Call&Call (Milano-La Spezia). No alla chiusura!

Comunicato sindacatoaltracosa La Spezia

IL JOBS ACT CI COLPISCE: RISPONDIAMO!

La notizia è ancora fresca. Call & call Milano srl “ha aperto la procedura di licenziamento collettivo”, con la Legge 223/’91, dei 186 dipendenti, verso la chiusura del sito. Secondo l’azienda, la causa della “crisi” sarebbe l’alto costo del lavoro (guarda caso!…) a fronte di un calo delle commesse.

ANDIAMO CON ORDINE: La “Call & call” è una holding, nata nel 2002 e formata da una catena di call center, localizzati in diverse città, in cui ogni “filiale” (come si chiamavano una volta) fa da singola srl, come ragione sociale. I dipendenti di ogni srl fanno storia a sé, mentre la holding (2500 dipendenti in tutto) gestisce su più piazze.
Sappiamo bene che il “Jobs act” di Renzi, che ha sgretolato il vecchio diritto del lavoro, dando campo libero a qualsiasi tipo di licenziamento, prevede anche un bel finanziamento statale per ogni “nuova assunzione”: da 6 a 8mila Euro l’una, pare, per il caso in questione. Siccome le nuove assunzioni avverrebbero con il cosiddetto “contratto a tutele crescenti”, e cioè con licenziamenti facilitati, ecco che Call & call di Locri e/o di Roma oggi si propongono “nuove assunzioni”.
Ora, il bilancio della intera operazione sarebbe fortemente vantaggiosa per la holding!
1) I nuovi assunti costerebbero circa 1000 Euro, invece che 1200 Euro mensili;
2) La holding percepirebbe, a parità di personale dipendente, circa 1 miliardo e 300mila Euro dallo Stato;
3) Risulterebbe fra le Aziende che fanno “nuove assunzioni”, innestando (volendo) un ciclo vizioso di nuovi licenziamenti e nuove assunzioni;
4) La holding si ritroverebbe del personale molto più ricattabile di prima, più facilmente licenziabile, con meno diritti.

A tutto ciò si può rispondere in due modi:

o facendoci la “guerra fra poveri” per risultare fra quelli più accondiscendenti a qualsiasi pretesa aziendale, per sperare in posti di lavoro sempre più precari, magari cercando appoggi tra “chi conta”,
oppure

cercare l’unità fra tutti i dipendenti di “Call & call” anche oltre i confini cittadini, e con gli addetti degli altri “call center” (oltre al giusto Coordinamento Unitario delle RSU delle diverse sedi), con il sostegno dei giovani disoccupati, affinché la holding non possa usare il “divide et impera”, come sta facendo!

Il Coordinamento provinciale La Spezia di “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL” propone questa seconda via!
Per contatti telefonare 349/7931016 e/o 329/7034260

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