N.Simeone. Accordo Sma (Auchan). Continua la restituzione!

Nota di Nando Simeone

La SMA (Gruppo Auchan), aveva avviato procedure di licenziamento per circa 1400 lavoratori sui 9 mila adetti dei 224 punti vendita a gestione diretta, inoltre aveva disdettato unilateralmente il contratto integrativo. L’accordo siglato il 26 di maggio con le organiozzazioni sindacali di categoria, prevede la sospensione delle sei tranches del premio progresso riferito alle annualità 2015/2016 e la definizione di nuove modalità organizzative dell’orario di lavoro, allo scopo di ricercare soluzioni che consentano di implementare i sistemi di turnazione che garantiscano, da un lato, l’equa ripartizione dei carichi di lavoro tra tutto il personale interessato e, d’altro canto, tengano conto della variabilità dei flussi di merce e clienti nel corso dell’anno”. Non abbiamo ancora potuto analizzare il testo dell’accordo, ma dalle notizie che abbiamo, si evince che l’accordo prevede la restituzione di parte del salario accesssorio da parte dei 9 mila dipendenti e una nuova organizzazione degli orari, che sicuramente peggioreranno le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori e lavoratrici della SMA. Invece, rispetto alla salvaguardia dei posti di lavoro esiste l’incognita dei 7 punti vendita, che secondo quando riferito dal sito nazionale Filcams, la tutela del posto di lavoro dovrebbe passare“privilegiando l’opzione della cessione di ramo d’azienda e prevedendo l’attivazione di confronti a livello territoriale allo scopo di definire possibili intese”…sic! Siamo alle solite, ormai l’ideologia padronale sembra dominare il senso comune anche grazie alla complicità dei vertici sindacali, “è meglio lavorare con salari più bassi e diritti calpestati che essere licenziati”, con queste modalità il padronato Italiano stà applicando in modo strisciante la ricetta greca, diminuzione dei salari e cancellazione dei diritti, senza trovare la necessaria resistenza delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. E’ arrrivato il momento di dire basta alla resituzione, i lavoratori hanno già dato anzi sono in credito!

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