Fincantieri: Se mezz’ora vi sembra tanto…
management di provincia: mezz'ora di lavoro gratis in più al giorno
di Sergio Bellavita
Il management di Fincantieri ha deciso di seguire la via cinese allo sviluppo. Con buona pace di tutti coloro che danno valore a termini quali efficientamento, innovazione di processo e di prodotto, che spesso abbondano negli accordi sindacali, hanno deciso di chiedere mezz’ora di lavoro in più al giorno, ovviamente gratis, a tutti i lavoratori dei cantieri navali. Marchionne chiama e Bono risponde. Come un sol uomo, questi spensierati capitani di industria devono aver pensato che è molto più efficace il buon vecchio metodo dello “sfruttiamoli a più non posso e poi molliamoli” piuttosto che perseguire la cosiddetta via alta dello sviluppo. D’altronde, si saranno detti, se a Milano si può lavorare gratis all’Expo, perchè a Fincantieri non si concede una mezz’oretta? Anni di studi, masters su complesse strategie industriali gettati al vento. Non siamo nell’officina Pinco&Pallino di Roccasecca ma in uno dei più importanti complessi cantieristici d’Europa e del mondo. Cantieri, dove il lavoro è fatica, pericolo e sa ancora di acciaio e fumo, dove chiedere mezz’ora in più di lavoro al giorno ha un sapore criminale. Gli dai un dito e si prendono il braccio! Ci hanno davvero preso gusto a togliere diritti e salario grazie alla passività e alla complicità sindacale. Al tempo del Jobs Act può persino succedere che un’azienda pubblica mostri un volto talmente reazionario e brutale che nemmeno nel privato… La mossa padronale ha immediatamente messo in chiaro che il rinnovo del contratto è dell’impresa non dei lavoratori. Un attacco che molto probabilmente sottende a voler ricontrattare in peggio una serie di istituti esistenti, si “accontenterebbe” l’azienda di sottrarre un buon numero di Par ( permessi annui retribuiti) ai lavoratori. La Fiom ha detto no in modo esplicito e fermo, Fim e Uilm si sono dette possibiliste e non è una novità. Tuttavia occorrerebbe passare dalle dichiarazioni ai fatti ed impedire che si avvii un tavolo di restituzione, al termine del quale il saldo per i lavoratori sarebbe negativo. Dichiarasi cioè indisponibili a peggiorare le attuali condizioni contrattuali. Attenzione perchè Fincantieri non sta facendo scuola. Il suo attacco sfrutta la disponibilità alla contrattazione di restituzione che buona parte dei sindacati sostengono. Ci sono purtroppo molti precedenti, ma certo un accordo a perdere in Fincantieri segnerebbe drammaticamente un’intera stagione. E questo non possiamo e non dobbiamo permetterlo.

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