Congresso Filcams, un voto illegittimo e antidemocratico

Dichiarazione dei 17 delegati al XVI Congresso nazionale di Riccione della Filcams-CGIL per il documento “il Sindacato è un'alta Cosa”

Noi non partecipiamo al voto con la seguente dichiarazione comune.

Proporre che il congresso assuma una decisione  il cui unico scopo è quello di varare una procedura che impedisce alla minoranza congressuale di accedere al direttivo nazionale significa decidere a maggioranza che la minoranza non ha diritto alla rappresentanza che le spetta.

È una atto gravissimo che viola lo statuto e le regole congressuali della CGIL e ogni principio democratico.

Sono stati gli iscritti con il loro voto a decidere che la minoranza ha diritto ad essere presente, in proporzione al voto ricevuto, e il congresso non può cancellare o prevaricare il voto degli iscritti.

L’aggravante di questo atto è che esso  avviene per rappresaglia alla non certificazione del voto congressuale da parte dei rappresentanti della minoranza.

Infatti la presenza nel direttivo era stata riconosciuta ed é stata poi negata dopo la non certificazione, che è un diritto garantito da qualsiasi procedura ed organizzazione  democratica.

Altrimenti verrebbe affermato il mostruoso principio che per avere diritto alla rappresentanza bisogna essere concordi con la maggioranza sull’andamento del congresso.

Non esiste da nessuna parte nello Statuto della CGIL  l’obbligo della unanimità nelle commissioni di controllo e verifica e tanto meno la conseguenza della esclusione dagli organismi a seguito della non unanimità.

Quindi respingiamo perché totalmente illegittimo quanto si sta decidendo e riteniamo che in questo modo si faccia una danno rilevante alla Filcams e alla CGIL, di cui si assumono piena responsabilità gli autori.

Chi lotta per la democrazia deve praticare la democrazia, e la sopraffazione nei nostri confronti è una macchia sulla organizzazione.

Ricorreremo a tutti gli organismi di garanzia per avere giustizia.

Chiederemo l’annullamento del congresso per gravi violazione dei più elementari principi democratici.

Oggi si scrive una brutta pagina nella CGIL, faremo il possibile per strapparla.

A questa dichiarazione si associa Giorgio Cremaschi, primo firmatario del documento di minoranza a cui ieri non è stato permesso di parlare al congresso, che denuncerà per gli adeguati provvedimenti disciplinari al competente comitato di garanzia il segretario generale della Filcams in quanto responsabile  di questa grave  sopraffazione.

Firmato da tutte/i le/i delegate/i del documento “Il sindacato è un’altra cosa” al Congresso nazionale della Filcams Cgil

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