Ccnl Terziario. Una firma per sopravvivere? No, l’inizio della fine!
Articolo di Leonardo De Angelis (RSU Sistemi Informativi)
di Leonardo De Angelis – Più leggi e rileggi le cinquantadue pagine dell’Ipotesi di Accordo per il rinnovo del CCNL del Terziario e più ti domandi come abbia fatto la Filcams a firmare visto che è innegabilmente peggiorativo rispetto a quello non firmato nel 2011. Poi ti soffermi su due articoli di quell’ipotsi, ti capita girando in rete un articolo di un anno fa a firma di Salavatore Cannavò (Il Fatto Quotidiano del 18 Gennaio 2014 http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/18/quote-di-assistenza-contrattuale-quella-tassa-occulta-pagata-ai-sindacati/844665/) e tutto ti sembra più chiaro.
I due articoli ai quali ci riferiamo non sono nuovi, sono anni che sono presenti nei contratti. Vengono solo rivisitati e migliorati di volta in volta. Parliamo dell’Articolo 21 “Finanziamento Enti Bilaterali Territoriali” e dell’Articolo 243 bis “Contributi di assistenza contrattuale”. Il primo “costa” al lavoratore lo 0,30% di paga base e contingenza (era lo 0,10% prima del 2011), il secondo ancora non si sa perché:“Le misure contributive annuali e le relative norme di esazione formeranno oggetto di appositi accordi e regolamenti da stipularsi tra le parti con l’istituto previdenziale o assistenziale prescelto”.
Ma di quanti soldi stiamo parlando? Per rispondere a questa domanda ci viene in soccorso l’articolo di Cannavò su menzionato.
<< Ma cosa sono le “quote di assistenza contrattuale”? La cifra è presente in molti degli oltre 400 contratti stipulati dai sindacati nazionali (l’elenco completo è consultabile sul sito del Cnel) e rappresenta una quota straordinaria che i sindacati e i datori di lavoro prelevano dalle buste paga dei lavoratori per aver concluso il contratto. Un premio per il lavoro fatto. Nell’ultimo Ccnl (contratto nazionale) dei metalmeccanici, ad esempio, Fim e Uilm hanno richiesto un contributo “una tantum di 30 euro per ogni lavoratore non iscritto al sindacato da trattenere sulla retribuzione”. Sul contratto, poi, era indicato il conto corrente bancario (presso il Credito cooperativo di Roma) su cui effettuare il versamento. Parlando di circa un milione di lavoratori è facile fare i conti. Per quanto riguarda i contratti del Commercio e del Terziario, la sola Filcams ha iscritto in bilancio 2,15 milioni che vanno moltiplicati per tre (cioè anche per Cisl e Uil) e poi per due (la parte datoriale). Il totale, quindi, è di circa 15 milioni di euro che rimpolpa bilanci spesso piuttosto magri. Un fiume di denaro assicurato dalla pratica del “silenzio-assenso”, per cui sono i lavoratori a dover mettere per iscritto il proprio rifiuto a versare la “tassa occulta”. Ma sono in pochi a saperlo. >>
<<Quella quota, poi, spesso è mescolata all’altra contribuzione poco nota, quella relativa agli Enti bilaterali. Questi organismi, governati alla pari da sindacati e imprese, sono stati istituiti nel 2003 dalla legge 30 e vengono regolamentati dai contratti nazionali e/o territoriali. Servono a offrire prestazioni e servizi ai lavoratori sul piano della formazione professionale o delsostegno al reddito. Solo nel settore del Commercio e dei Servizi, la Filcams ne ha conteggiati circa 200 tra i 20 nazionali e i 194 provinciali e regionali. >>
<< Prendiamo il bilancio del più grande sindacato di categoria della Cgil, dopo i pensionati, laFilcams, che organizza i lavoratori del Commercio del Terziario e del Turismo. Nel 2010, anno cui si riferisce il bilancio in nostro possesso, i ricavi per contributi sindacali, le tessere, ammontavano a 1,7 milioni di euro mentre quelli per le “quote di assistenza contrattuale” erano molto più alti, 2,15 milioni e 685 mila euro provenivano da “gettoni di presenza”. Solo il 37 per cento delle entrate, quindi, proveniva dalle tessere degli iscritti, meno della metà del totale. >>
E Cannavò si riferisce al bilancio del 2010….. nel 2011, ricordiamo, il contributo che ogni singolo lavoratore versa per gli Enti Bilaterali è triplicato quindi, i 685 mila euro, probabilmente sono diventati 2.055.
Le dimensioni di queste cifre che sarebbero venute a mancare nel caso la Filcams non avesse posto la sua firma (ricordiamo che questi finanziamenti spettano “alle rappresenanze terrritoriali e Organizzazioni Nazionali che sottoscrivono il presente CCNL”) giustifcano l’aver accettato istituti contrattuali che fino a ieri si combattevano e contrastavano?
Per la “burocrazia sindacale” la risposta è si, per i lavoratori e le lavoratrici è ovviamente no. Rispediamo al mittente l’ipotesi d’accordo e votiamo NO nelle assemblee sui posti di lavoro!

Lascia un commento