Farmacap. Roma non si vende! No alla privatizzazione
Comunicato Lavoratori Farmacap Bene Comune
Farmacap costituisce un patrimonio importante per le/i cittadine/i romane/i e lo dimostrano le 10.000 firme raccolte in poco in tempo a sostegno dell’azienda pubblica.
Le 44 farmacie sono state e sono presidi indispensabili in quartieri periferici di Roma, nei quali i privati non avrebbero avuto alcun interesse ad essere presenti. Inoltre hanno svolto un ruolo di calmiere dei prezzi verso il monopolio dei privati.
Tali soggetti privati, che tramite l’azionariato assumessero il controllo dell’azienda, non avrebbero alcun interesse per servizi indispensabili per la cittadinanza ma ritenuti “poco renumerativi”.
I servizi di teleassistenza/telesoccorso hanno interessato fino ad oggi un bacino di 2.000 utenti, garantendo supporto a soggetti anziani e fragili. L’asilo nido nel quartiere Infernetto si è caratterizzato come un asilo di eccellenza.
Il teorema alla base della necessaria privatizzazione è un teorema basato su bilanci aziendali che per gli anni 2011 e 2012 presentano evidenti irregolarità, volte ad enfatizzare le perdite e oscurare i crediti maturati verso Roma Capitale e la Regione Lazio (complessivamente 16.000.000 €).
Il sindaco Marino non è sembrato interessato a far luce su evidenti irregolarità e non ha perso occasione per fare disinformazione e screditare Farmacap.
Lavoratrici, lavoratori ed Organizzazioni Sindacali hanno continuamente chiesto di potersi confrontare con gli assessorati di competenza su proposte di innovazione e rilancio, ma ad oggi non è stato avviato nessun confronto.
Ad oggi, sono stati messi in atto piani di ristrutturazione senza prospettive chiare.
La giunta capitolina col furore liberista dell’assessore Scozzese e del sindaco Marino, parlano di “dismissione” dell’Azienda Speciale Pubblica Farmacap, inserita in una delibera ad hoc il 30 dicembre 2014. La minaccia di dismissione serve in realtà, a giustificare come “male minore”, la trasformazione in S.p.a. (preludio alla privatizzazione).
Tale trasformazione, avrebbe il solo scopo di preparare il terreno all’ingresso di capitali privati con una progressiva cessione delle azioni dell’azienda a tali soggetti. Tutto questo è ancor più chiaro dopo l’approvazione lo scorso 20 febbraio, del Ddl sulle liberalizzazioni che prevede importanti novità in materia di farmacie (potranno entrare nel mercato e diventare titolari di farmacie private anche le società di capitale, fino ad oggi escluse dal novero degli aventi diritto; le farmacie potranno essere anche di proprietà delle società di capitali e i soci non dovranno più essere obbligatoriamente farmacisti; viene eliminato il limite delle 4 farmacie per società proprio per facilitare l’ingresso nel settore delle grandi società di capitali come gestori di catene di farmacie; eliminato anche l’obbligo che prevede che a dirigere la farmacia sia un farmacista socio).
In ogni azienda ed in ogni città, a trasformazioni di questo genere sono corrisposti tagli salariali, licenziamenti e peggioramento della qualità dei servizi.
Ricordiamo inoltre che con la trasformazione (privatizzazione) dell’Azienda Speciale, emergerebbero rischi correlati all’applicazione delle nuove norme sui contratti di lavoro (e demansionamenti) previste dal Jobs Act. E’ sconcertante che a seguito del verminaio scoperchiato a fine 2014 con l’inchiesta Mondo di Mezzo/Mafia Capitale, nonostante Raffaele Cantone, magistrato e presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione abbia invitato alla prudenza, proprio per i pericoli insiti nelle privatizzazioni, si sia proceduto imperterriti in questa direzione.
Al fine di rilanciare l’Azienda, evitandone la trasformazione in SPA, riteniamo necessario:
• A nominare il nuovo CdA, rimuovendo l’attuale gestione commissariale, come previsto dall’Avviso Pubblico del 24/2 u.s.;
• Di promuovere tutti gli atti necessari ad adempiere all’immediatamente rimozione dell’attuale Direzione Generale (responsabile dei bilanci 2011/2012 con passivi di 9 e 6 milioni di euro), sostituendola con manager di comprovata e pluriennale esperienza nel settore che possa determinare;
• A promuovere la trasformazione delle attuali farmacie in “farmacie dei servizi” come previsto da 3 Decreti ministeriali del 16 dicembre 2010 e dell’8 luglio 2011, estendendo così i servizi erogati a prestazioni analitiche di prima istanza (analisi glicemia, colesterolo, trigliceridi, ecc.), servizi di secondo livello tramite dispositivi strumentali (misurazione pressione arteriosa, elettrocardiogrammi, spirometria, ecc.), erogazione di specifiche prestazioni professionali da parte di infermieri e fisioterapisti sia all’interno della farmacia che domiciliari, erogazione da parte delle farmacie, di attività di prenotazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino e ritiro dei referti relativi a prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale;
• A promuovere l’integrazione di Farmacap con “le Case della Salute” istituite dalla Regione Lazio con D.C.A. 428/2013, tramite assistenza farmaceutica domiciliare per pazienti non autosufficienti secondo i PDTA;
• A promuovere una nuova politica di approvvigionamento con controlli accurati degli acquisti che permettano di evitare linee di prodotti poco convenienti o di difficile commercializzazione, una maggiore centralizzazione degli acquisti considerando le potenzialità che i magazzini Farmacap potrebbero sviluppare nell’ambito della distribuzione interna e verso terzi (come grossista);
• A promuovere politiche commerciali mirate a fasce d’utenza in sofferenza, con panieri di prodotti a scontistica alta;
• A promuovere la partecipazione di Farmacap allo sviluppo di Poli Civici e Farmacie Solidali in collaborazione con Banco Farmaceutico (Farmacap possiede 1 mensa e 3 immobili inutilizzati);
• A promuovere una stesura “partecipata”, definitiva, del Piano Industriale con le OO.SS. e i lavoratori;
• A prevedere un sostegno pubblico, temporaneo, di tre anni, per l’integrazione socio-sanitaria dell’Azienda con l’approvazione del nuovo Contratto di Servizio per l’Azienda Speciale.

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