Dopo Bellaria. Commento di Stefania Fantauzzi
Di Stefania Fantauzzi, delegata Fiom, Fiat Termoli. Coordinatrice sindacatoaltracosa Molisa
Dopo il Meeting de ” Il Sindacato è un’altra cosa” e la scesa in piazza della Coalizione Sociale.
Chiedo scusa per la preponderanza di Fiat nel mio ragionamento, ma, oltre a coinvolgermi personalmente, ritengo che sia realtà emblematica e trainante dei peggioramenti che noi Lavoratori Dipendenti subiamo negli ultimi anni!
Decisi di iscrivermi alla Fiom quando all’inizio della crisi generale, Marchionne imponeva modelli sindacali e contrattuali che mercificavano le persone, e riducevano i Sindacati a semplici comparse… Li rendeva privi di ogni strumento e senza margini di trattativa; gli imponeva di dover accettare, per intero e senza rimostranze, ogni condizione imposta dal Padrone…. Diversamente sarebbero stati esclusi dalla Rappresentanza Sindacale dell’Azienda, con conseguente blocco delle quote tessera versate dai Lavoratori…. Sì!… gli toglieva pure i soldi!
Fiat fece tutto questo, imponendo il Ccsl, e per poterlo fare, uscì da Confindustria e cancellò il Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori Metalmeccanici.
Tutte le altre Organizzazioni Sindacali si piegarono quindi alla “esigibilità dei contratti” contenuta nel Contratto Specifico Fiat.
La Fiom NO!
Fummo gli unici ad opporci con una dura battaglia, a fronte della quale riottenemmo il diritto (ma, va ammesso, solo sulla carta!) di trattare con l’azienda…. perché, Marchionne, Confindustria, i Governi, l’Europa, le mafie… i Partiti e i Sindacati (complici, muti, impotenti, disinteressati, poco efficaci o assenti che siano!)….tutti (dico tutti!) continuano a subordinare le persone alle volontà padronali… riportandoci al tempo in cui il Sindacato non esisteva, ed i Lavoratori ebbero bisogno di organizzarsi, per non essere soli contro il potente! Furono capaci di scrivere con le lotte lo “Statuto dei Lavoratori”, i Contratti Collettivi e gli Accordi. Ottennero per tutti noi, di non non essere più sfruttati dal Padrone e per le logiche del suo profitto… Saremmo rimasti schiavi se i nostri padri non avessero combattuto contro la legge del più forte! Ma non siamo stati capaci di mantenere questa eredità per i nostri figli, ed in questi anni stiamo tornando ad essere schiavi senza dignità!
Per quanto io sappia, i due elementi che mi indussero a scegliere la Fiom quattro anni fa, ci sono ancora:
1) Aveva lo Statuto più confortante per una Lavoratrice schiacciata dal regime Fiat e delusa dal Sindacato, a causa della sua crisi di rappresentatività e di contenuti ( sintomi ed effetti al tempo stesso, della “delega”, intesa come mancanza di effettiva partecipazione!)….Uno Statuto che rimetteva le decisioni alla scelta democratica dell’assemblea degli Iscritti!
2) Landini ci promise che ci saremmo opposti alle imposizioni e ai metodi del Ccsl, riappropriandoci del diritto allo sciopero e alla Rappresentanza!
Ad oggi in Sevel, prima che a Melfi, la Fiom dà indicazione perentoria di non scioperare. I tesserati e delegati Fiom (da mesi obbligati allo straordinario di sabato!), aderiscono quindi agli scioperi contro il Ccsl, indetti dai Comitati di Base, non senza ripercussioni in azienda!
A Melfi, la consultazione contro i venti turni, è stata praticamente unanime, invece i Nazionali, si esprimono diversamente… “vietando” (e stavolta loro e non Marchionne!) di scioperare… La Rsa di minoranza resiste, e continua ad indire gli scioperi da gennaio! Nonostante la mancanza di compattezza di quel Direttivo Fiom, i Lavoratori escono in numero considerevole (fino a 400!)….
Il giorno 14 marzo, coincidendo sia per Melfi che per Sevel lo straordinario comandato, organizziamo un presidio davanti allo Stabilimento di Melfi, a sostegno dei Compagni in sciopero, al quale hanno partecipato Rsa e Iscritti della Fiom di Sevel, Termoli, l’Esecutivo de “Il Sindacato è un’altra cosa” con le rappresentanze delle diverse Categorie in Cgil, il Si-Cobas, lo Slai-Cobas, i Cub, l’Usb, i No Triv, il Comitato Licenziati e Cassintegrati di Pomigliano, il Comitato Mogli dei Cassintegrati di Nola e Pomigliano, i Facchini della Granarolo di Bologna, l’Ilva di Taranto, i Portuali di Bagnoli, la Same di Bergamo, il Partito Comunista dei Lavoratori, il Partito dei Carc, Sinistra Anticapitalista, il Partito della Rifondazione Comunista, il Movimento 5 Stelle coi propri Parlamentari Nazionali, e le Massime Cariche Regionali, e molti Lavoratori e Delegati della Fca di Melfi…
Avrei fatto prima a dirvi chi mancava (oltre alla Fiom Nazionale!): i Compagni di Falce e Martello della Minoranza!
Eppure, Melfi è il più appropriato esempio di quella “Coalizione nel Conflitto” che diciamo di voler interpretare!
… Ma contestualmente (e proprio per questo!) è anche luogo e momento in cui esplodono le contraddizioni, “cancro” della nostra Organizzazione!!
Riproporre per Melfi, così come nel “Contributo” (a firma Iavazzi-Brini-Grassi), il medesimo errore di immobilismo, di sottovalutazione e di mancanza di tempestività compiuto a Pomigliano, mi ha delusa profondamente!
Noi resistiamo già in fabbrica, in Fiom, in Cgil… non ci aspettiamo, non accettiamo, di resistere anche nella Minoranza!… Soprattutto quando logiche diverse, mostrano di voler egemonizzare, o anche solo, non dare priorità assoluta a rappresentare i Lavoratori!
Non ritengo, inoltre, affatto un errore, né del presente, né del passato, la vicinanza ai Comitati di Base, che sempre in Fabbrica, si mostrano Compagni nelle vertenze!
Rispetto, quindi, al contributo, chiedo semplicemente di “stare sui temi”… cambiando con la radicalità che da tanto diciamo necessaria!… nelle pratiche, nelle logiche e negli atteggiamenti! Ritengo il Vostro giudizio su “Melfi”, oltre che privo di effettiva conoscenza dei fatti… “complesso “…cioè determinato da innumerevoli elementi… di cui siamo capaci di fare una analisi critica, ma che (permettete!) non rientrano nella battaglia di quei Lavoratori nè nelle nostre! Mantenere una visione complessiva, non può determinare l’abbandono delle singole vertenze ( ammettendo che Melfi possa essere considerata una singolarità!), perché è nelle singole vertenze che i lavoratori vivono i disagi che non siamo capaci, per loro, di superare!
I diritti acquisiti in Tribunale, rimangono tali se non vengono “stabiliti” attraverso una rivendicazione conflittuale sui posti di lavoro… Quantomeno non si è rivelato possibile in Fiat!
Questo pensavamo quando abbiamo iniziato ad autoconvocarci tra Rsa degli Stabilimenti di Melfi, Sevel, Termoli, Foggia e Pomigliano… perché coglievamo (per non dire subivamo!) i limiti della struttura, pachidermica ed autoreferenziale… Reticente a rendersi strumento dei Lavoratori ed interprete delle loro rivendicazioni reali, necessarie ad una “vivibilità” dei posti di lavoro.
Nel mio breve, seppure intensissimo, percorso da militante Fiom, particolare importanza ebbe un incontro a Foggia, con Giorgio Cremaschi.
Nella generale crisi di rappresentatività, descrisse il sindacato per come lo coglievamo… per quello che pensavamo gli mancasse…
Disse che tutto, da anni, era un contenitore vuoto, anche le minoranze! E tali sarebbero rimasti fino a quando non fossimo stati capaci di riappropriarci di quegli spazi e di quegli strumenti…. fin quando non li avessimo riempiti col valore delle nostre battaglie reali…
Per quel che mi riguarda, mi diede un significato nell’organizzazione, un percorso, ed una dimensione: quella della minoranza! Decidemmo quindi di affrontare il congresso.
Nonostante tutto questo “scoordinamento”, sento di dire che abbiamo avuto ragione allora! Noi siamo stati capaci di essere quel Conflitto che la Fiom ha sempre detto di voler essere… ma che ancora non ha mai messo in campo!
I venti turni, le retribuzioni, i controlli a distanza, il mancato pagamento della carenza, i ritmi di lavoro, i carichi le pause, i riposi (…Il “regime” Fiat insomma!), rimangono per noi questioni irrisolte, anzi in continuo peggioramento!
Mai la “Coalizione Sociale” ha smesso di essere nelle nostre logiche e nei nostri intenti; alla crisi e al ricatto non si può far fronte individualmente, o azienda per azienda… Perché si va incontro a morte lenta! A resistere da soli, ci si trova, volenti o nolenti, a subire il ricatto tra lavoro e salario, tra lavoro e diritti, tra lavoro e ambiente, tra lavoro e salute… E si finisce per sottoscrivere tutto quello che i padroni impongono! È la lezione di tutte le grandi e piccole vertenze che hanno attraversato il paese in questi cinque anni, dalla Fiat all’Electrolux, all’Ilva, all’Ast di Terni.
Ma, proprio per questo, è il momento di essere contestualmente, promotori di iniziative di lotta reale lì dove ci sono! E rappresentare riferimento effettivo attraverso gli strumenti che abbiamo duramente ( e solo per questo fine!) riacquisito.
Ultima (ma non ultima!) “défaillance” dell’organizzazione, è stata di lasciar indire lo sciopero nella giornata di sabato 28, per consentire la partecipazione alla Manifestazione di Roma… nonostante i “flop” dichiarati!… Siamo allo sciopero ad uso e consumo dei Vertici! Ecco cosa temo: che, in assenza di un reale conflitto sui posti di lavoro, Union si riveli l’atto conclusivo della morte dell’ultimo Sindacato rimasto dentro la Fabbrica con l’intenzione di rappresentarci!
Cercando di superare la polemica,
Uliano , Segretario Generale dei Metalmeccanici Cisl, ha già auspicato i 20 turni anche per Cassino… Questo dimostra che la battaglia di Melfi, deve trovare forza e sostegno, e deve essere affrontata nella sua giusta dimensione che non è sicuramente quella territoriale; deve ritrovare continuità e riscontro negli altri Stabilimenti.
Non penso che sia facile, ma penso che sia veramente l’ultima esigua possibilità che abbiamo!… E poi, le condizioni di lavoro e la dignità, sono la nostra battaglia da sempre!… Nessuno ha detto di aver cambiato idea rispetto al fatto che, se non si fossero riaperti margini, seppur minimi, di trattativa con Fiat, avremmo combattuto l’applicazione del Ccsl quando si fosse manifestato nella sua disumana richiesta di flessibilità…… Questo, con il recupero straordinario aumentato da 40 a 120ore, non si è voluto fare!
È sbagliato perché abbiamo riacquisito uno strumento che va restituito ai lavoratori… Perché per loro lo sciopero è un diritto, per noi delegati deve essere un dovere! Dobbiamo prenderci carico della questione dei 20 turni, dando a Melfi la dimensione di “Modello di sfruttamento”, come doveva essere per Pomigliano, rimettendo al centro la questione Fiat tutta… che sappiamo bene non essere impossibile da affrontare.
Questi sono i significati reali che mancano ai lavoratori… La paura si vince col coraggio… E il coraggio può venir solo se c’è speranza ed esempio di poter cambiare le cose!…..
le migliori democrazie non cadono perché prendono troppe decisioni, ma perché non ne prendono nessuna!… e spesso, dietro questo immobilismo che non giova a nessuno, si nasconde la volontà di non disturbare il manovratore….
La Coordinatrice de “il Sindacato è un’altra cosa” opposizione in Cgil-Molise

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