Fiom Bergamo – Cronaca di un direttivo capovolto

Oggi si è tenuto il direttivo della Fiom di Bergamo. Ecco la cronaca surreale di un direttivo inquietante.


All’ordine del giorno è stato in primo luogo l’elezione della nuova segreteria con l’ingresso di un componente neoeletto al direttivo Fiom (entrato nel direttivo meno di un mese fa), di fresca uscita dalla segreteria provinciale della Cgil di Bergamo. Viene da pensare al voto di scambio visto anche il recente ingresso nella segreteria Cgil di Eugenio Borella!
In questo frangente nemmeno il fallimento della prima votazione (che, senza la nostra partecipazione, non ha raggiunto i 2/3 necessari) ha suggerito una opportuna riflessione, dal momento che si è deciso di passare
a una seconda votazione con l’esito di 50 voti a favore e 27 contrari.
Secondo punto all’ordine del giorno era l’approvazione del bilancio preventivo presentato di fatto pochi minuti
dopo l’elezione della segreteria. I casi sono due: o i componenti della segreteria sono delle persone fenomenali che in pochi minuti sono in condizione di presentare un bilancio oppure, come al solito, viene richiesta solo una cieca obbedienza. Noi non abbiamo partecipato ala votazione essendo evidentemente in presenza di un metodo inaccettabile, frettoloso,
approssimativo e in ultima analisi irrispettoso del direttivo stesso e dei suoi componenti.
Terzo punto all’ordine del giorno era la situazione politica e l’iniziativa dello sciopero del 14 novembre. Si è iniziato a discutere di questo alle 14.35, quando il segretario generale ha preso la parola per fare la relazione.
È evidente a tutti che la scala di priorità sindacale a Bergamo risulta totalmente capovolta: infatti per il segretario generale è necessario prima sistemarsi e poi occuparsi delle iniziative che interessano i lavoratori.
Ancora una volta a Bergamo si segna una pagina negativa nella vita sindacale della Fiom e la responsabilità è interamente in capo al segretario generale.

Sindacatounaltracosa – Fiom Bergamo

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