CONTINUANO LE EPURAZIONI IN CGIL

Abbiamo saputo dai giornali e dal sito della Cgil di Bergamo che la vicenda del congresso della Fiom di Bergamo, quando un delegato tirò un uovo al segretario territoriale della Cgil, si è conclusa con l'espulsione del delegato.

Precisiamo che il compagno interessato lo ha saputo, come noi, dai giornali e dal comunicato della Cgil, cosa che, al di là di ogni altra considerazione, troviamo vergognosa e priva di qualsiasi rispetto nei suoi confronti.
A C. – il delegato espulso – va tutta la nostra solidarietà, perché l’espulsione è un provvedimento esagerato rispetto ai fatti avvenuti. Il gesto in sé non è stato giusto, ma questo non autorizza a trattare chi lo ha fatto come un delinquente, né significa che ci sia stata “Violenza” o “aggressione fisica” come dice la Cgil nel suo comunicato e come per giorni si è detto sui giornali dopo la vicenda. Quel giorno nessuno si è fatto male, né avrebbe potuto farsene!
L’espulsione è una pena sproporzionata. Attendiamo di vedere se lo stesso metro di misura verrà applicato nei confronti di chi il 14 febbraio a Milano ha strattonato per le scale Giorgio Cremaschi e ferito Nico Vox, al punto da costringerlo per mesi sulle stampelle. Ne dubitiamo fortemente!
In tutto questo pensiamo che sia del tutto irresponsabile – come sempre! – il segretario della Fiom di Bergamo, che non ha fatto niente per difendere un suo delegato che, in questi anni, non si è mai tirato indietro per la Fiom nella sua fabbrica. Anzi, è stato proprio Borella a denunciare C. alla commissione e a chiederne l’espulsione, peraltro escludendolo di fatto dalla vita sindacale già dal giorno in cui è avvenuto il fatto.

Quanto è accaduto ci amareggia, prima di tutto per il delegato coinvolto, in secondo luogo per lo stato della nostra organizzazione.

A C. va tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio se deciderà di fare ricorso.
A Bresciani va il nostro biasimo per le parole che ha usato nel comunicato, uscito prima ancora che il compagno fosse avvisato. Peraltro Bresciani dice che C. non si è mai scusato in questi mesi o non lo ha mai cercato. Non è vero! E Bresciani lo sa benissimo. Peraltro, noi stessi – a nome di tutti, è evidente! – dieci minuti dopo l’accaduto cercammo pubblicamente di ricucire.
A Bresciani, inoltre, ricordiamo che la Cgil di Bergamo non ci pare essere stata altrettanto ferma nei confronti di un suo stesso funzionario accusato di furto! Come al solito, ci sono due pesi e due misure!
Per Borella, infine, per la sua meschinità – dimostrata una volta di più in questa vicenda – non abbiamo davvero parole!

Una cosa è certa. A meno che non ci sia un ricorso che modifica la sentenza, chi ci rimette è la Fiom di Bergamo e soprattutto i lavoratori della Brembo, perché C. è un delegato bravo e apprezzato in fabbrica che non si è mai tirato indietro nel dar loro voce.

I compagni e le compagne de Il sindacato è un’altra cosa – Fiom Bergamo.

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