Confessione di un delegato onesto

Significativo racconto di una vera e propria truffa

Il racconto riguarda quanto accaduto in un'assemblea congressuale di base della Filctem di un comprensorio della Lombardia (per ovvi motivi non forniremo ulteriori dati identificativi).

L’assemblea era stata convocata in un’azienda e uno dei componenti della Rsu (che chiameremo F. A.) era stato incaricato di fare il relatore (unico). Il compagno, nonostante il segretario territoriale che seguiva la sua azienda gli avesse chiesto di preparasi leggendo solo il documento 1, per correttezza e scelta democratica, si impegnò anche a leggere e capire il documento 2.
Nelle due giornate previste, il compagno introduce le assemblee dei due turni esponendo entrambi i documenti. Al termine delle assemblee i lavoratori si esprimono con votazione palesi: stravince il documento 2, con 49 voti su 56!
Il giorno successivo alle due assemblee il segretario passa in fabbrica per recuperare il verbale ed esprime tutto il suo malcontento. Il giorno successivo ancora, il delegato relatore viene informato che che il verbale è stato modificato a tavolino, spostando ben 29 voti dal documento 2 a quello di maggioranza.
Gli altri due della Rsu sono d’accordo con il segretario, anche perché temono che con quel risultato difficilmente la loro azienda sarebbe stata rappresentata nel direttivo, ma vedendo la reazione di F. A., convincono il segretario a ripristinare l’esito vero della votazione, contraffacendo ancora una volta il verbale.
F. A. chiede insistentemente ma senza alcun esito al segretario di poter avere il verbale originale, altrimenti non avrebbe sottoscritto, come relatore alcun verbale.
Infine scopre di essere stato comunque inserito, a sua insaputa, nella lista del doc. n. 1 per la elezione del direttivo nell’ormai prossimo congresso comprensoriale.
Dopo questa triste esperienza, il compagno viene a sapere da altri delegati di altre aziende del territorio che la sua azienda non è stata l’unica vittima di irregolarità… qualcuno ha parlato, altri hanno dichiarato di mettere “la testa sotto la sabbia” per non avere “problemi”.
L’assemblea, visto che rischiava di generare uno scandalo, è stata annullata d’ufficio dalla segreteria territoriale, anche se, per non perdere preziosi voti, i lavoratori “fedelissimi” vengono fatti (ri)votare facendoli confluire in un’altra azienda.
Ma F. A. si presenta comunque al congresso territoriale. Inizialmente un servizio d’ordine gli impedisce di passare. riesce comunque ad entrare, chiede educatamente  di fare un intervento, cosa che gli è negata.
Infine, disgustato e non riconoscendosi più in un sindacato così, decide di dimettersi da delegato e dà la disdetta della tessera dopo quasi 20 anni di Cgil.

Ecco chi rovina la Cgil!

Il sindacato è un’altra cosa!

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