Comunicato su Piano Scuola e autunno

Il Comitato Direttivo della FLC CGIL, nella sua riunione del 11 settembre 2014, ha tracciato una valutazione articolata del “Piano Scuola” presentato dal governo Renzi.

Pur nel quadro di “un’idea di scuola diversa dalla nostra”, pur in assenza “di scelte strategiche per il diritto allo studio” e di qualunque “attenzione per gli ATA”, pur in presenza di scelte “inaccettabili” (regolazione per legge di orario e retribuzione; sostituzione degli scatti di anzianità e blocco del contratto), il Direttivo ha riscontrato punti positivi nel progetto avanzato, addirittura convergenti con proposte della stessa FLC: superamento lavoro precario, istituzione di un organico funzionale, estensione del tempo pieno, ecc. Conseguentemente a questa analisi del Piano scuola, il Direttivo FLC-CGIL ha scelto di avviare prima di ogni mobilitazione un percorso di assemblee, possibilmente unitarie con CISL e UIL, e di partecipare alla consultazione del governo; di prevedere un corteo solo alla fine di ottobre (in rapporto all’evolversi degli eventi) e forse uno sciopero nell’autunno avanzato.
E’ un gravissimo errore.

Un errore di valutazione. Il Piano Scuola è una proposta organica che comporta la destrutturazione definitiva del sistema scolastico, una degradazione del sistema contrattuale di lavoro, un controllo stringente della professione docente, un’ulteriore privatizzazione della scuola pubblica. Come tale, è complessivamente da respingere. La stabilizzazione di 150mila precari (sempre che si concretizzi realmente, oltre le promesse e i tweet governativi) è presentata come contropartita di una considerevole riduzione salariale (cancellazione anzianità), della divisione del corpo docente in “meritevoli” e “nuovi poveri” (scatti di competenza sostituivi), di una concentrazione di potere nei dirigenti scolastici, dell’irruzione degli interessi privati (finanziamento dei progetti scolastici e alternanza scuola-lavoro). L’obbiettivo delle assunzioni a tempo indeterminato deve ovviamente esser perseguito, come risultato delle mobilitazioni dei precari e dei ricorsi in sede europea sull’illegittimità di un prolungato precariato nel pubblico impiego; ma non può esser scambiato con i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola (docenti e ATA), con lo stravolgimento della struttura pubblica e democratica della scuola italiana.
Un errore di percorso. Il prossimo autunno si preannuncia ad oggi più confuso che caldo, accavallandosi diverse mobilitazioni sindacali senza chiarezza e senza apparente collegamento: la campagna unitaria CGIL CISL UIL su fisco e pensioni, lanciata nella tarda primavera e che si dovrebbe ora concludere; il preannunciato corteo per il lavoro della CGIL nella prima parte di ottobre, secondo le dichiarazione stampa del suo segretario; quello della FIOM, previsto nella seconda parte di ottobre ed annunciato lo stesso giorno di quello CGIL; le mobilitazioni della FP per il rinnovo del contratto del pubblico impiego e contro il permanere del blocco sui salari per il 2015, tra presidi territoriali, prossimi corteo e forse anche uno sciopero. Oggi si aggiunge e si intreccia a questo panorama il percorso della FLC sulla scuola. Assemblee, cortei, mobilitazioni e scioperi che si succedono senza apparente senso, e soprattutto senza che nessuno abbia il coraggio di pronunciare parole chiare sul governo Renzi, le sue proposte, la sua prospettiva. E’ invece necessario fermare Renzi, il suo governo, i suoi provvedimenti contro i lavoratori, che approfondiscono le politiche di austerità europee con nuovi e imponenti tagli ai diritti, al salario diretto ed a quello sociale.

Per queste ragioni riteniamo importante costruire contro questo Piano un movimento generale della scuola. Di fronte ad una proposta che rilancia il peggio di vent’anni di governi di centrodestra e centrosinistra, è necessario organizzare una reazione immediata e all’altezza della situazione.

Per queste ragioni abbiamo partecipato, in tutta Italia, alle assemblee, alle riunioni, ai presidi convocati da comitati, autoconvocati, organizzazioni sindacali durante il periodo estivo, contro gli annunci del governo, contro le proposte illustrate sulla stampa, in difesa della scuola pubblica.

Per queste ragioni abbiamo proposto di sostenere come FLC-CGIL il percorso proposto da studenti e autoconvocati, che oltre incontri e assemblee, prevede per il prossimo 10 ottobre manifestazioni convocate degli studenti in diverse città e uno sciopero generale della scuola.

Per queste ragioni come area congressuale della CGIL ci siamo opposti alle scelte votate dal Direttivo FLC CGIL, proponendo un ordine del giorno contrapposto.

Per questa ragioni, invitiamo comunque tutti i lavoratori della scuola, gli studenti, i docenti e gli ATA, iscritti alla CGIL e non, a partecipare alle assemblee ed agli incontri di queste settimane convocati da sindacati, comitati e associazioni; chiediamo di intervenire sostenendo queste ragioni e queste prospettive; proponiamo a tutti di partecipare sia allo sciopero sia ai cortei del 10 ottobre, per avviare un percorso di lotta e fermare questa controriforma delle scuola.

Area congressuale Opposizione CGIL nella FLC
Il sindacato è un’altra cosa

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