Nota sul ccnl dei bancari
Sindacatoaltracosa in Fisac
Bancari: Il sindacato che evita il conflitto continua a firmare Contratti Nazionali di restituzione e riconosce il contratto a tutele crescenti previsto dal job act: la rivolta dei lavoratori contro questa dirigenza sindacale e i banchieri é la risposta possibile perché il sindacato è un’altra cosa…
E’ stato firmato all’alba del 1° aprile il contratto nazionale dei bancari: la firma dell’ipotesi avviene dopo la rottura delle trattative avvenuta settimana scorsa con il conseguente annuncio di 2 giornate di sciopero che avrebbero fatto seguito a quello nazionale del 30 gennaio riuscitissimo con relative manifestazioni affollatissime di lavoratori. Nella scorsa settimana invece di avviare le procedure obbligatorie di legge per proclamare la data degli scioperi (il settore é soggetto alla legge 146 sullo sciopero nei servizi essenziali) ci sono stati contatti ed incontri con la controparte al fine di verificare la ripresa delle trattative che, puntualmente, è avvenuta con convocazione da parte di ABI lunedì 30, ma senza che i banchieri rimuovessero la minacciata non applicazione di alcun contratto dal 1° di aprile. Le trattative sono continuate fino alla firma all’alba.
Anche la Fisac-Cgil accetta, con dichiarazione esplicita nel contratto, il contratto a tutele crescenti previsto dal job act per tutti gli assunti successivamente al 7 marzo 2015 (entrata in vigore del decreto attuativo). Alla faccia della lotta per il contrasto al job act nei contratti lanciata dal direttivo nazionale CGIL. Avevamo ragione a dire che la CGIL si era ritirata dopo lo sciopero del 12 dicembre. Ci si accontenta invece di dire che le cessioni di personale ad altro datore di lavoro avvengono nella legislazione italiana con continuità di rapporto introducendo così un concetto lapalissiano: se c’è la tutela legale non possiamo eliminarla. Dimentichi del fatto che Marchionne ha insegnato ai padroni che se ci sono sindacati complici per fare una Newco (Pomigliano) si licenziano tutti e si riassumono nella nuova società… e grazie al job act addio art 18 anche per i vecchi…
Il contratto durerà fino al 31 12 2018: ma le organizzazioni sindacali confederali non hanno sostenuto e firmato che il modello contrattuale deve essere triennale? E, cosa grave in questa trattativa tutta fondata sulla minaccia di Abi di non applicare i contratti scaduti, nulla si prevede per l’ultrattività dopo la scadenza.
Il primo aumento salariale (irrisorio, 25 euro lordi) avverrà a ottobre 2016 ben due anni dopo l’ultimo avvenuto del luglio 2014!) basterebbe questo, associato all’aumento complessivo di 85 euro in 4 anni e 6 mesi, a giudicare inutile per lavoratori questo modo di svolgere attività sindacale.
Gli assunti dal 1° aprile avranno una riduzione del solo 10% invece che del 18% sullo stipendio tabellare per 4 anni. Ma la perla é aggiuntiva: gli assunti con stipendio ridotto assunti prima della firma di questo contratto avranno l’aumento pagato non dai banchieri bensì dagli altri lavoratori del settore mediante la trattenuta di una giornata di retribuzione versata al Fondo bilaterale (che è finanziato solo dai lavoratori!) e che integrerà la differenza.
La Fisac-Cgil accetta così definitivamente che la bilateralità degli Enti si sostituisca allo Stato o ai padroni per finanziare gli ammortizzatori sociali e le deroghe contrattuali alle retribuzioni: anche qui si pratica nei contratti di categoria quello che a livello confederale la CGIL contesta.
Viene confermata la riduzione del TFR con l’effetto di compensare circa la metà del già misero aumento salariale previsto e di far risparmiare i banchieri sul contributo alle pensioni integrative che nel settore sono prevalentemente a carico dei banchieri con base di calcolo sull’importo del TFR.
La tutela dell’occupazione è finta: il sindacato accetta che si riassumeranno i lavoratori collocati nel Fondo Emergenziale, licenziati a seguito di accordi di ristrutturazione e non pensionabili, solo se lo vorranno le aziende.
Viene mantenuta per le aziende la possibilità di adibire i QUADRI a mansioni superiori senza riconoscimento della retribuzione o di adibirli a mansioni inferiori e viene concesso alle singole aziende di derogare (in peggio…) a livello aziendale agli inquadramenti nazionali.
Dalla trattativa è stata espunta la questione dei permessi sindacali e dei distacchi conseguenti che pure era stata sollevata formalmente nel corso della stessa.
Perche le dirigenze sindacali hanno fatto tutto ciò nonostante l’ampia disponibilità alla lotta espressa dai lavoratori ?
“Il sindacato è un’altra cosa opposizione-Cgil” nella Fisac-Cgil
Milano 2 aprile 2015.

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