Insiel, FVG. Peggio di Marchionne

Comunicato sindacatoaltracosa FVG

LICENZIATI INSIEL, REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA PEGGIO DI MARCHIONNE:
“I SOLDI PER IL MERCATO SONO UNA PRIORITA’”
Nell’era Renzi, non c’è da stupirsi se anche a livello locale, l’impostazione è quella di bypassare il confronto sindacale, prendere decisioni totalmente unilaterali ed esasperando a tal punto i rappresentanti dei lavoratori da portarli – giustamente – ad azioni di protesta eclatanti.
Venerdì 7 Febbraio, Alexander Vecchiet,  rappresentante della Fiom Cgil di Insiel Spa (azienda pubblica ipertecnologica, controllata dalla Regione FVG) è stato di fatto portato dagli eventi  a salire sul tetto della sede dell’azienda Triestina proprio per protestare contro la totale mancanza di relazioni sindacali e più in particolare contro il licenziamento dei 24 dipendenti che chiedevano il reintegro in seguito alla sentenza del Tribunale di Trieste che lo scorso 20 dicembre aveva dichiarato “illegittimo” il loro trasferimento in seguito ad una cessione di ramo d’azienda su cui la sentenza ha gettato delle pesanti ombre sulla regolarità della gestione.
Nonostante gli impegni assunti, per  trovare una soluzione possibilmente condivisa per questi lavoratori, l’azienda e la Regione FVG, impersonificata dall’assessore Paolo Panontin, non hanno avuto meglio da fare che confermare i licenziamenti (spiovuti letteralmente addosso i lavoratori nonostante la richiesta di dialogo avanzata dalle organizzazioni sindacali tutte) e mettere addirittura in dubbio il ruolo industriale stesso di Insiel Spa con ripercussioni palesi verso i lavoratori.
Dal nostro punto di vista, i licenziamenti politici perpetrati “in nome del bene comune” vanno respinti senza appello e rimandati al mittente. Il ruolo di Insiel va riconfermato ed attorno ad esso va ristabilito in modo chiaro che un’azienda (tanto più se pubblica) deve assumersi responsabilità sociali previste e che sono tali solo se salvaguardano l’occupazione del territorio e la qualità della stessa.
La Fiom e la CGIL di Trieste devono impegnarsi a continuare questa discussione senza compromessi: questa politica regionale del “con noi o andiamo avanti da soli” deve essere bloccata sul nascere. Non vorremmo invece, venga preso ad esempio l’atteggiamento “a fasi alterne” di critica prima e di elogio poi del Segretario Regionale CGIL FVG nei confronti della Regione, che rischia di creare incomprensioni fra militanti, iscritti e tutti quelli che la CGIL stessa vuole rappresentare.
Noi non stiamo con i “padroni delle ferriere” che si travestono da nuovo. L’unica parte con qui stare, quella giusta, è quella dei lavoratori.