Renzi e manganelli

di Sergio Bellavita Quanto accaduto a Roma con l'aggressione della polizia nei confronti del corteo dei lavoratori delle acciaierie di Terni è di una gravità assoluta e non va sottovalutato. La violenza della polizia e delle forze dell'ordine non è un fatto nuovo nella storia di questo paese, anzi. Lo sanno bene i movimenti sociali, le attiviste e gli attivisti che praticano la difesa e la riconquista dei bisogni.


A Genova nel 2001 abbiamo vissuto quella che è stata definita giustamente la più grande sospensione dei diritti civili e costituzionali in un paese occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale. Non c’è giorno in cui nel nostro paese la brutalità delle forze di polizia si riversa su chi difende uno spazio, la casa dallo sfratto, il territorio dalle grandi opere. La novità è che oggi la violenza del governo colpisce anche il sindacalismo confederale senza peraltro che ci sia nessun conflitto radicale o violento in campo. Renzi ha usato la Leopolda per imprimere un’ulteriore accelerazione al suo progetto autoritario e reazionario. Le manganellate di ieri sono l’altra faccia della Leopolda, la sua prima pesante rappresentazione sociale. Non c’è spazio alcuno alla rappresentanza di interessi che configgono con i dettami delle banche, della UE. I saldi invariati della legge di stabilità sono il dogma sotto il quale si compie la progressiva cancellazione del nostro modello sociale. L’austerità chiede repressione. Se non puoi rispondere ai bisogni sociali dovrai reprimere chi lotta. Crolla così il mondo su cui la Cgil era seduta. Quel mondo fatto di legittimazioni formali,di ritualità e di consuetudini burocratiche. Ritrovarsi dipinta e trattata al pari di un’organizzazione estremista e radicale, quotidianamente aggredita e sbeffeggiata dal governo sui media e dalla polizia nelle piazze da il segno della durezza dell’attacco e della deriva autoritaria in cui siamo precipitati. Per questa ragione occorre guardare in faccia la realtà e dismettere ogni illusione concertativa che ancora campeggia in cgil. O si lavora a ricostruire nuovi rapporti di forza e si lotta sul serio o si scompare.
30 Ottobre 2014
Portavoce Nazionale “Il sinndacato è un’altra cosa-opposizione cgil”

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