Comune di Viareggio: respingere al mittente l’arroganza e la censura!

Respingere al mittente l’arroganza e la censura!
Per il diritto di parola, di critica e di cronaca …
Di così tanto si riducono i diritti dei lavoratori e lavoratrici (precarietà e Jos act), di così tanto aumenta, oltre alla loro ricattabilità, anche l’arroganza dei loro tanti/troppi dirigenti/manager. Dai luoghi di lavoro vengono infatti segnalazioni di atti di repressione e intimidazione, censure, limitazioni alla libertà di parola, oltre alle minacce di licenziamento.
Con la scusa dell’austerità o dell’intervento della Corte dei conti, oppure della lotta agli sprechi e ai privilegi, gli unici “privilegi” presi in considerazione sono sempre e solo quelli del posto di lavoro, dei diritti e del salario di lavoratori e lavoratrici.
Mai i non trascurabili stipendi degli stessi manager/dirigenti.
Anche nelle amministrazioni pubbliche, con la disattenzione/ connivenza di primi cittadini che troppo spesso, dimenticandosi del compito affidatogli dagli elettori/trici, cioè quello di stare dalla loro parte e da quella della profondità dei loro bisogni, diventano fedeli e acritici esecutori dei tagli decisi dal governo nazionale.
Anche a Viareggio, con la scusa del dissesto prodotto dalla ripetuta inadeguatezza di una intera classe politica locale e approfittando della assenza di una vera rappresentanza democratica, i dirigenti /manager tendono ad esaltare il proprio potere, cercando addirittura di impedire il diritto di parola ai lavoratori e alle lavoratrici nei propri uffici, minacciando ritorsioni.
Senza tener conto del fatto che solo con il contributo attivo di lavorattori/trici si potrebbe pensare ad affrontare i gravissimi problemi della città.
Solo con quella mobilitazione concreta, diffusa e solidale, che come “Il Sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil” siamo impegnati a costruire, è possibile contenere l’arroganza del potere e difendere quelli che sono i nostri “beni comuni”.
Viareggio, 10 febbraio 2015
Il Sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil