Sui fatti di ieri a Bergamo

Comunicato sindacatoaltracosa BG - Ieri durante le iniziative per lo sciopero sociale, i movimenti di Bergamo hanno manifestato nella città, protestando anche di fronte alla sede della Cgil territoriale con lancio di vernice sulle finestre. Il segretario generale della Cgil di Bergamo e la segretaria regionale della Lombardia sono usciti con un comunicato di ferma condanna all'accaduto, parlando di violenza, teppismo, intolleranza e inciviltà.


Sia chiaro, anche a noi dispiace che la sede della Cgil sia stata oggetto della rabbia di studenti e movimenti sociali, ma, primo, eccedere nella protesta è un conto, la violenza un altro; secondo, non pensiamo che si possa risolvere questo episodio con accuse e condanne, senza il benché minimo tentativo di capire perché ciò sia accaduto.
A noi dispiace quanto è avvenuto per due ragioni.
La prima è che certo questa è una esplosione di rabbia e, di per sé, non aiuta il dialogo ma anzi lo rende più complicato.
La seconda però è che evidentemente la Cgil, anche all’indomani della dichiarazione dello sciopero generale del 5 dicembre, non è stata capita da quei settori sociali
che ieri hanno manifestato a Bergamo e altrettanto evidentemente non rappresenta per loro quell’elemento di tutela e di fiducia che dovrebbe essere nostro compito cercare di essere.
Se la Cgil non avesse atteso tanto dopo la bella manifestazione del 25 ottobre e avesse colto l’occasione dello sciopero sociale del 14 novembre per dichiarare ieri lo sciopero generale di tutto il mondo del lavoro e dare davvero l’idea che vogliamo fare sul serio e vogliamo impedire il Jobs act, forse sarebbe stata compresa di più anche da loro.
Pensiamo che interrogarsi su questo sia più utile che non lanciare accuse di violenza e teppismo contro gli studenti. Strumentalizzare il disagio sociale è sbagliato, ma esorcizzarlo, facendo finta che chi lo esprime è di per sé antidemocratico violento e teppista, anche!
Bisognerebbe invece avere il coraggio, proprio dopo quello che è successo ieri, di aprire con quei soggetti un confronto pubblico per cercare di capire la loro rabbia
e provare a ricostruire un dialogo. Se i movimenti hanno voluto colpire la Cgil, e non per esempio Cisl e Uil, è perchè forse da noi qualcosa si aspettavano e in qualche modo si sono sentiti traditi. Non sarà certo facile, ma in questa fase, di fronte al violento attacco che stiamo subendo, noi abbiamo il dovere di provare a tenere uniti
tutti quelli che si oppongono al governo e alle politiche di austerità dell’Europa.
Nel 2002, la Cgil la percorse questa strada e quando riuscimmo a impedire la modifica dell’art.18 da parte di Berlusconi, eravamo un punto di riferimento anche per quei settori più radicali di movimenti, centri sociali e studenti. Se oggi invece siamo un loro bersaglio è davvero un problema e non ce la caviamo dicendo che è tutta colpa loro!
Nel comunicato della Cgil si dice che quei settori sono da sempre indisponibili a qualsiasi forma di confronto democratico. Non è vero! Con alcuni di loro, noi come area Sindacatoaltracosa ci parliamo e ci confrontiamo normalmente, ognuno con le proprie forme e i propri contenuti ovviamente, ma nel reciproco rispetto. Tanto è vero che alcuni di loro erano con noi in Val Seriana al presidio contro Renzi.
Certo, vale giusto la pena di notare che il fatto che la stessa Cgil marginalizzi noi al suo interno, trattandoci più o meno come degli “appestati”, spesso nel disprezzo delle nostre stesse regole interne di democrazia, non aiuta il rapporto con questi soggetti esterni….
Rispetto poi alle altre iniziative della giornata (occupazione della sede del PD, lancio di uova a Confindustria e Intesa San Paolo), anche questi fermamente condannati dalla Cgil nel suo comunicato, noi non abbiamo altro da aggiungere se non: bravi ragazzi e ragazze, avete fatto bene!
sindacatoaltracosa Bergamo

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