Bellavita. Italicum, il nemico cammina nelle nostre scarpe

Articolo di Sergio Bellavita

Il governo Renzi ha incassato la prima fiducia sull’Italicum. Certo ha perso qualche voto e resta alta la tensione ma la strada per l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale sembra spianata. L’acquisto di deputati, Renziani dell’ultima ora, di voti e la minaccia di elezioni anticipate hanno colto nel segno. Alla fine Renzi ha potuto contare sulla paura di perdere la poltrona di parte rilevante dei deputati, sull’assoluta inconsistenza della cosiddetta sinistra Dem e dell’insieme dell’opposizione parlamentare sempre che esista davvero un’opposizione. La fiducia di per sé è un sopruso ma posta sulla legge elettorale, sulle regole che cioè dovrebbero presiedere alla costruzione della rappresentanza parlamentare è un atto di autoritarismo con ben pochi precedenti, e tutti davvero poco illustri, nella storia dell’Italia post unitaria. Se poi si guarda ai contenuti di questa presunta riforma si comprende fino in fondo la gravità del passaggio. L’Italicum è lo strumento per la progressiva cancellazione degli spazi di democrazia e di rappresentanza di interessi diversi da quelli dominanti. Lo Stato italiano mostra sempre di più il suo volto di classe. Lo fa grazie all’assenza di opposizione sociale, senza alcuna forma di resistenza significativa e con un livello di disinteresse di massa preoccupante. Cosa sarebbe accaduto in questo paese se fosse stato Berlusconi a fare quello che ha fatto e sta facendo Renzi? Non possiamo dire con certezza che si sarebbero riempite le piazze perché la crisi di credibilità della sinistra politica e sociale è profonda, tuttavia è facile immaginare che il clima nel paese sarebbe stato ben diverso da questo piattume indecoroso. Solo Renzi e il partito democratico potevano in dodici mesi di governo smantellare lo statuto dei diritti dei lavoratori e accelerare la deriva autoritaria senza alcun contrasto. Era accaduto così anche con il governo Monti, l’appoggio decisivo del Pd ha regalato la legge Fornero sulle pensioni. Il nemico cammina nelle nostre scarpe quindi. Può contare sulla benevolenza, il collateralismo e la complicità delle grandi centrali sindacali, del mondo della cooperazione, dell’associazionismo, ma anche sulla debolezza di una sinistra radicale che non riesce ad emanciparsi dalla rappresentanza istituzionale. Può contare anche su una discreta difficoltà di parte dei movimenti e delle realtà sociali antagoniste ad essere realmente indipendenti dal sistema di potere del partito democratico nel governo del territorio. A Renzi e al Pd si consente così di fare quello che Berlusconi forse non ha mai neanche avuto il coraggio di immaginare, ben cosciente   della mobilitazione che avrebbe scatenato. Per queste ragioni la rottura con il Pd deve essere totale, inequivocabile sul piano sociale e politico. Il partito democratico è nemico dei lavoratori, delle lavoratrici, dei giovani precari, dei pensionati, oggi rappresenta il più fedele interprete dell’ultra liberismo dell’austerità che sta portando la vecchia Europa al soglio di un’ondata xenofoba e autoritaria spaventosa. Dobbiamo combatterlo con le armi della battaglia politica, con la mobilitazione sociale, con l’intransigenza necessaria a buttarli fuori dalle nostre scarpe, dalla nostra storia, dalla nostra vita. Un fatto di igiene se vogliamo riprendere il cammino.

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: