i modi a riaprire con Telecom Italia un negoziato, senza tenere conto
dell’esito del voto referendario di gennaio 2015, nell’ottica di scongiurare la societarizzazione e far
rientrare dalla finestra quanto i lavoratori avevano precedentemente respinto.
Fistel-Cisl e Uilcom hanno da subito dato la loro disponibilità a sottoscrivere un nuovo accordo con
gli stessi contenuti di quello bocciato dai lavoratori.
Slc-Cgil invece, nel percorso assembleare sopra citato, ha presentato una piattaforma finalizzata a
riaprire una trattativa sulla base di una proposta di controllo a distanza “temperato”, escludendo
dalla visualizzazione dei dati la sala regie e le linee gerarchiche.
Dei circa 3000 lavoratori consultati, il 57% ha respinto tale proposta. Per Slc e’ la seconda
sonora bocciatura di una linea sindacale disastrosa che derubrica il conflitto e tende, con un
maldestro e inaccettabile senso di responsabilità, ad evitare con ogni mezzo rotture con
Telecom Italia, nell’ottica di non disturbare più di tanto il manovratore.
I lavoratori hanno con forza ribadito quanto già espresso nel voto del referendum di gennaio.
In un contesto produttivo che vede forti pressioni e vessazioni, i lavoratori del caring
ribadiscono la loro contrarietà senza se e senza ma ad ogni forma di controllo a distanza della
prestazione lavorativa.
Per contrastare il piano di societarizzazione di Telecom e, più in generale, le politiche aziendali di
attacco alle condizioni lavorative, che in quest’ultimi anni hanno causato forte sofferenza tra i
lavoratori, è necessario costruire una piattaforma generale ed arrivare in tempi brevi ad uno
sciopero generale di tutta Telecom Italia. Ma siamo altresì consapevoli che questo gruppo dirigente
nazionale di Slc ha più volte dato prova di non essere all’altezza di affrontare i fondamentali
passaggi e le scadenze di questa difficilissima fase politico-sindacale.
Nei percorsi interni alla nostra organizzazione continueremo il nostro percorso di opposizione e
riteniamo non più rinviabile una riflessione di tutta la categoria, a vari livelli, sull’incapacità e
l’inefficacia di una linea sindacale e di un gruppo dirigente, completamente delegittimato agli occhi
dei lavoratori e non in grado di costruire rapporti di forza favorevoli per dare sbocco positivo
all’azione negoziale.
Cambiare si può e si deve, nell’interessi dei soggetti che rappresentiamo
Il sindacato è un’alta cosa-Slc Cgil

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