CCNL metalmeccanici. Il nostro documento
Assemblea nazionale Fiom - Cgil Roma, 18 novembre 2016. Documento presentato da Eliana Como prima firmataria
Al termine dei lavori dell’Assemblea nazionale dei 500 FIOM sono stati presentati tre documenti che sono stati votati in contrapposizione.
Il documento presentato dalla Segreteria nazionale della Fiom è stato approvato con 438 voti a favore, quello presentato da Eliana Como e altri è stato respinto con 35 voti a favore (di seguito il testo), il documento presentato da Augustin Breda è stato respinto con 3 voti a favore, 14 sono stati i voti di astensione.
I video degli interventi all’assemblea di Paolo Brini e Eliana Como sono disponibili sulla nostra pagina FB
Il testo del nostro documento
L’assemblea dei 500 della Fiom-Cgil riunita a Roma il 18 novembre 2016 ritiene inaccettabili le basi su cui sta proseguendo la trattativa per il rinnovo del ccnl con Federmeccanica e dà mandato alla Fiom di interrompere la trattativa e riprendere le mobilitazioni.
La “nuova” proposta avanzata da Federmeccanica il 28 settembre non è di fatto differente rispetto a quella precedentemente in campo. Anche se con parole diverse, come la precedente, non garantisce gli aumenti salariali per tutti, attraverso il meccanismo dell’assorbimento a partire dal 2017 di tutte le parti fisse della retribuzione. Di fatto, gli aumenti sui minimi sarebbero annullati per tutti i lavoratori che hanno una contrattazione di secondo livello che preveda parti fisse e anche su tutti i futuri scatti di anzianità.
Inoltre la proposta su cui Federmeccanica insiste è che gli aumenti sui minimi siano calcolati sull’inflazione reale, peraltro sull’indice IPCA che nel 2012 la FIOM giustamente rifiutò. In una fase di prolungata inflazione questo porterebbe ad aumenti irrisori e persino inferiori a quelli degli altri ccnl firmati. Anche se l’inflazione fosse calcolata al 100% tutti e tre gli anni. Ipotesi che ad oggi non è in campo, visto che Federmeccanica chiede la riduzione progressiva nei tre anni, dal 100% al 50% dell’inflazione.
A questo si aggiunge la pretesa di Federmeccanica di avere d’ora in poi solo Premi di Risultato totalmente variabili. Un colpo al cuore della contrattazione che soprattutto la Fiom ha portato avanti in questi decenni ed un ennesimo danno economico nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici.
È inoltre inaccettabile il principio di voler sostituire parte degli aumenti salariali con i buoni carrello, detassati per le aziende ma decontribuiti per i lavoratori. Un pagamento in natura che creerebbe un danno contributivo enorme per i lavoratori oltre che un vincolo di fidelizzazione malsano del lavoratore all’impresa e una restrizione enorme nella sua libertà di poter utilizzare il proprio salario come crede.
Anche sulla parte normativa, la trattativa non sta andando meglio e i punti di disaccordo sono ben superiori a quelli di accordo: sull’orario, sui PAR, sull’utilizzo della legge 104 e dei congedi parentali in deroga alla legge, su tutti gli aspetti che riguardano il ccnl del 2012 (deroghe, straordinario, malattia, flessibilità).
Persino sulla applicazione del TU, sulle definizione delle regole di validazione del ccnl e sull’esigibilità non c’è una possibile base di accordo. Nemmeno con Fim e Uilm. Figuriamoci con Federmeccanica.
In questa condizione, non si può andare avanti a trattare ma è necessario riprendere la mobilitazione. La prossima settimana sono previsti tre incontri in delegazione plenaria. È il segno che si vuole portare avanti la trattativa. Anche immaginando qualche passo in avanti da parte di Federmeccanica (ammesso e non concesso), su queste basi, il risultato non può che essere una resa senza condizioni che rischia di chiudere un ciclo intero di lotte e resistenza. La FIOM ha rifiutato di firmare i due precedenti ccnl. Non è stato facile mantenere la coerenza, anche nello scontro quotidiano con FIM e UILM nei posti di lavoro. Ma i lavoratori e le lavoratrici non ci hanno abbandonato perchè hanno riconosciuto un elemento di coerenza nel rifiutare di essere complici di questo modello.
Per tutte queste ragioni l’assemblea dei 500 della Fiom proclama da oggi la ripresa della mobilitazione e dà anche mandato alla segreteria di proclamare immediatamente lo sciopero generale nazionale della categoria. Con Fim e Uilm se possibile, da soli in caso contrario.

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