Telecom. Che fare dopo la minaccia di societarizzazione di Caring Service?

Comunicato sindacatoaltracosa SLC

Sono trascorsi oltre tre mesi dall’esito del referendum sull’ipotesi di accordo circa la
riorganizzazione dell’area Caring Service di Telecom Italia, respinto con forza dal voto dei
lavoratori, che si sono opposti all’introduzione del controllo individuale a distanza da parte
aziendale.
E’ bene ricordare che che l’ipotesi di accordo era stato colpevolmente sottoscritto anche dalla
segreteria nazionale di Slc-Cgil, contro il parere della stragrande maggioranza delle sue Rsu
presenti nel coordinamento nazionale di Telecom.
Un mese dopo il referendum, Telecom Itaia, ignorando completamente il risultato del voto dei
lavoratori, dichiarava la propria volontà di procedere con la Societarizzazione dell’area Caring, che
potrebbe avere, tra le altre cose, ricadute negative sulla tenuta del perimetro aziendale, senza aver
incontrato fino ad ora nessuna significativa resistenza da parte sindacale.
Le segreterie nazionale di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom a parole si dichiarano contro la
societarizzazione, ma iniziative concrete di contrasto non se ne sono viste fin’ora.
Fistel e Uilcom nei fatti sarebbero disposte a sottoscrivere una nuova intesa con l’azienda con gli
stessi contenuti del precedente accordo bocciato dai lavoratori.
Discorso a parte merita Slc-Cgil e le enormi contraddizioni che contraddistinguono la linea
sindacale della segreteria nazionale.
E’ dei giorni scorsi l’apertura delle procedure di raffreddamento da parte di Slc che
presupporrebbero l’inizio, anche se tardivo, di un percorso di lotta e di mobilitazione e al tempo
viene prodotto un comunicato che tenta di riaprire un confronto con l’azienda sulle base di alcune
proposte che giudichiamo sbagliate.
Nel comunicato si legge: “ con senso di responsabilità Slc non ha assunto posizioni unilaterali
evitando di creare nuove lacerazioni nel rapporto tra le organizzazioni sindacali e, soprattutto, con
l’azienda”. Ancora una volta il ricorso allo strumento della mobilitazione viene derubricato, per
evitare di disturbare il manovratore.
Per quanto riguarda le nuove proposte avanzate da Slc, viene proposta l’introduzione di una forma
di controllo a distanza temperato, che tolga la visibilità dei dati alla sala regia, che la
visualizzazione non sia continua, alternando periodi di monitoraggio e di non monitoraggio, che i
dati non siano gestiti dalla linea gerarchica del lavoratore, creando una funzione specifica.
Sono proposte inaccettabili, in quanto nei call center già di per se l’utilizzo dei sistemi informatici
permettono già ora forme di controllo a distanza indiscriminate e illegali.
Ma ancora più importante per noi è il pronunciamento dei lavoratori che a maggioranza si sono
dichiarati senza se e senza ma contro ogni forma di controllo a distanza, contro ogni tentativo di
introdurre nuovi strumenti di pressione e vessazione!!
In questa difficile vertenza, continueremo ad essere al fianco delle Rsu di Telecom, che spesso
agiscono senza il sostegno delle strutture territoriali, con l’eccezione di alcuni, ma significativi,
territori.
Continueremo la nostra battaglia per una linea politico-sindacale e un gruppo dirigente diversi ed
all’altezza della situazione.
Dalle assemblee che si stanno tenendo in questi giorni deve emergere una nuova piattaforma, che
metta fine alle iniziative a compartimenti stagni e coinvolga tutti i lavoratori di Telecom in questa
difficile vertenza e che ponga di riaffrontare i tanti elementi di sofferenza presenti oggi in azienda,
dovute anche alle intese che in questi ultimi anni ne hanno peggiorato le condizioni economiche e
normative.
Contro la societarizzazione e l’arroganza di Telecom occorre in tempi brevi giungere alla
costruzione e alla proclamazione di uno sciopero generale di Telecom Italia.
Il tempo è scaduto
Il sindacato è un’altra cosa Slc-Cgil

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