Nessuna aggressione può intimidirci

Sulle vicende del primo maggio a Milano, come sempre abbiamo fatto continueremo a intervenire e organizzare le lotte.

Nel pomeriggio di sabato scorso si è tenuta a Milano una manifestazione per il primo maggio, unitaria e plurale, promossa del sindacalismo conflittuale e da diverse organizzazioni della sinistra radicale milanese.
Il corteo è terminato in piazza Duomo con numerosi interventi delle diverse organizzazioni e dei diversi settori in lotta: lavoratori e lavoratrici delle fabbriche, dei servizi, della logistica e dei diversi settori pubblici (sanità, scuola, educatori, ecc). Tra questi è intervenuto anche un nostro compagno, insegnante precario, dirigente nazionale della FLC e militante dell’area #riconquistiamotutto, il cui contributo è stato determinante insieme a quello di altri/e compagni/e nella costruzione a Milano, tra il 2019 ed il 2020, del Coordinamento Precari della Scuola Autoconvocati.

Sin dalle prime battute del suo intervento è stato contestato apertamente ed in modo fortemente provocatorio da una dirigente dell’Adl Cobas Lombardia. Nonostante tutto il compagno ha proseguito , denunciando il ruolo delle burocrazie confederali ma anche di alcune realtà del sindacalismo di base, che utilizzano le lotte ed i coordinamenti precari soprattutto come bacino di reclutamento, indebolendo queste dinamiche e questi percorsi autorganizzati con logiche autocentrate e rispettose solo del proprio orticello.

Subito si è scatenata l’aggressione fisica da parte di un paio di dirigenti dell’Adl Cobas Lombardia, che hanno provato a colpire il nostro compagno, urlandogli contro anche diverse minacce, come avevano già fatto nei mesi precedenti dinnanzi alla sua denuncia del loro ruolo negativo nel movimento milanese dei precari della scuola.

Rivendichiamo la validità del confronto diretto e sincero, anche se polemico, come metodo per fare crescere un movimento di massa anticapitalista e radicale e non accettiamo l’aggressione fisica all’interno dei movimenti, tra i lavoratori e le lavoratrici, come sistema per risolvere i dissidi.

Continueremo come abbiamo sempre fatto a intervenire e organizzare le lotte, prendendo la parola con le nostre idee ed il nostro punto di vista: dentro la nostra organizzazione sindacale, in dissenso ed in opposizione con il suo gruppo dirigente; nelle scuole e nei nostri posti di lavoro come nelle piazze e nelle iniziative di movimento. Contrastando le posizioni e le logiche delle burocrazie confederali (che subordinano gli interessi del lavoro alle contingenze politiche, alla loro strategie concertative, alla cogestione della crisi con il padronato), come quelle divisive presenti in alcune realtà del sindacalismo di base: porteremo cioè avanti con determinazione la nostra iniziativa per la massima unità delle lotte contro il precariato, contro l’autonomia differenziata, per una reale messa in sicurezza delle scuole, per il salario, per una scuola senza discriminazioni di genere e di classe.
Contro ogni aggressione e intimidazione.

#RiconquistiamoTutto

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