Sui fatti dentro Expo. Comunicati di solidarietà
Grazie a tutte e tutti!
Tra ieri e oggi abbiamo ricevuto tantissime manifestazioni di solidarietà e lettera da parte di compagni e compagne. Pubblichiamo di seguito alcuni dei comunicati di associazioni e organizzazioni politiche, sindacali e di movimento che ci sono arrivati, ringraziando tutti e tutte per l’appoggio e la solidarietà.
USB. “VERGOGNOSO TENERE IL DIRETTIVO CGIL DENTRO L’EXPO, SIMBOLO DELLA PRECARIETA’ DEL LAVORO”
CUB. “Sindacalisti della minoranza cgil fermati e denunciati all’Expo. Protestavano contro il direttivo”
Sinistra Anticapitalista. “No Expo, no alla Cgil all’Expo”
Ross@. “Piena solidarietà ai sindacalisti fermati e denunciati all’Expo di Milano”
Antonio Moscato. “NO EXPO: AGGREDITI I MILITANTI DI OPPOSIZIONE CGIL”
Lavoratori e lavoratrici di Fincantieri di Palermo. Il dissenso non si ferma!
Abbiamo appreso stamattina che 5 Compagne e Compagni dirigenti sindacali della CGIL ed esponenti dell’area congressuale “Il Sindacato è un’ altra cosa” sono stai fermati e trattenuti dalla Polizia soltanto per aver distribuito volantini di controinformazione ed esposto uno striscione NO EXPO all’interno della fiera espositiva di Milano. Ribadendo la nostra contrarietà allo svolgimento del Direttivo nazionale della CGIL all’interno di un luogo che è un concentrato di negazione dei diritti dei Lavoratori, simbolo delle “grandi opere” che devastano il paese, luogo del lavoro gratuito sancito da un accordo sindacale e dello spionaggio contro i Lavoratori, troviamo vergognoso l’utilizzo delle forze di Polizia per reprimere ogni forma di dissenso e per questo esprimiamo piena solidarietà alle Compagne ed ai Compagni fermati questa mattina all’Expo di Milano portando un fraterno abbraccio da parte di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici della Fincantieri di Palermo.
Francesco Foti, Serafino Biondo e Giuseppe Pirrotta, per la RSU FIOM Fincantieri Palermo
Rsu Ultraflex (Genova)
Nicoletta Dosio. Il partito trasversale degli affari, che porta avanti i propri sporchi profitti ad Expo come al cantiere TAV di Chiomonte e negli innumerevoli cantieri delle grandi male opere, ha colpito ancora. Cinque compagne e compagni, militanti sindacali, che questa mattina, in dissenso con la scelta inaccettabile della CGIL di tenere dentro EXPO il direttivo nazionale, (proprio come il PD e la Confindustria) distribuivano volantini di critica e controinformazione nell’area Expo, sono stati malmenati e fermati dalla polizia, e si trovano tuttora in stato di fermo. Il movimento NO TAV che ben conosce, quotidianamente e sulla propria pelle, soprusi e repressione, è a fianco dei Compagni fermati. Nel portare la nostra solidarietà, vogliamo altresì denunciare la degenerazione democratica del Paese, con l’avvento di un vero e proprio stato di polizia che sta sta facendo carta straccia della Costituzione nata dall’Antifascismo e dalla Resistenza e dei diritti da essa sanciti .
Non è tempo di stare a vedere lo scempio di quella sovranità che dovrebbe appartenere al popolo e che è stata ridotta ad ostaggio del malaffare annidato più che mai nel cuore dello stato. La guerra all’uomo e alla natura, la mercificazione del presente e la negazione del futuro non possono essere un orizzonte né per noi né per chi verrà dopo di noi. Dobbiamo recuperare la ragione e la forza e lo possiamo fare solo col conflitto generalizzato e collettivo contro i padroni di sempre e i loro leccapiedi.
Abbracciamo le Compagne e i Compagni e li vogliamo liberi subito.
Per il Movimento NO TAV, Nicoletta Dosio
Paolo Ferrero. La nostra solidarietà ai sindacalisti fermati stamattina mentre esponevano uno striscione e distribuito volantini contestando la scelta della Cgil di tenere il direttivo all’Expo. Ricordiamo che in Italia la Costituzione garantisce la libertà di manifestare ed è francamente intollerabile che la polizia invece che per difendere l’ordine pubblico venga utilizzata per reprimere il dissenso. La differenza tra uno stato democratico e uno stato di polizia dovrebbe rimanere chiara e invece è ogni giorno meno visibile, specie di fronte alle grandi opere costeose, inutili e dannose come l’EXPO e la TAV in Val di Susa.
Federico Giusti, COBAS Pisa. La decisione della cgil di riunire il proprio direttivo all’interno di expo è un fatto grave e benedice quell’accordo territoriale che due anni e passa fa la stessa cgil, con cisl e uil, sottoscrissero in Lombardia , un protocollo che disciplinava le modalità di assunzione all’interno della fiera all’insegna della massima precarietà. Quel protocollo, criticato anche dalla Fiom che oggi ha scelto invece di tacere, si basa su assunzioni solo a tempo determinato, con l’apprendistato professionalizzante o con il contratto di somministrazione, sull’utilizzo senza regole di stagisti al posto di lavoratori a pieno titolo. Nei mesi successivi a quell’infame protocollo sono stati sottoscritti altri accordi di settore che hanno fortemente limitato il diritto di sciopero sancendo la pace sociale in Lombardia proprio per non ostacolare la riuscita degli eventi. Expo ha rappresentato il banco di prova della ulteriore precarizzazione del lavoro e dell’annullamento dei residui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, un accordo sindacale in linea con i decreti attuativi del jobs act. Bene ha fatto una minoranza della cgil a contestare il direttivo dentro expo subendo il fermo di alcuni manifestanti ai quali è stato perfino impedito di esporre uno striscione e distribuire volantini. Expo, costruito con soldi pubblici, è l’emblema della precarietà del lavoro, quella Precarietà condivisa e accettata da Camusso e company.
Sindacatoaltracosa Trieste. Le Compagne e i Compagni aderenti al Sindacato è un’altra cosa di Trieste esprimono tutta la loro solidarietà alle Compagne e ai Compagni per gli incresciosi fatti di Milano.
I coordinatori del Sindacato è un’altra cosa di Trieste: Bellina Erminia detta Graziella, Castelli Gianluca, Gotti Erica, Repich Roberta, Tomei Carlo

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