Sul direttivo regionale Fiom Molise
Nota sul direttivo regionale Fiom Molise e ODG
Ad un anno dal Congresso, il primo Direttivo Regionale Fiom, si svolge senza la convocazione dei membri di tutto il gruppo dirigente del Basso Molise… in prevalenza Fiat, ed in prevalenza di minoranza. ODG voto bilancio preventivo e voto Segreteria.
Dopo oltre un mese, e per una fortuita coincidenza, scopriamo l’accaduto. Decisi a chiedere le dimissioni del Segretario Regionale Fiom, ci rivolgiamo all’organo regolatore, nella persona del Segretario Regionale Cgil Molise.
Egli, in nome del “rispetto tra compagni”, chiede di rimandare la nostra decisione al Direttivo indetto appositamente in data 8 aprile 2015, alla presenza del Responsabile Organizzativo Enzo Masini.
ODG: chiarimento sulla elezione della Segreteria Regionale.
Esiti del Direttivo:
La Segreteria, decisa senza noi, rimane in essere fino alle elezioni “Rls” in Fiat, a seguito delle quali, verrà votata nuovamente…
Speriamo di sbagliarci, ma abbiamo avuto la percezione che, il loro intento, sia quello di trovare il pretesto per commissariarci, qualora le elezioni dovessero andar male.
Se invece, la minoranza, dovesse ottenere una o più Rls, temiamo che intendano chiedere il bilanciamento della Segreteria con l’inserimento di membri della maggioranza congressuale.
I due Odg da noi presentati non sono stati nemmeno letti (li pubblichiamo di seguito), perché, dopo una serie di pretesti, è stato fatto votare di rimandali alla prima occasione utile.
Questa nostra denuncia è estranea a logiche di spartizioni o di arrivismo, e reca in sé l’umiliazione di chi combatte l’autoritarismo… sotto ogni sua forma, e a prescindere da chi sia a metterlo in atto!
Stefania Fantauzzi (sindacatoaltracosa Molise)
ODG “PER UNA COALIZIONE CHE NON RISULTI A-SOCIALE”:
I Lavoratori hanno bisogno della Coalizione, e la Coalizione ha bisogno dei Lavoratori! – Direttivo Regionale Fiom Molise. 8 aprile 2015.
Non è assolutamente vero che, non esiste più la Lotta di Classe. La Lotta di Classe c’è: ma è condotta dai voleri padronali… ed è chiaro che la stiamo perdendo!
Per questo la Coalizione Sociale, è nelle nostre logiche e nei nostri intenti, ma gli elementi che la caratterizzano, sembrano incoerenti, col ruolo che, per noi, questa dovrebbe avere!
Se infatti, la Coalizione nasce dall’assenza di una rappresentanza politica del Lavoro, non può essere costruita su rapporti di vertice! Nessuno, infatti, dei soggetti politici in campo, ha un rapporto di radicamento e di fiducia coi lavoratori.
Inoltre, ripetere l’errore di rinunciare a far leva sulla mobilitazione degli operai, spostando l’asse principale della lotta sul terreno giudiziario, anziché contro il piano Marchionne, o sul terreno referendario e di “alte” alleanze, determinerà un ulteriore e nuovo arretramento delle nostre condizioni di lavoro, un’ulteriore perdita di rappresentatività ed una crescita ulteriore dell’arroganza padronale…. Come già accaduto nel passato, più e meno recente…. Ad un prezzo che i lavoratori non hanno più la possibilità di pagare!
Se questo è il risultato, affinchè la coalizione non diventi esclusivamente funzionale alla creazione di una “coalizione elettorale”, rendiamo, nei fatti, possibile quel rinnovamento che tutti diciamo di ritenere necessario!
Erroneamente si pensa che Melfi sia il primo esperimento di “turnazione selvaggia”.
Invece già nel ’94 a Termoli, fu imposto questo regime di orario. Questa esperienza fu devastante sia per i Lavoratori che per la Fiom, la quale decise di schierarsi a favore del sabato e delle domeniche lavorative contro la volontà espressa in voto dai Lavoratori.
Un errore che lo stesso Sabatini, Segretario Generale della FIOM di allora, definì “storico” nel suo libro! Anche allora, ci furono dei Compagni della minoranza che si schierarono contro questa decisione, e anche allora si scontrarono contro i vertici sindacali e partitici di sinistra, i quali avevano come obiettivo lo sdoganamento politico nei confronti delle classi padronali.
Oggi la storia pare ripetersi a Melfi… Affermare che in nome della “produttività”, si può anche calpestare la vita sociale dei lavoratori, vuol dire ricercare la “compatibilità politica” con quella dei mercati, che hanno di fatto generato la crisi.
Questa è la linea “di accettare qualsiasi condizione pur di mantenere il posto di lavoro” e di “difendersi per non perdere tutto”…. Quella che inculca Marchionne e gli altri padroni, quando dicono che, “se lavoriamo come bestie… ci fanno lavorare”, forse!… perché ci sono posti, all’estero, dove gli investimenti sono più convenienti!!!… Allora, i Dirigenti delle Organizzazioni Sindacali firmatarie, dicono che, siccome c’è la crisi, non abbiamo alternativa….
La Cgil, di fatto è sulla stessa linea di Cisl, Uil e UGL, anche se brontola e protesta un po’ di più. E la Fiom?… Beh! la Fiom di Landini plaude Marchionne per gli investimenti, facendoli coincidere concettualmente con l’aumento dei posti di lavoro. Ma gli investimenti al costo della turistica di Melfi, rappresentano solo l’aumento della produttività col ricorso alla richiesta disumana di flessibilità!
Un’Azienda che aumenta il volume della produzione, quanto più ed in minor tempo gli operai producono, tanti più dipendenti di quell’Azienda verranno licenziati o messi in cassa integrazione, poi!!! Se c’è più lavoro, basta far rientrare i cassaintegrati, stabilizzare i precari ed assumere nuovi lavoratori… E poi nuovi ancora, fino a far lavorare tutti!… La flessibilità disumana e forsennata serve solo a far guadagnare 30 mln di euro l’anno a Marchionne… determinando una più veloce saturazione, e di nuovo cassa integrazione e licenziamenti! E non serve aspettare di vedere come andrà a finire… Dalla flessibilità estorta ai lavoratori di Termoli nel ’94, abbiamo ottenuto di perdere più di mille posti di lavoro! Per questo continuiamo a rigettare i 20 turni!
La Fiom deve quindi creare questo nuovo soggetto politico, investendo i propri attivisti e iscritti sia nel processo politico, che di lotta. Senza i Lavoratori, senza forze sociali, non abbiamo più capacità di incidere sui processi decisionali. Dobbiamo dare forza e sostegno alla Coalizione nelle, e con le lotte!… Utilizzando, e non “vietando”, il fondamentale strumento dello Sciopero, duramente riconquistato sulla pelle degli iscritti e delegati Fiom dentro le Fabbriche!
Le novità del “jobs act” (La turnistica, i controlli a distanza, la precarizzazione di tutto il lavoro, il demansionamento, …) oltre a tutti i problemi preesistenti e non risolti anzi in continuo peggioramento in Fiat e indotto (mancato pagamento della carenza, abbassamento dei salari, i ritmi e i carichi di lavoro, i riposi, le pause eccetera), aggiunti a quelli più generali dell’art.18, della riforma delle pensioni e della riforma Fornero, devono essere posti al centro, dare forza e significato alla Coalizione con lotte che determinano…
Per tutto quanto detto, diventa vincolante ristabilire il corretto ordine di valori, se per valore si intende il rispetto effettivo delle minoranze come risorsa di un’Organizzazione sedicente democratica… E ancor prima, essenziale è il rispetto della maggioranza, quella spesso meno visibile dei Lavoratori!… che già vivono una condizione da emarginati come cittadini di questo Paese, e dei quali ci state impedendo di rappresentare le istanze, laddove la “Coalizione nel conflitto ” è realmente in atto. Melfi è il nuovo ” Modello di sfruttamento del lavoro e dei lavoratori” , che, come Pomigliano , interesserà tutto il comparto automobilistico. Doveroso è, da parte nostra, restituire a questa vertenza il livello di condivisione e di forza, proporzionati alla durezza del suo attacco .
Ora più che mai, tutti noi siamo chiamati ad una grande responsabilità!…
L’unico padrone che riconosciamo è il Lavoratore! In quanto non ha interessi di partito, né di palazzo, nè d’area congressuale! Egli rivendica semplicemente migliori condizioni di dignità e di lavoro… Ed è per questo motivo che il nostro Statuto consegna nelle sue mani l’ultima decisione.
Purtroppo, ultimamente, questo viene seriamente messo in discussione, sempre più spesso e con preoccupante arroganza!
Senza dimenticare il ’94, Termoli, Melfi e Sevel, coi loro “veti e divieti”, ne rappresentano gli ultimi tristi esempi!
Noi crediamo in quel che la Fiom dice di voler fare, ma non saremo mai quel che combattiamo!
Contro Expo 2015 e dalla parte dei lavoratori della Scala di Milano. Non facciamo di Milano la capitale del malaffare.
ODG ” NO EXPO”: Quello che si sta costruendo intorno alla prossima edizione di Expo 2015 a Milano è lo specchio fedele di un paese che sacrifica diritti e bisogni sociali sull’altare dei profitti, di una speculazione che è devastazione e saccheggio del territorio, dell’ambiente e del lavoro umano. Il malaffare sembra il tratto comune di questa kermesse. Il malaffare della corruzione sui cantieri, sulle costruzioni.Il malaffare di un ceto politico screditato e screditante che utilizzerà Milano come vetrina per la propria immagine. Il malaffare di chi si presenterà come promotore di modelli sostenibili mentre è complice dello sfruttamento del lavoro gratuito reso possibile da un accordo sindacale sottoscritto da Cgil Cisl Uil. Una firma lesiva della Costituzione, dei contratti nazionali di lavoro e dei valori fondanti della Cgil. Occorre garantire a tutti i/le giovani che si apprestano a lavorare all’Expo 2015 la tutela necessaria a riconoscere loro diritti e salario. Ciò deve essere parte di una campagna più generale contro la precarietà, contro i provvedimenti del Jobs Act. Il direttivo Fiom Molise è al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici del Teatro della Scala di Milano che hanno con forza ribadito il valore assoluto, inalienabile della festa del primo maggio ed è impegnata a garantire il diritto effettivo degli stessi a poter godere di questa festività. Senza alcun indugio e dubbio esprime solidarietà agli iscritti ed alle iscritte all’organizzazione che lavorano alla Scala colpiti/e da una campagna diffamatoria e vergognosa che ha come unico obbiettivo colpire il diritto di sciopero e imporre un regime di pieno sfruttamento del lavoro umano, H24.
Campobasso, 8 aprile 2015.

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