Massa Carrara. The sound of silence : il cancro in Cgil.

“Pazzi” dissi io “voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro”
“Ascoltate le parole che io posso insegnarvi.
Prendete le mie braccia così che possa raggiungervi.”
Ma le mie parole cadevano come gocce di pioggia silenziose,
e ne usciva l’eco dai pozzi del silenzio.
Paul Simon, 1964

La categoria Slc/Cgil a Massa-Carrara è stata colpita dalla malattia del secolo: l’incomunicabilità dei vertici sindacali Cgil. E non si conoscono ancora le cause.
Tutto comincia il
27 febbraio 2014: dopo un travagliato congresso provinciale, che prevedeva lo scioglimento della categoria e l’unione con quella di Lucca, i delegati si recono a Lucca come da programma. Il segretario di Slc lucchese, alla presenza di un componente della segreteria della camera di lavoro di Lucca e di un esponente del direttivo nazionale della Slc, contestando la verbalizzazione del nostro congresso mancante di documentazione e con presunti vizi di forma, ci comunica la decisione di non poter procedere all’unificazione prevista e di rimandare tutto ai centri regolatori congressuali superiori, provinciali e regionali. A giugno siamo convocati in Camera del Lavoro di Massa-Carrara, dove, alla presenza del neosegretario provinciale Cgil e dei coordinatori regionali di categoria Slc, ci viene annunciato verbalmente la probabile non validazione del nostro congresso e successivo commissariamento , con nomina deliberata dal nuovo direttivo nazionale Cgil.
Poi, il silenzio. Mai una formalizzazione. Mai una risposta alle nostre continue lettere di sollecito e chiarimento. A parte la lettera della commissione di garanzia regionale, che ci comunica la sua decadenza : Ponzio Pilato non è solo un personaggio biblico.
A
Natale, nuovo vertice di rassicurazione: segreteria di Camera del Lavoro e coordinatore regionale Slc sostengono le nostre richieste, ci suggeriscono di inviare nuovi messaggi di sollecito ai referenti nazionali, ci garantiscono che al primo direttivo Cgil nazionale sarà risolta la nostra questione e relativo commissariamento.
La malattia si aggrava, perché alle nostre lettere e ripetuti messaggi di chiarimento e segnalazione, il silenzio diventa tombale. Ed è arrivato
maggio.
In fondo, anche se fossimo cattivissimi come testimonia il 49% ottenuto dalla mozione 2, avevamo e abbiamo diritto a un rispetto maggiore. Da compagni.
Perché il ritardo estremo delle decisioni comporta intanto il blocco di ogni operazione contabile, la ridotta agibilità sindacale nei luoghi di lavoro e senza referenti ufficiali per trattative e/o vertenze. Abbiamo sempre ritenuto che
così facendo le domande dei lavoratori rimangono senza risposta e rappresentanza. Pur con tutta la volontà delle Rsu e Rls ancora in carica. E allora, avendo come sempre solo l’obiettivo di tutelare i lavoratori ancora iscritti , rompiamo questo silenzio. Con parole semplici e dolorose: siamo amareggiati e non giustifichiamo quattordici mesi di assenza. Siamo incazzati e pretendiamo attenzione.
E voi che dovete semplicemente nominare un commissario, “
anche se vi credete assolti siete in questo momento coinvolti”. Una cura è necessaria: fate qualcosa di sindacale.

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