Napoli. Via gli apprendisti stregoni. Ridateci il maltolto!

Volantino sindacatoaltracosa FP Napoli e Campania

PENSIONI     LAVORO     SALUTE

In questi giorni Napoli è vetrina delle giornate nazionali della previdenza e del lavoro, un’iniziativa privata di nuovi untori a cui partecipano istituzioni politiche nazionali e locali ed istituti bancari.
La scelta del luogo suona per i temi trattati come una beffa.
Nella città capitale del Mezzogiorno ormai desertificato e dalla disoccupazione inarrestabile e di massa, debutta un’anticipazione in pillole del progetto “La mia pensione”, presentato dai nuovi vertici Inps per dare ai cittadini maggiore certezza e trasparenza del proprio futuro.
L’evento, che cade proprio all’indomani della dichiarazione della Corte Costituzionale di incostituzionalità del blocco dell’indicizzazione delle pensioni operata dal governo Monti-Fornero, è magicamente messo a nudo.
E, al di là delle intenzioni dichiarate, svela il volto di un sistema pensionistico pubblico devastato da ogni governo negli ultimi 20 anni, con pensioni, per chi potrà averla, sempre più ridotte a fronte di un continuo innalzamento dell’età pensionabile fino a 70 anni e senza poter assicurare una vecchiaia autonoma.
E’ la strada che apre alle speculazioni e agli affari della previdenza privata.
I nuovi untori sono serviti.
L’aggressione al sistema pensionistico italiano e,  più in generale, al sistema di protezione sociale e del welfare, da sempre tra  i più fragili d’Europa e con il livello di tutele più basso in un paese  profondamente diviso e dalla disoccupazione in incessante aumento, sono solo alcuni dei devastanti effetti di una guerra scatenata dal capitale in nome della crisi e della necessità dell’austerità.
Eppure, con lo sfruttamento, aumentano i profitti, la rendita parassitaria e la speculazione finanziaria.
L’erosione dei diritti, del lavoro, della salute, della scuola pubblica e di massa, del diritto ad una pensione dignitosa, è il tratto distintivo delle politiche neoliberiste praticate da tutti i governi, politici e tecnici, di destra, di sinistra e delle larghe intese di questo ultimo trentennio.
I primi decreti attuativi del Jobs act del governo Renzi insieme alla legge di stabilità 2015, segnano sostanzialmente la fine del lavoro a tempo indeterminato, la riduzione delle tutele, al di là della propaganda renziana, e l’inizio di una nuova era dove il lavoro è sempre più sotto ricatto, sempre più debole e impoverito.
Il settore pubblico, nel suo insieme, non ne è esente con le controriforme della P.A. e della”Buona Scuola”.
La liberalizzazione nel privato dei licenziamenti anche collettivi dietro monetizzazione, introdotta con il contratto a tutele crescenti, viene invocata sempre più spesso anche per i dipendenti pubblici.
In realtà l’attacco al “pubblico” è la cartina di tornasole per un drastico ridimensionamento del settore e dei servizi pubblici in funzione di un nuovo saccheggio ed ulteriori privatizzazioni.
La demolizione del sistema pensionistico pubblico è l’ultimo atto di questa devastazione che non può e non deve passare.

Unità dei cittadini/pensionati/lavoratori e giovani precari per chiedere Subito:

•    Pensione pubblica e giusta per tutte e tutti con garanzia dell’80% della retribuzione e con la pensione di vecchiaia di nuovo a 60 anni;
•    Cancellazione di tutte le controriforme a partire da quella Dini;
•    Reintroduzione del sistema retributivo;
•    Importo minimo di pensione per tutti al di sopra della soglia di povertà;
•    Sottrarre l’Inps al controllo degli apparati sindacali e dei governi e portarlo sotto il controllo democratico da parte di lavoratori e pensionati;
•    Introdurre il reddito minimo garantito per contrastare la non autosufficienza e la povertà.

IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA-OPPOSIZIONE CGIL FP NAPOLI E CAMPANIA

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