FISAC LAZIO: ORGANIZZARE E PROMUOVERE LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO GENERALE!

E’ NECESSARIO ORGANIZZARE E PROMUOVERE NEI POSTI DI LAVORO LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE CONTRO IL JOBS ACT!

del Coordinamento IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA FISAC-CGIL ROMA E LAZO

Il comunicato unitario del 25/11/2014 delle segreterie nazionali di Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, UGL Credito e Uilca-Uil riferisce che all’incontro del 25/11/14 sul rinnovo del CCNL le OO.SS. delle aziende di credito, di fronte alla ribadita volontà padronale di destrutturare il contratto nazionale, hanno interrotto il negoziato con l’ABI. “Ritenendo inderogabile il ricorso alla consultazione dei lavoratori e la mobilitazione della categoria con le opportune iniziative da avviare anche nei gruppi e nelle aziende sino allo sciopero generale le cui modalità saranno unitariamente stabilite nelle prossime settimane”, hanno stabilito il seguente “calendario di attività”:
3 dicembre: riunione unitaria segreterie nazionali a Roma
4 dicembre: riunione unitaria con le segreterie dei gruppi a Milano
9-11 dicembre: attivi unitari regionali
15-19 dicembre: inizio assemblee
7-22 gennaio: ripresa e conclusione assemblee.”
Lo sciopero generale di cui si parla è ovviamente lo sciopero di categoria.
Al “calendario di attività” sulla vertenza categoriale, corrisponde, nel comunicato del 25/11 (che non stabilisce alcun collegamento tra vertenza di categoria e Jobs Act) e in generale, un “non calendario di sostanziale passività” per quanto riguarda
lo sciopero generale confederale del 12 dicembre indetto dalla Cgil e dalla Uil, che invece impegna anche i sindacati di categoria Fisac-Cgil e Uilca-Uil a promuoverne tra i lavoratori l’informativa e la discussione sulle relative problematiche e la partecipazione alla giornata di lotta del 12.
Il “calendario unitario” è congegnato in modo tale che gli attivi regionali sulla vertenza di categoria si tengano tra il 9 e l’11 dicembre, cioè il giorno prima dello sciopero generale contro il Jobs Act, mentre le assemblee dei lavoratori inizieranno solo dal 15 dicembre, rigorosamente dopo lo sciopero. Questo significa che nei posti di lavoro non si fanno assemblee sul Jobs Act, ma si faranno solo le assemblee sul CCNL dopo lo sciopero del 12 dicembre, così evitando il rischio che nelle assemblee si discuta anche di Jobs Act, posto che i lavoratori potrebbero essere indotti a collegare l’attacco su libertà di licenziare/controlli/demansionamenti, etc. e attacco al CCNL.
La Fisac regionale di Roma e Lazio si è sostanzialmente adeguata al “calendario” di cui sopra, che non mette al centro, così come sarebbe necessario, la mobilitazione contro il Jobs Act. L’ultimo direttivo regionale si è tenuto il 1°/10/14. Il 13/10 c’è stata la partecipazione dei direttivi all’assemblea del Cinema Royal con Susanna Camusso. Dopodiché i direttivi del Lazio sono stati convocati il 17/11 e il 19/11 non per discutere ma per ascoltare gli interventi in scaletta in due convegni, il primo su “Stress test: analisi critica in prospettiva del rinnovo CCNL ABI” e il secondo su “Esternalizzazioni: se le conosci le eviti – Dall’industria al credito”. Traduciamo: la Fisac Cgil del Lazio si è bensì premurata di organizzare il pulmann per chi volesse andare a Napoli in occasione dello sciopero della Fiom del 21/11, così lavandosi la coscienza, ma, proprio nella fase in cui lo scontro generale sul Jobs Act ha indotto finalmente Ggil e poi Uil a proclamare lo sciopero generale (proclamazione già di per sé tardiva e debole), non ha ritenuto che occorresse dedicare un direttivo regionale volto a organizzare la mobilitazione della categoria in vista dello sciopero confederale. Chi lo ha richiesto, si è sentito rispondere che non c’erano più le risorse!
Peraltro la consegna di passività sullo sciopero del 12 è rispettata anche a livello di RSA, laddove nulla impedisce alle OO.SS. aziendali di prendere in carico l’iniziativa e, pur in assenza di un direttivo regionale che discuta, organizzi e all’occorrenza richiami a questi compiti, di convocare assemblee di Cgil-Uil (o della sola Cgil se Uil fosse indisponibile) per informare i lavoratori e promuovere la partecipazione allo sciopero del 12 dicembre. In generale tutto questo non viene fatto. In Unicredit l’ultima assemblea che si ricordi sulla piazza di Roma è quella per l’approvazione della piattaforma per il rinnovo del CCNL. Ci giunge peraltro notizia dell’assemblea indetta in BNL Roma sullo sciopero del 12 e ce ne rallegriamo.
Non sfugge a nessuno che, in assenza di una campagna di informazione e denuncia sulle misure del Jobs Act e della legge di stabilità che colpiscono il mondo del lavoro, nelle aziende del credito e non solo in esse, i lavoratori, pur sentendone parlare tutti i giorni in televisione, non prenderanno in carico l’iniziativa, riterranno che i giochi sono fatti e che è inutile mobilitarsi, si illuderanno che in definitiva la cosa non li riguardi, in finale non verranno in alcun modo motivati a scioperare il 12 dicembre.
A noi non sfugge la difficoltà di organizzare assemblee sui posti di lavoro e di garantire la partecipazione dei lavoratori, ma a maggior ragione occorreva e occorre impegnarsi in questa direzione, mentre la soluzione di convocare solo le assemblee rigorosamente unitarie e sui temi categoriali è rinunciataria, illusoria, perdente.
Non a caso nel citato convegno sulle esternalizzazioni il prof. Alleva ha voluto premettere che, se le esternalizzazioni sono – come sono – una via tortuosa per arrivare a liberarsi di lavoratori considerati in esubero, in futuro le aziende con le modifiche in corso nella delega del Jobs Act potranno procedere molto più direttamente, e quindi ha detto: alla lotta!
Paradossalmente il richiamo “alla lotta!” il direttivo regionale Fisac lo ha dovuto ricevere dal Prof. Alleva, mentre, per quanto abbiamo detto e vogliamo rimarcare, è in corso l’indifferenza
sostanziale della Fisac-Cgil verso lo sciopero confederale del 12 dicembre, e le dichiarazioni e i gesti formali in nulla cambiano questa nuda e cruda realtà. Mai come questa volta invece le misure contenute nei provvedimenti del governo Renzi incideranno pesantemente anche sui e contro i lavoratori del credito e l’auto-isolamento nella vertenza categoriale non sarà minimamente in grado di apprestare ripari di alcun genere, anzi rimanendo condizionata essa stessa in negativo dalla diserzione sostanziale della battaglia generale.
E’ a tutti chiaro che, a queste condizioni, il 12 dicembre nelle aziende del credito sciopereranno soltanto pochi fedelissimi.

E’ ancora chiaro che a queste condizioni gli scioperi che non sono presi sul serio dalle stesse organizzazioni sindacali che li indicono men che meno vengono presi seriamene in carico dai lavoratori come impegno e sacrificio necessario, che sia però efficacemente indirizzato a conseguire concreti importanti obbiettivi. Di questo ci sarebbe e ci sarà sempre più bisogno, mentre la commedia cui dobbiamo ancora una volta assistere procede in tutt’altra direzione. Una china molto pericolosa per i lavoratori che domani subiranno ogni genere di ricatto confezionato nella delega sul Jobs Act senza neanche aver provato veramente a respingere con la necessaria determinazione il micidiale attacco del governo Renzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: