Direttivo nazionale Cgil

Il nostro ODG

Ordine del giorno Direttivo Nazionale 12 novembre 2014, presentato da Mario Iavazzi

La grande partecipazione di lavoratori, lavoratrici, giovani, precari alle mobilitazioni contro le politiche del governo dimostra che esiste una disponibilità di massa a lottare che va ben oltre la stessa appartenenza sindacale. Il disegno del governo Renzi sul lavoro può e deve essere respinto, a partire dal Jobs Act.
Il lavoro può e deve tornare ad imporre la propria agenda ad un governo subalterno ai voleri della confindustria ed ai dettami della Ue. Un governo che disprezza il sindacato, e i bisogni che esso rappresenta, ogni giorno di più.
Il continuo ricorso al voto di fiducia, allo strumento della decretazione d’urgenza ed alle leggi delega sono la rappresentazione di una torsione autoritaria che sta liquidando il ruolo del parlamento e della mediazione sociale, minando cosi alla radice la democrazia formale in questo paese.
Crescono i livelli di repressione delle lotte sociali da parte delle forze di polizia, come ha drammaticamente dimostrato il pestaggio dei lavoratoti delle Acciaierie speciali di Terni, davanti all’inarrestabile precipitare della condizione materiale delle classi popolari Cresce la disoccupazione e la precarietà, chiudono o si ristrutturano pesantemente interi settori industriali, calano i salari e le pensioni in un quadro che va verso il blocco dei contratti nazionali appannaggio esclusivo della contrattazione di ricatto, di restituzione. Ogni prospettiva di costruirsi una vita dignitosa  è semplicemente negata a milioni di giovani. Il perseverare nelle rigide politiche di bilancio conduce il paese nella perenne recessione, accresce il debito pubblico, la stessa produzione industriale registra pesanti cadute. Il paese non può più sostenere queste politiche.
La mobilitazione contro il Jobs Act e la legge di stabilità segna l’avvio di una battaglia più generale contro le politiche d’austerita’, direttamente contro il governo Renzi. Una battaglia che deve vivere ogni giorno nel rapporto con i lavoratori, nelle vertenze, nella difesa delle fabbriche che non possiamo regalare all’abbandono ed alla speculazione, mettendo in campo l’occupazione delle aziende e  l’autogestione dei lavoratori. Ma deve vivere anche nelle lotte sociali, contro lo scempio delle grandi opere, della Tav, per il diritto alla casa, per la difesa della sanità e della scuola pubblica.
Si impone un’unificazione delle tante vertenze e lotte aperte nel paese a difesa dell’occupazione e del patrimonio industriale e produttivo promuovendo anche vertenze locali che sappiano relazionarsi con il territorio,con gli studenti, i disoccupati, i lavoratori precari e quelli delle piccole aziende.
Per tutte queste  ragioni il direttivo nazionale Cgil proclama lo stato di agitazione permanente dentro al quale agire lo sciopero generale che il Direttivo odierno proclama per il 5 Dicembre ed ogni altra forma di mobilitazione utile a piegare il governo e a danneggiare le imprese. Se lo sciopero generale non sarà sufficiente la Cgil si impegna da subito a promuovere un piano di lotta complessivo con lo scopo di mobilitare e coordinare tutti i settori. La costituzione di una cassa di resistenza finanziata con parte delle quote tessere appare come uno strumento necessario per il sostegno a lotte sempre più radicali e prolungate.
La Cgil, in considerazione della durezza dell’attacco posto dal governo, dichiara di non ritenersi più vincolata al rispetto della legislazione che regolamenta, limitando pesantemente, il diritto di sciopero e i servizi minimi essenziali. Considera necessario proseguire la mobilitazione dell’impiego pubblico per riconquistare il diritto ad avere un contratto, ormai bloccato da oltre quattro anni.
Andranno promosse assemblee territoriali di delegati che discutano come proseguire la mobilitazione nei territori, arrivando a una grande assemblea nazionale delle Rsu che sostenga la mobilitazione
Difesa e estensione dello statuto di diritti dei lavoratoti, cancellazione legge Fornero sulle pensioni da lavoro, lotta alla precarietà, salario sociale,  no al Jobs Act, blocco dei licenziamenti, difesa e aumento dei salari, riduzione degli orari a parità di salario, sono le principali rivendicazioni che orientano e sostengono tutta l’iniziativa della Cgil.
Il direttivo nazionale assume pertanto questi come gli obbiettivi straordinari delle prossime settimane e dei prossimi mesi a cui l’insieme della organizzazione e’ chiamata. La Cgil fa appello a tutte le organizzazioni del sindacalismo di base, a tutte le realtà sociali e di movimento per la costruzione di un vasto fronte unitario contro le politiche del governo Renzi. Il direttivo della Cgil propone alla Ces ed a tutte le organizzazioni sindacali europee la proclamazione di una giornata di sciopero europeo contro la Ue, contro l’austerita’.
Sconfiggere il governo e cambiare le politiche in Italia e in Europa ,per rimettere al centro i bisogno sociali, si può e si deve.

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  1. Controlacrisi | Federazione della Sinistra di Latina
  2. LabourNet Germany: Treffpunkt für Ungehorsame, mit und ohne Job, basisnah, gesellschaftskritisch » 14N: Prego, Renzi: Va al diavolo– Politische Demonstrationsstreiks quer durch Italien
  3. "Lo sciopero generale come impegno per una battaglia di lunga durata". Intervista a Sergio Bellavita - cornice rossa

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